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 La nostra vita la costruiamo noi!
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Inserito il - 11/01/2018 : 12:10:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La nostra vita la costruiamo noi!

di Marcella Danon


"Chi sono io?" o, meglio, "chi voglio diventare?". Quello che dobbiamo
capire è che siamo un'opera d'arte e che siamo noi gli artisti. La
nostra vita la modelliamo in prima persona imparando a usare la
libertà e la creatività.

"Chi sono io?". Una domanda difficile quando la risposta la si cerca
all'esterno, quando ci si specchia negli altri per trovarla, quando è
distorta dalle aspettative altrui. Miti e fiabe di tutti i tempi, con
le loro molteplici avventure per conquistare tesori o liberare
principesse, altro non raccontano di questa tappa fondamentale nel
percorso di crescita di ogni individuo: quello della ricerca di se
stessi.

Se all'inizio, nella fiaba come nella realtà, l'illusione è proprio
quella che ci sia qualche cosa da trovare, un'identità già bella e
precostituita da riconoscere tra altre che sono invece false immagini
di ciò che siamo davvero, quando finalmente si raggiunge la meta
agognata si scopre che la verità è un'altra e che "l'avventura" è
servita proprio a capire questo: non c'è un io nascosto da qualche
parte da trovare, ma c'è un io presente, dinamico, dalle innumerevoli
diverse potenzialità, da direzionare.

L'eroe delle fiabe conosce se stesso riconoscendo innumerevoli suoi
aspetti diversi nel corso della ricerca, trova se stesso nel
sorprendersi di poter fare cose di cui mai si sarebbe immaginato
capace, scopre il vasto margine di libertà che ha rispetto alla realtà
e il potere della sua creatività nel mettere in atto le strategie
necessarie per raggiungere i suoi obiettivi, per realizzare ciò che
vuole diventare.

Ecco che la domanda viene riformulata, da "chi sono io" diventa "chi
voglio diventare". Una domanda che impegna in modo diverso, molto più
attivo, il ricercatore, rendendolo co-autore della propria vita.
Co-autore? Sì, perché quello che noi possiamo diventare è una
combinazione di ciò che di noi stessi non possiamo cambiare -
patrimonio genetico, storia personale, condizioni ambientali - con ciò
che noi decidiamo di fare con questa... materia prima. Lo scultore
crea la sua opera a partire dal blocco di pietra che ha davanti, ben
consapevole dei limiti che questo impone, ma ben disposto a
trasformare i limiti in punti di forza - una venatura fuori posto che
viene inserita armonicamente nella progettazione della scultura, per
esempio -; così anche noi possiamo considerare le condizioni
immutabili della nostra esistenza come gli inevitabili confini che
ogni diverso mezzo espressivo pone - pensate solo alle complesse rime
entro le quali dovevano esprimersi i poeti ai tempi di Dante e
Petrarca - senza però impedire all'essenza del nostro messaggio di
impregnare tutta la materia prima.

Grandissimo è il margine di libertà che abbiamo nei confronti della
nostra esistenza e se non lo sappiamo o non ce ne appropriamo, andrà
sprecato e disperso nel tentativo di emulare modelli imposti,
casualmente o volutamente, da altri e senza sapere che spetta a noi
non solo il potere, ma anche la responsabilità, di contribuire
attivamente all'elaborazione del progetto in divenire della nostra
stessa esistenza.

Come? Cominciando a mantenere viva l'attenzione interna, per notare
cosa ci piace di più e cosa di meno, per esempio; cosa ci riesce
meglio e cosa invece non ci coinvolge; quali storie ci toccano in
profondità e quali sono i modelli che vorremmo emulare, che cosa ci fa
male e che cosa ci fa bene... tanto per cominciare. Poi possiamo
continuare scoprendo che la qualità di ogni nostro momento dipende
dall'atteggiamento con cui lo affrontiamo: un passaggio a livello
chiuso in un viaggio in auto può diventare snervante o rilassante ed è
questo "decidere come vivere una cosa" che è determinante, alla fine
dei conti, per vivere bene. Si rivela allora una verità fondamentale:
il pensiero crea! Se pensiamo positivo ci predisponiamo con maggior
sicurezza e tranquillità a un evento e aumentiamo le possibilità che
questo si evolva nella direzione auspicata da noi, se freniamo già in
partenza, pensando che tanto non andrà bene... il risultato diventa
quasi scontato.

Ma non basta pensare positivo per dare forma alla propria vita,
bisogna pensare anche propositivo, valutando, coi piedi per terra,
quali sono i campi d'azione e le direzioni di sviluppo più adatte a
noi e bisogna agire e osare, perché solo così ci mettiamo davvero alla
prova e conquistiamo l'esperienza, la sicurezza e l'intuito necessari
per "crearci" un'esistenza fatta su misura per noi, per fare della
nostra vita la nostra principale opera d'arte, che rifletta nella
forma la nostra più intima essenza!


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