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I Chakras di Guido Da Todi

I centri (chakras) dell'uomo, oggi, fanno parte di un'ampia letteratura moderna esoterica, che trae le proprie origini da fondamenta antichissime. Cercheremo di analizzarne la natura - di conseguenza - cogliendo quei significati universali che ad essi sono pertinenti, e che sono stati - man mano - <dimenticati per la via>.
Si tenga solo presente, prima ancora di entrare nel vivo dell'argomentazione, che l'intero studio da noi, ora, intrapreso tendera' a dimostrare - tecnicamente e metafisicamente - quanto, in effetti, e per quel che riguarda l'individuo, quest'ultimo <non possiede, solo, ed utilizza dei centri eterici, risonanti lungo la sua colonna vertebrale>, bensi' egli stesso sia un complesso ed integrale <centro> (o chakra) planetario.
Impareremo, quindi, ad utilizzare questa <unita' di base>, del tutto sconosciuta alla scienza metafisica moderna, e di cui - nelle rivelazioni generali e storiche - esistono tuttavia vasti accenni, non approfonditi.
Cio' condurra' ad una liberazione dal dettaglio - pur non trascurando nessuno di essi - e proiettera' chi riesca a percepire il senso del nostro dialogo in una dimensione sicuramente piena di auto-realizzazione; oltre che in una metrica sperimentale del tutto allineata all'essenza ed al segreto tradizionale di questa dimensione potente della nostra essenza eterica e cosmica.
Per chi non avesse - a questo punto - idea di cosa stiamo per parlare, indichiamo che i chakras sono considerati, da ogni studioso ed iniziato, dei fondamentali strumenti di <penetrazione > nell'universo parallelo degli eteri cosmici, oltre che di gestione delle forze fondamentali della vita.
Essi costituiscono una ricchissima iconografia, in ogni testo sulla meditazione trascendentale,  e - specialmente da parte della vasta letteratura occidentale, dedicata alla rivelazione spirituale dell'Oriente - vengono riprodotti - sovente con grande cura calligrafica - sulla figura umana, in atto introspettivo.
Vi e', naturalmente, un diffuso e piu' dettagliato insegnamento su ogni facolta' che ciascun chakra rivela; sulla composizione degli stessi, e cosi' via.
Prima di intraprendere l'esame di un qualunque aspetto tecnico sulla Yoga (che, lo ricordiamo, ci sforzeremo sempre di non discostare dalla Tradizione consolidata) ne abbiamo posto - sullo sfondo - la natura spirituale da cui proviene, e da cui essenzialmente deve essere sostenuta.
Allo stesso modo, prima di affrontare l'analisi dei chakras, vi esortiamo a seguirne, con noi, le squisite Origini Metafisiche. Senza di cio' e' mera illusione supporre di poterne comprendere l'essenziale natura.
Accludiamo, di conseguenza, un saggio che indica le Origini Metafisiche dei centri eterici umani.

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IL <MISTERO> DELLA TRINITA'

E' sicuramente un dato di fatto l'incredibile natura prolifica che l'uomo ha mostrato, nelle sue immaginazioni primordiali, quando si e' sforzato di rabberciare e di dare toni e significati diversi a delle verità di grande semplicità soggettiva; anche se - a prima vista - complesse  da affrontare.
E' il caso del concetto della trinita', quale appare in ogni religione storica e presente.
L'uomo fatica a comprendere che la rappresentazione mentale di monismo non contempla l'idea di un dio creatore; bensi', di un Demiurgo successivo; ovvero, di un Logos, che sintetizza in se' - sovente - incalcolabili evoluzioni cicliche, e rappresenta non gia' un iniziatore della Forma e della Sostanza, bensi' un gestore della Legge, in esse.
Sia i Veda, che la Gnosi Metafisica piu' illuminata, non parlano mai di quel dio, responsabile - nelle religioni popolari - del tutto.
