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 La Scienza Sacra" di Sri Sri Yukteswarji 2
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Inserito il - 08/01/2013 : 11:56:03  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La Scienza Sacra" di Sri Sri Yukteswarji 2

La Scienza Sacra" di Sri Sri Yukteswarji (Guru di Paramahansa Yogananda)

seconda parte

************************

"LA SCIENZA SACRA"

(seconda parte)
_______________________

I 3.600 anni durante i quali il sole percorre i
tre ventesimi della sua orbita sono chiamati Treta
Yuga. La virtù mentale, dharma, è ora al terzo
stadio, e quindi l'intelletto umano ha la capacità
di comprendere il magnetismo divino, la sorgente
di tutte le forze elettriche da cui dipende l'esistenza del creato.

I 4.800 anni durante i quali il sole percorre gli
ultimi quattro ventesimi della sua orbita sono
chiamati Satya Yuga. La virtù mentale, dharma
entra nel quarto stadio e raggiunge il suo pieno
sviluppo. L'intelletto umano può ora comprendere
tutto, perfino Dio, lo Spirito oltre il mondo visibile.

Manu, un grande rsi (saggio illuminato) vissuto
nel Satya Yuga, descrive più chiaramente questi
Yuga nel seguente passo tratto dal suo Samhita:
[Si tramanda che il Krta Yuga (Satya Yuga, o Età
dell'oro del mondo) duri quattromila anni. La sua alba e
il suo tramonto hanno entrambi la stessa durata
di quattrocento anni (cioè: 400 + 4.000 + 400 = 4.000).

Nelle altre tre Età, considerando anche l'alba e il
tramonto, le migliaia e le centinaia di anni diminuiscono
di un'unità (cioè: 300 + 3.000 + 300 = 3.600, ecc.).
Questo ciclo di quattro fasi, che dura complessivamente
12.000 anni, viene chiamato una Età
degli Dei'. Un giorno di Brahma è costituito di mille
Età degli Dèi; la notte di Brahma ha la stessa durata.]

Il Satya Yuga propriamente detto dura 4.000
anni; i 400 anni che precedono e seguono il
Satya Yuga sono i suoi sandhi, o periodi di transizione
tra i rispettivi Yuga; quindi il Satya Yuga
ha una durata complessiva di 4.800 anni. Per
calcolare la durata degli altri Yuga e dei relativi
sandhi, si deve diminuire di mille anni la durata
degli Yuga propriamente detti e di cento anni
quella di ciascuno dei due sandhi che rispettivamente
precedono e seguono ogni Yuga. Secondo
questa regola appare chiaro che il Treta Yuga
dura 3.000 anni e i suoi sandhi (i periodi di transizione
che lo precedono e lo seguono) 300, per
un totale complessivo di 3.600 anni.

Allo stesso modo il Dvapara Yuga dura 2.000
anni e ciascuno dei suoi sandhi 200, per un totale
di 2.400 anni. Ed infine la durata del Kali Yuga è
di 1.000 anni, ai quali vanno aggiunti cento
anni per ciascuno dei suoi sandhi, per un totale
di 1.200 anni. Perciò il totale complessivo degli
interi periodi di questi quattro Yuga, pari a
12.000 anni, rappresenta la durata di un Daiva
Yuga. L'insieme dei due Daiva Yuga, o Coppia
elettrica, dura 24.000 anni e forma un ciclo elettrico completo.

A partire dall'anno 11501 a.C., quando l'equinozio
di autunno entrò nella prima casa di Ariete,
il sole prese ad allontanarsi dal punto della
sua orbita più vicino al grande centro, per spostarsi
verso quello più distante; di conseguenza,
le facoltà intellettuali dell'uomo cominciarono a
diminuire. Durante i 4.800 anni impiegati dal sole
per attraversare la fase discendente del Satya
Yuga e per compiere i quattro ventesimi della
sua orbita, l'intelletto dell'uomo perse completamente
il potere di afferrare la conoscenza spirituale.

