[AmadeuX BiblioForum]
Clicca qui per andare al sito di Audioterapia, Musica ed elementi subliminali benefici
13/02/2026 - 08:57:43
    [AmadeuX BiblioForum]                                     Ip: 216.73.216.172 - Sid: 732513698 - Visite oggi: 53315 - Visite totali: 75.059.139

Home | Forum | Calendario | Registrati | Nuovi | Recenti | Segnalibro | Sondaggi | Utenti | Downloads | Ricerche | Aiuto

Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 Forums e Archivi PUBBLICI
 SUBLIMEN BiblioForum
 La cella n° 17 (verità, o leggenda...?)
 Nuova Discussione  Rispondi alla discussione
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
I seguenti utenti stanno leggendo questo Forum Qui c'è:
Autore Discussione Precedente Discussione n. 13377 Discussione Successiva  

admin
Webmaster

8hertz

Regione: Italy
Prov.: Pisa
Città: Capannoli


24934 Messaggi

Inserito il - 14/11/2011 : 11:35:34  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La cella n° 17 (verità, o leggenda...?)


Quando un uomo è in preda ad un'emozione fortissima, è lecito pensare
che, in determinati casi, non è escludibile il verificarsi di eventi
che ne potrebbero rappresentare una sorta di "valvola di sfogo
psichico"? Eventi che, per la natura stessa dell'incredibile stato
emotivo dei soggetti, riescono perfino a superare i comuni limiti
impostici dalla materia? La casistica paranormale sembrerebbe
rispondere affermativamente. E' noto il famoso caso dei "Volti di
Belmèz", tuttora rimasto inspiegato. Meno noto, invece, è quello della
contea di carbone della Pensylvania, che potremmo chiamare "Il caso di
Alexander Campbell".

Nella seconda metà del XVIII Secolo, le miniere di carbone della
Pensylvania costituivano una delle più preziose fonti di energia del
Paese, ma le condizioni di lavoro erano in esse a dir poco spaventose.
La paga giornaliera superava difficilmente i 50 cent. di dollaro e la
giornata lavorativa era lunghissima e pericolosa. I proprietari della
miniera, e anche di altre similari, erano in prevalenza inglesi o
gallesi; costoro si trovarono ben presto in lotta accanita con i
minatori, esasperati dalle condizioni disumane in cui erano costretti
a svolgere il loro massacrante lavoro.

Venne così a crearsi una
società segreta che si denominò "Mollie Maguieres", e fu proprio
questa società che organizzò, per la prima volta in America, uno
sciopero contro una compagnia mineraria. Purtroppo, e inevitabilmente,
viste le grandi tensioni che una situazione del genere non poteva non
generare, le cose si spinsero oltre, e ne nacquero in seguito
sanguinosi disordini che causarono la morte di oltre centocinquanta
persone. I proprietari, ad un certo punto, studiarono una strategia
per annientare la "Mollie Maguieres" ed escogitarono un sistema ai
limiti dello spionaggio.

In pratica, fu assoldato un agente inglese,
tale James Mc Parlen dell'agenzia investigativa Pinkerton, il quale
s'infiltrò nei Mollie Maguieres per studiarne le mosse ed essere in
grado di avvisare preventivamente i suoi mandatari. Il lavoro di Mac
Parlen fu particolarmente scrupoloso ed efficace: dodici membri della
setta furono impiccati e, nel 1877, tale "YellowJack" Donohue fu
arrestato con l'accusa di aver ucciso il caposquadra della Le high
Coal and Navigation Company. Insieme a lui furono arrestati altri tre
uomini per ulteriori presunti assassinii. Tutti ebbero lo stesso
verdetto: impiccagione. Due di essi affrontarono fieramente la loro
sorte, ma il terzo, un certo Alexander Campbell, giurava e stragiurava
di essere innocente. Ma non gli servì a nulla urlare e disperarsi:
Campbell venne trascinato, un giorno, fuori dalla sua cella, la n. 17
al primo piano dell'edificio che ospitava le prigioni per essere
condotto alla forca.

Il poveraccio, allora, passò la mano sulla
polvere del pavimento, precisamente il palmo della mano sinistra, e lo
premette per qualche istante sull'intonaco del muro. Subito dopo, più
volte, urlò questa frase: "Questa impronta della mia mano resterà qui
per sempre a prova della mia innocenza!.." La frase fu ripetuta più
volte, mentre il disgraziato si divincolava invano durante il tragitto
verso la forca. Molti poterono udirla. I testimoni di quella tragica
esecuzione dissero, poi, che, una volta che la botola si fu aperta
sotto Campbell, questi ci mise quattordici minuti prima di morire.
Come il condannato aveva predetto, però, l'impronta della sua mano
rimase.

Nel 1930, lo sceriffo Robert L. Bowman, eletto a guidare la polizia
della contea del Carbone, giurò agli elettori che avrebbe cancellato
quell' impronta che, da decenni, nonostante tutti i tentativi, restava
come una macchia indelebile sull'onorabilità della storia della stessa
contea. Fu così che, nel dicembre del 1931, un'intera squadra di
operai si recò nella cella n.17, abbatté la parte di muro intonacato
che conteneva l'impronta e costruì al suo posto un nuovo tratto di
parete. Quando, la mattina dopo, lo sceriffo entrò nella cella, scoprì
con orrore il vago profilo di una mano sull'intonaco non ancora del
tutto asciutto. Entro sera, però, l'impronta scura di una mano
sinistra era visibilissima..

L'ultimo tentativo di far sparire l'impronta, ci fu nel 1978, quando
un privato cittadino, scettico su fenomeni di questo genere,
s'introdusse di nascosto nella cella e cercò di cancellare quel segno
inquietante. Per farlo usò un denso strato di pittura. La mano
ricomparve qualche minuto dopo, sulla vernice ancora fresca.

Oggi l'impronta c'è ancora, e la cella viene tenuta chiusa a chiave.
Solo ogni tanto, in occasione di qualche sporadico visitatore, la
cella n. 17 viene aperta.

Questi fatti sono tutti corroborati da numerose testimonianze le
quali, peccato davvero, non possono far parte del "metodo
scientifico".

(autore sconosciuto)
  Discussione Precedente Discussione n. 13377 Discussione Successiva  
 Nuova Discussione  Rispondi alla discussione
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
Vai a:



Macrolibrarsi


English French German Italian Spanish


[AmadeuX BiblioForum] © 2001-2026 AmadeuX MultiMedia network. All Rights Reserved. Torna all'inizio della Pagina