E' la Legge, e' il movimento innato delle primordialita' a manifestarsi dai caos originari, ed a figliare, in effetti, il dio e l'uomo. Una divinita' che fosse contenuta nel tutto da essa stessa creato non viene contemplata dalla Tradizione Spirituale. In effetti, la Dottrina Segreta non e' atea, nel senso che si vuole dare a questo termine.
Essa accetta lo Spazio Originario e impossibile a comprendersi da mente umana - perche' senza limiti e principio - quale fonte e matrice delle cose. E lo vede come Materia Primordiale Ingenerata, in eterno movimento: Mulaprakriti.
E' in questo spazio che fiorisce l'evoluzione, tendendo a <vertici> privi di qualunque confine, nell'eternita' della sua natura. E' facile immaginare, quindi, nello seguire le rivelazioni tradizionali dei Veda - ad esempio - quanto sia consequenziale che il risultato della nostra timida analisi di un qualunque aspetto molto più avanzato di quello umano - di un qualunque <vertice> cosmico -, possa identificarsi nel Logos: nel Dio personale delle religioni.
Questa, la ragione per cui è dichiarato nella Dottrina segreta che i Rishi non credono in altra divinità, al di fuori della Vita Una - incomprensibile, nella sua totalita', a mente umana; ma, invece, riconoscono la fioritura di questa Vita Una, ossia il Logos.
Si aggiunge, inoltre, che ogni frammento dell'essere - onda unita all'oceano universale - possiede quella che simbolicamente e' chiamata <natura divina>; ossia, un potenziale di crescita illimitata delle proprie qualita' innate, che lo rendono <simile a dio>: ossia, assoluto.
Torniamo, tuttavia, all'argomento del presente articolo: la trinita'. Viene affermato che la materia primordiale innata (Mulaprakriti, Koilon) ha tre qualita': <l'eternita'>, <il movimento>, <la sostanza>. Essa, cioe', <si espande senza una spinta originaria; non e' nata e non muore, ma si trasforma; non e' vuoto, ma pieno>. Queste tre caratteristiche - come si puo' desumere - non appartengono, di conseguenza, al dio tradizionale, ma ad ogni cosa ed essere in manifestazione. All'ameba, ed alla polvere cosmica; alla roccia, ed all' animale; all'uomo ed al genio.
Immaginiamoci, ora - con un ardita e, forse, artigianale prova mentale - di delimitare una zona assolutamente vergine di <essenza primordiale> dell'esistenza universa; proprio li', da dove scaturira', un domani, l'assieme di galassie che ospitano quel granello incandescente che e' il nostro sistema solare.
Ebbene, in codesto brandello di <Mulaprakriti> potremo identificare una tensione centrifuga latente e priva, dalle eternita', di un qualunque riposo; una tensione che <preme> verso l'espansione costante degli universi. Secondo tradizione, e' proprio questa tensione il <dio impersonale>, che, non gia' crea, bensi' estrae eternamente dalla manifestazione potenziale quanto e' intrinseco all'essere.
Ora, lasciamo per un attimo queste astratte visioni genetiche, per tornare nelle nostre tre dimensioni abituali. Ed immaginiamo di trovarci in una sala da concerto, durante un assolo del suonatore di tamburo.
Egli percuote la pelle tesa del suo strumento con la bacchetta caratteristica. Un colpo vigoroso (positivo) si abbatte sulla pelle tesa (negativa) del tamburo: e ne scaturisce il suono.
Oppure, immaginiamo di battere una delle nostre mani contro l'altra. Il palmo che colpisce (positivo) urta con il palmo che attende l'urto (negativo): e, anche da questo contrasto, scaturirà un suono.
Positivo, negativo, suono.
La triade e' apparsa.
Tuttavia, abbiamo fatto due esempi che prevedono una coscienza ed una consapevolezza, tese a raggiungere un risultato.
Riguardo al <ventre cosmico primordiale>, e per ritornare alla tensione innata degli universi, tale coscienza e consapevolezza non esistono; esse ancora debbono apparire in manifestazione. Appare solamente una spinta che si frantuma in geometriche forme e molteplici direzioni. E, dovunque la <pressione> avanzi, si riproduce quel triplice meccanismo di azione e reazione che abbiamo visto - ampliato ed evidenziato - nell'arte del suonatore di tamburo e nel battito di due palme qualsiasi, l'una contro l'altra.