Durante i 3.600 anni seguenti, impiegati
dal sole per attraversare la fase discendente del
Treta Yuga, l'intelletto perse gradualmente la facoltà
di comprendere il magnetismo divino. Nei
2.400 anni successivi, durante i quali il sole attraversò
la fase discendente del Dvapara Yuga,
l'intelletto umano perse la facoltà di capire le
forze elettriche e le relative proprietà. Nei 1.200
anni che seguirono, il sole attraversò la fase
discendente del Kali Yuga raggiungendo il punto
della sua orbita più lontano dal grande centro;
l'equinozio di autunno si trovava allora nella prima
casa della Bilancia. Le facoltà intellettive
dell'uomo si erano talmente ridotte che egli non
era più in grado di percepire nessuna cosa che
andasse al di là della natura fisica della creazione.

L'epoca intorno al 500 d.C. è stata il momento
più oscuro del Kali Yuga e dell'intero ciclo
dei 24.000 anni. La storia conferma l'esattezza
di questi antichi calcoli dei rsi dell'India e
testimonia che in quel periodo l'ignoranza e la
sofferenza erano diffuse ovunque.

Dall'anno 499 d.C. in poi, il sole riprese ad
avanzare verso il grande centro, e l'intelletto
umano cominciò a svilupparsi gradualmente.
Durante i 1.100 anni della fase ascendente del Kali
Yuga, che ci portano al 1599, l'intelletto umano
era ancora così ottenebrato da non riuscire a
comprendere le forze elettriche, Suksmabhuta, la
materia sottile della creazione. Anche per quanto
riguarda la situazione politica generale, in nessun
paese della terra regnava la pace.

Successivamente, quando i 100 anni di transizione
(sandhi) fra il Kali Yuga e il Dvapara Yuga
cominciarono a far sentire la loro influenza, gli
uomini iniziarono a rilevare l'esistenza delle materie
sottili, pancatanmatra, le proprietà delle forze
elettriche. Sul piano politico cominciò a
ristabilirsi la pace.

Intorno al 1600 d. C., William Gilbert scoprì
le forze magnetiche e osservò che l'elettricità era
presente in tutta la materia. Nel 1609 Keplero
scoprì delle importanti leggi astronomiche, Galileo
inventò il telescopio e nel 1621 l'olandese
Drebbel inventò il microscopio. Nel 1670 Newton
scoprì la legge di gravità e nel 1700 Thomas
Savery adoperò una macchina a vapore per sollevare
l'acqua. Vent'anni dopo Stephen Gray scoprì
gli effetti dell'elettricità sul corpo umano.
Nel mondo politico si cominciò a nutrire un
certo rispetto per i diritti dell'uomo e la civilizzazione
progredì sotto molti profili. L'Inghilterra
si unì alla Scozia diventando cosi un potente
regno. Napoleone Bonaparte introdusse un nuovo
Codice Civile nell'Europa meridionale. L'America
conquistò l'indipendenza, e la pace regnò in
gran parte dell'Europa.

Grazie al progresso scientifico, la terra cominciò
a essere percorsa da ferrovie e linee telegrafiche.

Le materie sottili, sebbene la loro natura
non fosse ancora chiaramente compresa, trovarono
applicazione pratica nella costruzione delle
macchine a vapore, dei motori elettrici e di molti
altri strumenti. Nel l899, il termine del periodo
di transizione di 200 anni del Dvapara Sandhi,
avranno inizio i 2.000 anni del Dvapara Yuga vero
e proprio che porteranno al genere umano nel
suo complesso una più profonda conoscenza
dell'elettricità e delle sue caratteristiche.

Questa è la grande influenza del Tempo che
governa l'universo. Nessuno può sottrarsi al suo
influsso, se non colui che pervaso di puro amore,
dono celeste della natura, diventa divino; battezzato
nella sacra corrente Pranava (la vibrazione Om)
egli comprende allora il Regno di Dio.

