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 La via moderata
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Inserito il - 19/09/2023 : 09:34:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La via moderata

Cosa si può sperare di meglio al di fuori di non avere nulla da
sperare? Immaginiamoci quel momento perfetto in cui non ci attendiamo
più nulla. Quel momento in cui, eccetto che sul piano della saggezza,
non abbiamo più nulla da fare, ed in cui siamo pronti semplicemente a
recarci in un ritiro . Con la sensazione di avere finito, di avere
raggiunto un disinteresse definitivo per tutte le cose prive di
beneficio, di cui il mondo è pieno. E'la sensazione di avere fatto
tutto ciò che c'era da fare, di avere visto tutto ciò che c'era da
vedere, di avere ascoltato tutto ciò che c'era da ascoltare, di avere
sopportato tutto ciò che c'era da sopportare, di avere compiuto tutto
ciò che restava da compiere.

In quel momento siamo infine usciti da quell'infernale prigione che è
il mondo. Tanto più infernale, che non c'eravamo mai accorti di quanto
ne fossimo immersi dentro. Essendoci allenati a rinunciare a tutto
ciò, per il tempo necessario a farlo, oggi ci troviamo in grado di
porre fine a questo calvario.

Ci sistemiamo in una piccola stanza, in una grotta, o in un capanno,
per restarvi. Non ne usciamo, ma siamo del tutto liberi, perché non
sentiamo la minima voglia di andare più lontano; non ci resta altro da
percorrere. Mentre, in passato, correvamo senza posa da una casa
all'altra, da una città all'altra, da un continente all'altro.
Ciononostante, non eravamo liberi; ovunque andassimo, ci trovavamo
sempre imprigionati dalle impurità del mentale, sotto gli aspetti più
grossolani.

Formuliamo un piccolo pensiero di sollievo: mai più seccature, debiti,
situazioni sconfortanti, attese, proprietà da conservare e
sorvegliare, perdite, progetti, idee, credenze, religioni, principi,
abitudini restrittive, dispute, rimproveri, rimorsi, vergogne; nulla
più che ci possa tormentare. Ogni nostra azione è priva di cupidigia,
di avidità, di odio e di orgoglio. Non abbiamo bisogno di nulla.

Ci sistemiamo in una piccola stanza, in una grotta, o in un capanno,
per restarvi. Non ne usciamo, ma siamo del tutto liberi, perché non
sentiamo la minima voglia di andare più lontano; non ci resta altro da
percorrere. Mentre, in passato, correvamo senza posa da una casa
all'altra, da una città all'altra, da un continente all'altro.
Ciononostante, non eravamo liberi; ovunque andassimo, ci trovavamo
sempre imprigionati dalle impurità del mentale, sotto gli aspetti più
grossolani.

Noi rimaniamo soltanto puri, onesti, chiari, presenti. Noi siamo
irreprensibili, perchè la nostra condotta è giusta ed impeccabile..
Ogni nostra azione è sprovvista di cupidigia, di avidità, di odio e di
orgoglio. Non abbiamo bisogno di nulla.

Non necessitiamo di tutti quei piaceri inutili, che servono solo a
farci restare attaccati sempre più al mondo della sofferenza. Restiamo
solo nel giusto. La bilancia è perfettamente equilibrata. Non
rincorriamo le cose; sono le cose che vengono a noi. Tutto gira
attorno a noi, nel modo più naturale che vi sia. Non dobbiamo fare
sforzi per adattarci a quanto ci attornia. Poiché ci troviamo nel
giusto, sono gli elementi circostanti che, da soli, si adattano a noi.

Siamo come il pesce che, senza aggrapparsi a nulla, si lascia
completamente scivolare nella corrente del fiume, sino al delta.
Abbandoniamo la presa dell'effervescenza del mondo. Non abbiamo
bisogno di guadagnare un solo centimetro. Lo spirito è libero da ogni
ingombro. Non ci serve nulla. Qualunque sia il modo, tutte le nostre
necessità vengono automaticamente a noi, nel momento giusto, e non il
contrario.

Non vi è alcuno sforzo da fare, se non per lo stretto necessario. Ed
anche questo piccolo impegno diviene poco a poco naturale. E consiste
in niente altro che portare la propria attenzione alle cose percepite.
Restiamo soltanto attenti a tutto ciò che appare alla coscienza., in
modo da dare l'opportunità allo spirito di conoscere la realtà, tale
qual è percepita; di guardarla in faccia, direttamente. Di
conseguenza, non conosciamo più l'illusione, non conosciamo il dubbio,
non conosciamo l'ignoranza. A questo punto, sappiamo che il fatto di
lasciarsi andare alla negligenza comporta nettamente un maggiore
sforzo; come lo starsene impigriti davanti ad uno spettacolo, mentre
si gustano dei dolciumi. Comprendiamo che il giusto sforzo non è un
grande sacrificio, ma un minimo impegno, giustamente dosato, là e
quando conviene applicarlo.

Agendo così, nella via moderata, qualunque azione gli altri possano
fare, nessuno può risultare più benefico per il prossimo. Non vi è
un'esistenza migliore, più onorevole. Noi incarniamo il perfetto
esempio della buona strada da seguire, della via giusta. Le nostre
azioni sono sane e i nostri consigli naturalmente saggi. Solo chi
segue questo cammino, la via della moderazione, è capace di guidare
correttamente gli altri sul sentiero del distacco. Il distacco dalle
cose, dalle sensazioni, dalle persone, dai desideri, dalle
aspettative, dai bisogni, dai dispiaceri, dai progetti e da tutto
quello che genera insoddisfazione.

Poiché ci siamo sbarazzati di ogni miseria del mondo, non resta più
nulla. Non rimane che il presente; siamo del tutto entrati nel mondo
della realtà. La sola cosa che resta da fare è la più nobile e la più
saggia: vivere nella contemplazione delle percezioni. Non viene
lasciato alcun modo alle impurità di salire in superficie; neppure la
noia appare. Qualunque sia la situazione, lo spirito è sempre
presente, vigile ed attento. Ogni percezione viene conosciuta per
quello che essa è veramente, priva di ogni concezione, di ogni appunto
e di ogni emozione. Non possiamo più soffrire perché non siamo più
attaccati a queste percezioni, dato che le osserviamo soltanto, tali
quali sono; ed infine, le conosciamo.

Così, non siamo più legati alle percezioni visive, non più legati alle
percezioni uditive, alle percezioni tattili, a quelle gustative,
olfattive; né siamo legati alle percezioni mentali.

A causa della buona condotta, siamo in libertà condizionale. In
"libertà" perché non siamo più coinvolti dalle cose del mondo e dai
loro terribili e viziosi ingranaggi senza fine. "Condizionale" perché
siamo ancora equipaggiati con il pesante fardello che è il corpo e con
i sensi fisici e mentali, che restano sempre soggetti alle
trasformazioni, alle contrarietà e che sono completamente
incontrollabili. L'unica realtà che può venire contenuta è il modo di
gestire questi sensi.

Non rimane, dunque, altro da fare che seguire questa esistenza, in cui
continuare tranquillamente il nostro allenamento. Restiamo fedeli ad
esso, che consiste nel seguire la via moderata, fino in fondo. Di
conseguenza, giungeremo irrimediabilmente alla liberazione totale e
definitiva da ogni disgrazia del mondo.

Tratto da it.dhammadana.org

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