In qualunque luogo noi fissiamo l'attenzione, la triade si manifesta con assoluta costanza. Yinn e Yang producono il loro Tao, nel minuto frammento del mosaico e nel mosaico intero.
Cio e' mostrato, e amorevolmente ampliato, in uno dei testi sacri dell'umanita' intera: "Il Libro dei Mutamenti." In cui non appare mai il termine <dio>; ma, solo l'enunciazione degli sviluppi motori della triade originale, diffusa e soffusa in ogni atto dell'esistere- dal piu' mediocre al piu' sacro.
Non e', quindi, una prerogativa della divinita' il triplice ritmo dell'essere; ma, <anche> della divinita', come contenuta nella Vita Una, nel Tutto.
Potrebbe rappresentare il contenuto di un prossimo articolo la descrizione dell'automatismo cosmico che, dalla triade, prosegue oltre ad essa.Sin qui, si e' indicato il principio di ciò che Helena Petrowna Blavatsky (fondatrice della Societa' Teosofica, ed autrice della Dottrina Segreta) chiama <la Tetrakis Magica>; ossia, lo jiva (il puro nucleo matematico originale) che, con il suo respiro irrefrenabile, produce lo Yinn, lo Yang ed il Tao.
La triade e' presente ovunque vi sia azione. Nel corpo eterico, i tre centri fondamentali (testa, cuore e base della spina dorsale) sono, appunto, il riflesso di essa.
L'intera pietra angolare della Civilta' antica Cinese si basa sulle armoniche dello Yinn e dello Yang - e del loro risultato: il Tao - che rappresentano il <codice a barre> segnato nell'infinito e complesso assieme di componenti la natura onnicomprensiva.
Si potrebbe solo accennare - per dovere di compiutezza - di come la triade di cui parliamo si assesti ancor piu' nella <legge delle armoniche> attestandosi attorno ad un baricentro comune, da cui deriva - com'e' naturale - la nuova spora di tre emanazioni, o emittenze sonore occulte.
E nasca, di conseguenza, la ragion d'essere del magico numero sette: l'uno matematico originario, la prima triplicita' e la seconda, nata dal baricentro di cui sopra. Appare, cosi', il doppio triangolo intrecciato ( o, Stella di Salomone), con il punto al centro: il simbolo della costituzione perfetta dell'individuo. Quel simbolo, in cui Leonardo iscrisse la sua splendida rappresentazione dell'uomo, con le braccia e le gambe divaricate. Ma, evidentemente, l'argomento si presta a sviluppi ulteriori. A noi e' bastato solo indicare  la concretezza e lo sguardo acuto dei piu' antichi pensatori dell'umanita', in riferimento ad una delle leggi piu' diffuse della natura: il rapporto innato tra gli opposti ed il loro risultato.
Una legge che fa parte di ogni nostro movimento e pulsione intima, e che ci connette - consapevoli o meno - all'intera unita' indivisa delle cose. Una legge, i cui effetti si mostrano - esotericamente - nella ragion d'essere dei centri eterici maggiori dell'uomo.
Per riuscire ad afferrare - almeno nella loro natura piu' nevralgica - l'essenza e la ragion d'esistere dei chakras, come anche per capirne le ragioni che - da parte di ogni tradizione yoga - ne hanno fatto un capitolo fondamentale delle proprie ricerche ed esperienze siamo costretti, ancora una volta, ad entrare nei ritmi dell'universalita' umana e connetterla ad un piu' ampio respiro cosmico, che non sia quello - tronco ed ansante - del proprio io frammentato e separato.
Si tratta di affrontare i significati - del tutto metafisici, comunque - del <ciclo>, quale componente inscindibile dell'infinita Vita Una.
