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Inserito il - 27/05/2010 : 10:17:41
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MenteInPace: dalla Musica alla Musicoterapia
Esperienza nel reparto psichiatrico in ospedale
“La musica è un mezzo di comunicazione anche là dove le parole divengono inaccessibili.”
In tutte le culture dell’antichità musica e medicina erano praticamente una cosa sola. 'il sacerdote medico' (lo sciamano) sapeva che il mondo è costituito secondo principi musicali, che la vita del cosmo, ma anche quella dell’uomo, è dominata dal ritmo e dall’armonia. Sapeva che la musica ha un potere 'incantatorio' sulla parte irrazionale, che procura benessere e che nei casi di 'malattia' può ricostituire l’armonia perduta. Anche Platone ed Aristotele furono oltre che pensatori e filosofi anche dei musicologi e musicisti convinti che le arti del ritmo contribuissero a migliorare la calma interiore, la serenità e la morale. Durante il Rinascimento poi molti medici erano convinti che imparando a suonare qualche strumento musicale, la loro capacità di ottenere guarigioni si affinasse e si sviluppasse.
Il primo trattato di musicoterapia risale alla prima metà del 1700 a cura di un medico musicista londinese, Richard Brockiesby. Ma fu S. Porter uno dei primi medici a capire la necessità di una conoscenza molto approfondita della 'scienza musicale' per applicarla con successo nella cura di certi disturbi mentali. Poi nei secoli successivi le osservazioni intorno ai poteri dei suoni e della musica sulla mente e anche sul corpo si moltiplicarono, Karl Strumf in Germania, verso la fine del 1800 studiò la nozione di 'psicologia del suono' e mise l’accento sull’impatto sonoro vissuto da chi ascolta la musica.
Ciò era la base degli studi della Musicoterapia moderna che si differenza da quella antica, perché non si basa più su nozioni empiriche o rituali, ma su studi scientificamente testabili, ciò sottointende esperienze cliniche e biologiche serie. L’uso della musica e la coscienza del suo potere terapeutico sull’uomo si perde quindi nella notte dei tempi e oggi trova una strutturazione metodologica e impieghi mirati a diverse patologie. Infatti dagli anni ’70 la Musicoterapia è oggetto di studi anche nel nostro paese e si basa su delle premesse teoriche e metodologiche collaudate a livello internazionale. Essa utilizza diverse tecniche che permettono di applicarle nei diversi campi: preventivi, terapeutici e riabilitativi.
L’attività di facilitare la relazione interumana attraverso il mezzo sonoro è stata praticata inizialmente a favore di soggetti con disturbi neuro-senso-motori diversificati, senza dimenticare però che negli ospedali psichiatrici a livello internazionale, la musica veniva utilizzata per favorire la solidarietà e la socializzazione tra i malati di mente, e inoltre per indurre rilassamento e gratificazione personale. Attualmente gli ambiti di intervento si sono estesi alle scuole, residenze socio-sanitarie, medicina generale, psicogeriatria, anestesiologia, neurologia, cure palliative ecc. ma anche nei contesti psichiatrici si è sempre più approfondito l’utilizzo della Musicoterapia.
Negli anni passati, sembrava improponibile l’utilizzo di tecniche espressive in un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC ovvero il reparto psichiatrico in ospedale), sia perché ritenute di scarsa efficacia sia per le difficoltà di approccio che il paziente acuto presenta. Invece uno studio più attento ed un ampliamento della gamma di svariate tecniche, ha consentito l’avvio di una fase di sperimentazione, durata alcuni anni, e conclusasi con la strutturazione di una serie di interventi di gruppo ed individuali, che attualmente costituiscono presso il nostro SPDC una routine consolidata.
E’ da sottolineare che l’operatore per occuparsi di tali attività deve aver conseguito una formazione adeguata di base più una formazione in itinere e continue supervisioni. In quanto l’operatore è soggetto attivo e partecipe nella relazione con il paziente, è parte integrante, responsabile, ed i suoi interventi si caratterizzano come intenzionali. L’utilizzo della Musicoterapia come in generale quello delle altre tecniche espressive è da considerarsi in SPDC come attività di integrazione e di supporto. Essa può affiancare il percorso terapeutico per determinati periodi stabilendo con precisione gli obiettivi che si vogliono raggiungere e inoltre può essere considerata in alcuni casi o in alcune situazioni, come intervento di contenimento, infatti le sedute sono da considerarsi come interventi 'di relazione di aiuto' che utilizzano il linguaggio sonoro ed hanno come finalità quella di contenere l’angoscia del paziente, alleviandogli così la sofferenza provocata dall’acuzie della malattia. Può essere considerata anche un intervento di terapia intesa come 'prendersi cura di' attraverso delle tecniche non verbali, anziché con il colloquio o con il farmaco.
L’obiettivo principale della Musicoterapia è quello di aprire canali di comunicazione. Questa attività che si svolge nei locali interni della nostra struttura 'sala musica' utilizza diverse tecniche che possono essere raggruppati in due ambiti: Musicoterapia recettiva in cui predomina l’ascolto. Musicoterapia produttiva dove il suono viene prodotto attraverso gli strumenti corporei, naturali, quotidiani, creati e quelli musicali propriamente detti. La Musicoterapia recettiva si basa sull’ascolto guidato e strutturato in considerazione del fatto che gli stimoli sonori permettono il rilascio di neurotrasmettitori e neuromodulatori che modulano il comportamento e l’affettività dell’essere umano. E’ stato dimostrato che la loro concentrazione si modifica in ogni individuo all’ascolto della propria musica. Le vibrazioni captate dall’orecchio interno, penetrando a varie profondità provocano trasformazioni nei processi elettrobiochimici all’interno della mente e dell’organismo per cui entra in vibrazione quando si vibra sulla stessa lunghezza d’onda del suono.
Invece con la Musicoterapia produttiva il paziente diviene protagonista, è portato a sentire, comprendere, creare senza coercizioni, libero di scegliere lo strumento che per lui in quel momento è più significante, comunicare con se stesso e agli altri ritmo, timbro, melodie, volumi in cui si sente bene, con una esperienza di sé globale.
L’utilizzo della Musicoterapia rappresenta per il paziente ricoverato in SPDC un’esperienza di incontro con le proprie risorse interne e con l’altro, così da mobilizzare la sua parte emotiva e permettergli di indirizzarsi verso una scelta curativa o un’altra. Inoltre costituisce ormai da diversi anni un valido appoggio alla terapia farmacologica proprio per il coinvolgimento diretto dei pazienti nel loro processo 'di cura'.
Maria Grazia Setaro
MENTEINPACE Forum per il benessere psichico Via Busca 6, 12100 Cuneo Tel. 0171.66303 menteinpace@libero.it
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