Gli almanacchi indù non indicano correttamente
che oggi (1894 d. C.) il mondo si trova
nell'era del Dvapara Sandhi. Gli astronomi e gli
astrologi che compilano gli almanacchi, essendo
stati fuorviati dalle annotazioni errate di alcuni
studiosi di sanscrito (ad esempio Kulluka Bhatta)
vissuti nell'oscura età del Kali Yuga, sostengono
che la durata di tale yuga sia di 432.000 anni,
che fino ad oggi (1894 d.C.) siano trascorsi
soltanto 4.994 anni dal suo inizio e che ne debbano
passare ancora. 427.006. Una cupa prospettiva,
fortunatamente inesatta!

L'errore si insinuò per la prima volta negli
almanacchi sotto il regno del Raja Parikshit, proprio
al termine della fase discendente dell'ultimo
Dvapara Yuga. In quegli anni il Maharaj Yudhisthira,
rilevando che era iniziato l'oscuro Kali
Yuga, abdico in favore del nipote, il Raja Parikshit;
poi, insieme a tutti i saggi che vivevano alla
sua corte, si ritirò sulle montagne dell'Himalaya,
il paradiso del mondo. Così alla corte del Raja
Parikshit non rimase più nessuno che fosse in
grado di comprendere esattamente il principio
secondo il quale si doveva calcolare la durata dei
vari Yuga.

Quindi, al termine dei 2.400 anni del Dvapara
Yuga allora in corso, nessuno ebbe il coraggio di
dichiararne ufficialmente il termine e di affermare
che si era entrati nel primo anno dell'oscuro Kali Yuga.

In conseguenza di questi calcoli errati, il primo
anno del Kali Yuga diventò l'anno 2401 del
Dvapara Yuga. Nel 499 d.C., quando terminarono
i 1.200 anni del Kali Yuga propriamente detto
e il sole raggiunse il punto della sua orbita più
lontano dal grande centro (l'equinozio d'autunno
appariva in cielo nella prima casa della Bilancia),
l'era del Kali Yuga nel suo periodo più
oscuro fu calcolata in 3 .600 anni invece di 1.200.

Con l'inizio della fase ascendente del Kali Yuga,
a partire dal 499 d.C., il sole cominciò ad
avvicinarsi nella sua orbita al grande centro, e le
facoltà intellettuali dell'uomo presero a svilupparsi.

Di conseguenza l'errore degli almanacchi
venne individuato da alcuni esperti dell'epoca, i
quali scoprirono che i calcoli degli antichi rsi
avevano fissato la durata di un Kali Yuga in soli
1.200 anni. Ma poiché il loro intelletto non era
ancora sufficientemente evoluto, essi riuscirono
soltanto a individuare l'errore, ma non le cause
che lo avevano determinato. Per risolvere il
problema partirono dall'ipotesi che i 1.200 anni
della durata effettiva del Kali Yuga non corripondessero
ai normali anni della nostra terra, ma andassero
intesi come altrettanti anni divini (daiva,
ovvero 'anni degli Dei'), suddivisi in 12 mesi daiva,
ciascuno di 30 giorni daiva; un giorno daiva
corrispondeva quindi a un normale anno solare
della nostra terra. Pertanto, secondo il parere di
quegli esperti, i 1.200 anni del Kali Yuga equivalevano
quindi a 432.000 anni terrestri.

Per arrivare alla soluzione giusta, dobbiamo
prendere in considerazione la posizione dell'equinozio
primaverile del 1894 d.C.

Le tavole astronomiche mostrano che l'equinozio
di primavera si trova ora alla distanza di
20° 54' 36" dalla prima casa di Ariete (la stella
fissa Revati), e dai calcoli appare chiaro che sono
trascorsi 1.394 anni da quando l'equinozio di
primavera cominciò a retrocedere dalla prima
casa di Ariete.