Non solo - e lo abbiamo gia' visto - l'uomo e' costretto ad arretrare, finalmente, di fronte ad una sua esperienza d'animo, che sia appena diversa da un semplice intuito percettivo, quando si identifica con il Tutto; ma, egli si vede sempre sospinto a tradurre in cicli, quanto non riuscira' mai a comprendere, o possedere, intieramente: ossia, la capacita' di <confinare> cio' che non e' confinabile.
Gli irruenti voli ciechi, verso la Fiamma Indefinibile non sono - oramai da millenni - piu' formulati, da parte di ogni adepto illuminato. Essi sanno che l'Uno e' percepibile solo attraverso gli aspetti di se' medesimo.
La natura stessa possiede la caratteristica dell'assolutezza. In essa si riflettono le origini. In ogni pietra, in ogni foglia, in ogni linea energetica elettromagnetica; insomma, in ogni granello di materia, come anche in ogni vibrazione energetica le risonanze dell'Uno si perderanno, sempre, nell'immensa impossibilita' <di arrivare, definitivamente, al fondo> della realta' esaminata.
Di essa, allora, evidenzieremo solo alcuni principi - che le scuole esoteriche ripetono, costantemente. Vogliamo parlarne, considerato che ci stiamo avvicinando alla natura piu' celata dei <centri eterici>?
<. All'inizio, era il Verbo...> -dice la tradizione biblica.
<..AUM, e' la nota che - emanata dal Logos - costrui', mantiene in esistenza, e sgretolera' il tutto, quando esso verra' <riassorbito> dalla Fonte Originaria.> - affermano i Veda.
Allorche' volle sforzarsi, sino all'acme delle sue possibilita' spirituali, di giungere all'essenza del ciclo, o della forma, l'uomo riconobbe il primo principio dell'esistenza: il suono; e, da qui, fu costretto a partire, seguendo tre formulazioni, di immediata intuizione:
- ogni cosa nasce dal suono (o vibrazione);
- ogni cosa <e'> suono (o vibrazione);
- ogni cosa provoca suono (o vibrazione)
Il suono costituisce una gelosa e privilegiata simbologia, in ogni religione ed in ogni filosofia del pensiero.
Dimostreremo - con relativa semplicita' - seguendo il tracciato della scienza dei chakras, che - se anche e' sommamente vera la necessita' di conoscerne il mistero, per proseguire nella strada dell'iniziazione, e' anche frutto di grossa e primordiale carenza evolutiva tutto l'assieme di rituali - nella prevalente ondata di scuole orientali ed occidentali - che si occupano di <rivelare il Mantram liberatore> al discepolo; oppure, di donargli il suo nome occulto.
Ovviamente, non stiamo parlando di alcune Tradizioni Metafisiche di alto lignaggio spirituale. Il vostro vero Mantram individuale sarete in grado di realizzarlo, in primo luogo, seguendo - con partecipazione attiva ed obiettiva - il dispiegarsi dell'argomento dei chakras, che stiamo sviluppando; e, successivamente, con una oculate meditazioni su quanto verrete a conoscere.
Quindi, riusciremo a compiere un primo salto di qualita' allorquando comprenderemo piu' a fondo l'immagine profondamente esoterica, celata nel concetto che indica come <dio> si trovi <diluito> nell'universale.
Si tratta di riconoscere che ogni aspetto dell'essere possiede le stesse caratteristiche, date - con veemente abitudine - al principio unico.
Ogni frammento dell'essere e': assoluto; e, quindi, privo di un confine determinato ed ultimo;
- pura vibrazione, o suono;
- risultato, e causa di altre vibrazioni.
E, parimenti, il concetto prosegue, indicando che la mente umana - come non puo' raggiungere la raffigurazione dei limiti del Tutto, cosi' non riesce a identificare l'esatto punto di connessione tra un frammento del mosaico universale, e l'altro.
Ci riportiamo, a questo punto del dialogo, al noto e famigliare esempio dell'oceano e delle onde.
E' pur vero che ogni onda risulta - sempre - diversa dalle altre; ma, e', anche, innegabile, che ognuna di esse - a piu' attento esame - non mostrera' mai il punto di divisione tra se' stessa, l'oceano e le rimanenti ondulazioni della superficie marina.
