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Inserito il - 05/11/2002 : 10:23:28
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domanda a Manonath Prabhu (maestro spirituale gaudiya vaishnava) e risposta:
Carissimo Manonath Prabhu, ci sono molte persone che si fanno chiamare "maestro", "guru", ecc. e questi termini oggi sono sicuramente usati molto spesso in maniera impropria e abusata.
La mia domanda e': come si fa a riconoscere un vero guru? Oppure, quali sono le caratteristiche o i requisiti per un vero maestro spirituale? In altre parole, la gente comune come fa a riconoscere un vero guru da un ciarlatano, o, perlomeno capire da qualcosa di semplice, se possibile, se si trova di fronte a una persona santa o a un impostore autoqualificato.
Grazie e Hare Krishna. Isvara Dasa
risposta:
Caro Isvara Dasa, potremmo parlare a lungo delle qualificazioni di un Guru ma ci manterremo sul conciso.
La questione è abbastanza semplice: il Guru deve aver avuto a sua volta un Maestro autentico, deve conoscere la scienza della realizzazione spirituale e deve praticarla.
Il discepolo deve verificare se i comportamenti e gli insegnamenti del Guru sono compatibili con le istruzioni delle Scritture. Nel nostro caso siamo molto facilitati perchè Srila Prabhupada (Acarya che grazie a Dio nessuno pone in discussione) ci ha lasciato un patrimonio di libri, di materiale audio e video di notevoli dimensioni. Dunque non è difficile trovare conferme.
Al di là di questo aspetto leggermente accademico, c'è l'intuizione personale, la gratitudine, l'affetto e la fiducia che il discepolo sente per il proprio Guru. Spesso è questo l'elemento più importante. Da una parte è giusto che il discepolo confermi, dall'altra se ha bisogno di confermare ogni cosa che il Guru dice forse o ha sbagliato Guru o non ha qualifiche spirituali per essere un discepolo.
Al riguardo delle "autonomine", nella tradizione Vaishnava da sempre il discepolo continua la missione del suo maestro spirituale. Non ci sono autonomine perchè non c'è bisogno di alcuna nomina. Se uno sa, insegna; se uno studente vede che può imparare da quel maestro, va e studia sotto di lui. Nel caso di istituzioni qualche volta - nel tentativo di mantenerla unita - l'Acarya indica un successore, altre volte no. Ma se alla scomparsa del suo Guru un discepolo ritiene di poter fare più servizio, può lasciare l'istituzione e iniziare la predica per conto proprio.
Sulle autorizzazioni a iniziare, Srila Bhaktisiddhanta non ha mai "autorizzato" il nostro Srila Prabhupada, nè quest'ultimo ha mai autorizzato nessuno dei suoi discepoli a farlo. Ciò perchè la cosa non è necessaria.
Guru e discepolo è un rapporto spirituale che riguarda loro due. Le considerazioni istituzionali o i bassi sentimenti umani non devono intervenire.
Manonath Dasa >> www.isvara.org
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