Sottraendo 1.200 (durata della fase ascendente
dell'ultimo Kali Yuga) da 1.394 otteniamo
194, che indica l'anno in corso, calcolato da
quando il mondo è entrato nella fase ascendente
del Dvapara Yuga. L'errore degli antichi almanacchi
sarà quindi facilmente dimostrato se aggiungiamo
3.000 a 1.394; la cifra che si ottiene,

4.994, riportata sugli almanacchi indù secondo
l'errata teoria predominante, corrisponde proprio
al corrente anno 1894 d.C.

[Nel diagramma riportato a pag. 19, il lettore
potrà vedere che l'equinozio d'autunno si trova ai
nostri giorni (1894 d.C.) nella costellazione della
Vergine e nella fase ascendente del Dvapara Yuga.]
In questo libro si è accennato ad alcune verità,
per esempio quelle sulle proprietà del magnetismo,
le sue aure, le diverse forze elettriche,
e cosi via, benché la scienza moderna non le abbia
ancora interamente scoperte. Si possono facilmente
capire i cinque tipi delle forze elettriche
pensando alle proprietà dei nervi, la cui natura è
puramente elettrica. Ognuno dei cinque nervi
sensori ha una sua caratteristica e una specifica
funzione cui adempiere. Il nervo ottico conduce
la luce, ma non svolge le funzioni del nervo uditivo,
ne quelle tipiche di altri nervi; il nervo uditivo
a sua volta conduce i suoni e non svolge le
funzioni di nessuno degli altri nervi, e così via.

Quindi è evidente che esistono cinque tipi di
forze elettriche corrispondenti alle cinque proprietà
dell'elettricità cosmica.

Per quanto riguarda le proprietà del magnetismo,
le facoltà di comprensione dell'intelletto
umano sono oggi così limitate che sarebbe praticamente
inutile cercare di spiegare l'argomento
al grande pubblico. L'intelligenza umana comprenderà
i principi del magnetismo divino nel
Treta Yuga che avrà inizio nel 4099 d.C. Anche
oggi vi sono esseri eccezionali che, essendosi sottratti
all'influenza del Tempo, sono in grado di
capire cose che sfuggono alla comprensione delle
persone normali; ma questo libro non è destinato
a quegli esseri superiori che non ne hanno bisogno alcuno.

Per concludere, possiamo osservare che i diversi pianeti,
esercitando la propria influenza sui
giorni della settimana, hanno dato il loro nome
ai giorni corrispondenti e che, allo stesso modo
le diverse costellazioni che influiscono sui vari
mesi hanno prestato il loro nome ai mesi del
calendario indù. Ciascuno dei grandi Yuga esercita
un forte influsso durante l'arco di tempo che ricopre;
ecco perché sarebbe opportuno designare
gli anni con un termine che indichi lo Yuga cui appartengono.

Poiché gli Yuga si calcolano tenendo conto
della posizione degli equinozi, il metodo di
numerazione degli anni che fa riferimento al
rispettivo Yuga è basato su un principio scientifico; il
suo uso eviterebbe i numerosi inconvenienti che
sono nati in passato quando le varie ere venivano
associate a illustri personaggi piuttosto che al
fenomeno celeste delle stelle fisse. Noi quindi
proponiamo che l'anno in cui è stata scritta la
presente introduzione venga chiamato 194 Dvapara
anziché l894 d.C., per mostrare con esattezza
in quale Yuga ci troviamo attualmente.

Questo sistema è stato adottato in India fino al
regno del Raja Vikramaditya, quando ebbe inizio
l'era Samvat. Poiché la datazione basata sugli
Yuga si raccomanda da sola per la sua razionalità,
nel seguirla noi stessi suggeriamo che sia adottata ovunque.

Ora, in questo 194° anno del Dvapara Yuga,
essendo da tempo tramontata l'oscura età del
Kali Yuga, il mondo si sta proiettando verso la
conoscenza spirituale e gli uomini sentono il bisogno
di aiutarsi l'un l'altro amorevolmente.
Spero perciò che questo libro, pubblicato per
esplicita richiesta del mio santo paramguru
maharaj Babaji, offra a tutti un aiuto sul piano spirituale.

...

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