In un certo senso, identificando l'onda al concetto di materia, e l'oceano a quello di vuoto - o, anche, di spirito -  ci e' di aiuto riportare un brano del  libro di Fritjof Capra - <Il Tao della Fisica>:
[..]
Materia e spazio vuoto - il pieno ed il vuoto - furono i due concetti, fondamentalmente divisi, sui quali si baso' l'atomismo di Democrito e di Newton. Nella relativita' generale, questi due concetti non possono piu' rimanere separati. Ovunque e' presente una massa,  sara' presente anche un campo gravitazionale, e questo campo si manifestera' come una curvatura nello spazio che circonda quella massa. Non dobbiamo pensare, tuttavia, che il campo riempia lo spazio e lo <incurvi>. Il campo e lo spazio non possono essere distinti: il campo <e'> lo spazio curvo! Nella relativita' generale, il campo gravitazionale e la struttura, o geometria, dello spazio sono identici. Nella teoria di Einstein, quindi,la materia non puo' essere separata dal suo campo di gravita', ed il campo di gravita' non puo' essere separato dallo spazio curvo. Materia e spazio sono pertanto visti come parti inseparabili e interdipendenti di un tutto unico..
[..]
E chi non riconosce in questa affermazione della fisica quantistica il concetto monistico di unita' dello <spirito e della materia>?
Il Tutto e' Uno. Noi siamo costantemente condotti e sorretti dal <suono>, o <vibrazione>, in ogni istante della nostra vita.
Esattamente come in quell'esperimento della fisica, con il quale, facendo assumere ad una sottile lastra di metallo un regolare stato di costante ondulazione - o frequenza vibratoria delle sue molecole - e versando sulla superficie del medesimo della sabbia, quest'ultima si disporra' in alcune raffigurazioni stabili e costanti, seguendo le armoniche del corpo piano, cosi' la nostra intera ed apparente <fisicita'> rappresenta quell'assieme di sottilissimo pietrisco, coinvolta, coordinata e condotta dalle <pulsazioni elettromagnetiche planetarie>, in ogni dettaglio dell'esistenza. Il suono e la vibrazione sostengono il concerto della manifestazione, esplicita ed implicita, soggettiva ed oggettiva, ovunque la nostra immaginazione si possa spingere. Essi sono <il telaio> che soggiace all'intera vita.
E solo in un secondo tempo - quando lo sguardo dell'uomo avra' polarizzato la sua attenzione sul diaframma elettromagnetico dell'essere - anche l'apparente materia si mostrera' per quello che e': <musica solida>.
Dopo queste necessarie indicazioni, caliamoci nell'atmosfera piu' aderente alle funzioni formali e biologiche dell'individuo comune.
Anche qui, sara' - comunque - necessario allineare la nostra analisi sulla vera natura di una complessa esperienza esistenziale, che chiamiamo - in senso lato: percezione della realta'.
Faremo una panoramica sulle sottili radiazioni - o energie - che la fisica moderna ampiamente riconosce, e sulla prioritaria importanza che esse possiedono nei riflessi della quotidianita' umana, e non umana. Tuttavia, sentiamo la necessita' - prima di affrontare l'humus, ove sprofondano le radici dei <centri eterici> - di operare una distinzione precisa tra <quello che riteniamo di sperimentare>, solitamente, e cio', invece, che, in effetti, accade, quando viviamo la piena espressione di ogni nostra azione psichica, o materiale.
Tale distinzione e' necessaria, per farci acquisire quello spirito di fusione e di partecipazione alla natura che ci circonda, tanto da avvicinarci - infine - al miglior meccanismo di comprensione di questo universo parallelo che stiamo investigando. L'uomo e la donna non sanno che - operativamente, concretamente, sperimentalmente - essi partecipano - senza posa - tramite la globalita' del loro essere, alla <creazione> dell'universo.
Essi stanno gia' <li'> dove credono di andare. E la loro volonta' di unione e', in pratica, lo specchio appannato di una realizzata - ma non
sperimentata - fusione con il tutto. Ascoltiamo cosa dice, in proposito, l'apice delle conoscenze sociali sulla fisica quantica.
(ancora, da: "Il Tao della fisica" - Fritjof Capra - Adelphi" )
[..]
Nella fisica atomica, quindi, lo scienziato non puo' assumere il ruolo di osservatore distaccato e obiettivo, ma viene coinvolto nel mondo che osserva fino al punto di influire sulle proprieta' degli oggetti osservati. John Wheeler considera questo oinvolgimento dell'osservatore come l'aspetto piu' importante della meccanica quantistica ed ha quindi suggerito di sostituire il termine <osservatore> a <conpartecipatore>. Ecco cosa dice Wheeler:
- " Nel principio quantistico nulla e' piu' importante di questo fatto, e cioe' che esso distrugge il concetto di mondo, inteso come qualcosa <che sta fuori di qui>, con l'osservatore a distanza di sicurezza, separato da lastre di vetro spesse venti centimetri. Anche quando osserva un oggetto cosi' minuscolo come un elettrone, l'osservatore deve spaccare il vetro: deve entrare, deve installare il dispositivo di misura che ha scelto. Sta a lui decidere se misurare la posizione o la quantita' di moto. L'installazione del dispositivo per misurare une delle due grandezze gli impedisce e gli esclude la possibilita' di installare il dispositivo per misurare l'altra grandezza. Inoltre, la misurazione cambia lo stato dell'elettrone. Dopo, l'universo non sara' mai piu' lo stesso. Per descrivere cio' che e' accaduto, bisogna eliminare la vecchia parola <osservatore> e sostituirla con il nuovo termine <partecipatore>. In un certo qual modo, l'universo e' un universo partecipatorio>.
L'idea di <partecipazione, invece di osservazione> e' stata formulata solo recentemente dalla fisica moderna, ma e' un'idea ben nota a qualsiasi studioso di misticismo. La conoscenza mistica non puo' mai essere raggiunta solo con l'osservazione, ma unicamente mediante la totale partecipazione con tutto il proprio essere. Il concetto di partecipatore e' quindi fondamentale nella visione orientale del mondo, e i mistici orientali l'hanno spinto sino alle estreme conseguenze; fino al punto in cui osservatore e osservato, soggetto ed oggetto, non solo sono inseparabili, ma diventano anche indistinguibili.
[..]
Forse, comprenderemo, a questo punto, come <le statue di ghiaccio>, del tutto ritratte da un qualunque coinvolgimento amorevole verso la vita - timorose, come il bagnante che saggia, intirizzito, l'acqua del mare, con la punta del piede - e che chiamano tutto cio': <distacco>, <equidistanza spirituale>, <saggezza oggettiva dell'essere>, siano, in ultima analisi, delle anime ben giovani, piuttosto che quei <saggi della montagna>, quali esse vogliono apparire a tutti i costi.
V'e' un punto esatto, uno snodo preciso ed identificabile alla visione interiore, in cui il nostro io si scopre <cucito> indiscutibilmente al tutto; e, proprio per tale ragione, l'unico distacco dalle cose che ci e' concesso, e' una costante produzione di energia infiammata, che tonifichi e ristabilizzi ogni nota dissonante, rendendola armonica e unita al cosmo; ecco, un distacco dalla supina accettazione di una letargia ambientale; ma, non, di sicuro, la mancata identificazione della nostra natura con qualunque altra.
Allora, cosa c'entra, quanto precede, con l'argomento che intitola la nostra serie di saggi: i chakras?
Vi accorgerete che non ci siamo allontanati dal seminato, e che - forzatamente - era proprio da questa <curva concettuale> che dovevamo, e potevamo, collocarci nell'ottica piu' adatta a comprenderli. Per ritornare al famigliare esempio dell'onda - che coesiste con le altre, riconoscendosi elemento intrinseco dell'oceano, assieme ad esse, mentre, nello stesso tempo, le rimane impossibile identificare un qualunque punto di separazione tra lei, le altre onde e l'intero mare - aggiungiamo che, tuttavia, ogni onda - proprio in codesta situazione emblematica - inizia a percepire, invece, un nuovo elemento guizzante, che appare, la', dove ci si attendeva un nulla di fatto; una separazione di essenze; una distinzione precisa tra le unita', minori e maggiori.
Appare, allora, un germe di costante fioritura espansiva, tra ogni elemento dell'essere; una gemma nascente, sulla pianta dell'infinito procedere cosmico, quando due, o piu' <tensioni universali> si manifestano, in maggiore, o minore contatto di espressioni, nella Vita Una. Il risultato di due polarita' contrastanti (ma, non, in senso distruttivo) produce un terzo elemento, come ben vedemmo, all'inizio del presente assieme di saggi. Il mascolino ed il femminino - diffusi e pervadenti, in modo universale, ogni aspetto del dettaglio e  ell'integralita'dell'esere - sono gli innescatori di infinite scintille, che determinano il proseguire ritmato della stessa manifestazione innata.
Yinn, Yang, Tao.
Padre, Figliolo e Spirito Santo.
I valori positivi, quelli negativi, e lo <zero assoluto> che appare tra di essi.Proprio come nell'universo stellato appaiono,quindi, le spore di nuovi mondi, appena delineati, tra i gas delle comete e dei corpi galattici, per divenire - gia' li',dove il tempo e lo spazio ancora non esistono - semi di universi e di vita complessa, e simile a quella che noi conosciamo abitualmente - cosi', senza che molti di voi se ne siano accorti, noi ci siamo ritrovati -ora - nel vivo della natura e della ragion d'essere dei chakras.
Difatti, <l'idea> del chakra - ma, nella sua <traccia indistinta ed informe> - e' proprio quella del <seme di vita>, che costituisce il volano che connette ed amplifica il rapporto tra due realta' opposte. E' il sommuoversi ed il prolungarsi di nuove energie, che nascono dall'unita inflessibile ed incondizionata, tra onda ed onda, e tra onda ed oceano, quando tale unita' viene posta <in maggiore attrito>, da un rapporto spaziale e temporale. In poche e semplici parole, il chakra (cosmico, planetario, umano) e' assimilabile al cardine di una chiave che - girando su se stessa - collega due universi (personali, oppure universali); che, da  asimmetrici ed opposti, iniziano a <dialogare> l'uno all'altro.
Di scalino in scalino, stiamo avvicinandoci alla realta' concreta che ci circonda d'appresso, ed ovunque, nell'ambiente in cui viviamo. Il grumo di terriccio consolidato, che prendiamo nella nostra mano, e possiamo frantumare, con la forza delle dita, in effetti si trova calibrato e sorretto dalle leggi cosmiche innate, che abbiamo indicato - nelle linee essenziali - sino a qui. Ci tocchera' attardarci ancora un poco in un necessario esame di alcuni concetti della fisica quantica, prima di affrontare pienamente quanto - forse - molti di voi  attendono, con interesse: ossia, il dettaglio e la particolare natura di quei vortici misteriosi d'aristocratica energia occulta, che l'uomo possiede lungo la sua colonna vertebrale. Benche' il fatto disti dalla sua piena consapevolezza, l'individuo vive in un universo che - malgrado da lui venga percepito come <separato da se stesso>, < materiale> <finito> ed <inerte> - e', in effetti, composto da una trama del tutto unitaria ed energetica. Un universo - tra l'altro - che neppure dalla fisica moderna e' controllato direttamente e pienamente, ma studiato  attraverso i risultati che le sue microscopiche particelle ultime  esprimono nei laboratori di scienza.
Oggi, noi sappiamo per certo che la materia e' composta da <gruppi quantici> di luce. Ossia, che fotoni - ed altre particelle energetiche - formano gli atomi, che sono i mattoni ultimi dell'universo conosciuto. Piu' del novanta per cento della sostanza elettromagnetica che li costituiscono e' racchiusa nel nucleo dei medesimi. Il quale contrasta - con la propria attrazione - la forza  degli elettroni che gravitano attorno ad esso.
Viene detto, con illuminata intuizione,  che l'immensa velocita' di rotazione degli elettroni, attorno al loro nucleo, provoca la <sensazione> generale di durezza e di solidita' della materia. Resta, comunque, dichiarato e documentato che ogni <corpo celeste>, compresa la terra ed i suoi componenti - coscienti ed inerti che siano - non e' altro che <luce>, la cui trama si articola nei giochi e nei chiaroscuri che la fisica moderna delle particelle ha, abbastanza a fondo, studiato e scoperto. I cinque sensi dell'uomo fanno parte di questa grande e complessa giostra di vita planetaria, solare e cosmica.
Riteniamo opportuno, a questo punto - per avvicinarci alla dimensione piu' inerente  e piu' accosta agli universi contemplati dai centri eterici dell'uomo - inserire un saggio, che riguarda molte caratteristiche - del tutto scientifiche - appartenenti ai vostri cinque sensi. Comprese le quali, voi potrete pervenire al concetto finale che rivelera' quanto la <globalita' di essi> costituisca <lo zoccolo>del tanto decantato e ricercato <sesto senso>.
Il saggio che proponiamo - pur occupandosi della <guarigione mentale> - propone chiaramente i concetti che abbiamo, sin qui, esteso, come substrato e matrice alla piena comprensione della natura dei chakras. Dopo di che, affronteremo la descrizione del rapporto costante e vitale che - secondo le rivelazioni dei Veda (e dello stesso Paramahansa Yogananda) - l'ambiente circostante ha nei riguardi del sistema nervoso, della colonna vertebrale e del sistema ghiandolare umani. Un rapporto che si estende al cosiddetto <fuoco  kundalini> dormiente, ed ai chakras occulti del corpo eterico.
Osservando le leggi della biologia si impara molto sulla natura occulta dell'uomo. L'ottica ci suggerisce la verita' che ognuno di noi e' in grado di creare un dipinto identico a quelli di Leonardo, o di qualunque altro pittore conosciuto. La fisica del suono, invece, ci insegna che e' per noi naturale, invece, riprodurre esattamente una sonata di Beethoven. Per quanto possano sembrare paradossali queste affermazioni, cercheremo di dimostrarne l'assunto.
Ogni ambiente da noi frequentato, abitualmente o meno, e' visibile solo perche' composto da particelle infinitesimali (i pacchetti di fotoni), che ne sostengono e compongono la complessa intelaiatura. Gli atomi vibranti della materia costituiscono le molecole; le molecole formano i corpi (gassosi, liquidi e densi); i corpi, nel loro assieme, costituiscono l'ambiente. E' teoria consolidata dalla scienza che l'atomo sia formato da particelle, antiparticelle, nucleo, nuclone ed elettroni. Lasceremo da parte l'antimateria e le altre sue componenti.
Ognuna di queste costituenti, nel suo aspetto piu' essenziale, e' un elemento della luce.
I pacchetti di fotoni, viaggiando a 300.000 km. al secondo, rendono attiva e vivente la sostanza dell'universo. Einstein non riusci', tuttavia, a provare se la luce fosse un'onda, oppure un granello, con una sua massa (sia pur debolissima). Torniamo, ora, al nostro ambiente. I corpuscoli che lo costruiscono vibrano e viaggiano nell'etere, creando una intricatissima rete di rapporti con il resto. Il semplice fatto di illuminare, all'improvviso, una stanza crea un fenomeno complesso, per il quale si assiste ad una catena di azioni e reazioni molto interessante. Ossia, dalla lampadina vengono emessi dei fasci di elettroni (luce allo stato puro), i quali si espandono a miliardi, andando a colpire gli atomi dell'ambiente e ponendoli in stato di aumentata vibrazione; questi, a loro volta, producono dei "salti quantici" nelle loro orbite; o, addirittura, scambiano elettroni con altri atomi; e così via. E la luce originaria aumenta di intensità, grazie al processo dello scontro tra elettroni di atomi diversi. In effetti, la luce della lampadina non e' la sola responsabile dell'illuminazione dell'intera stanza. Ma e', invece, il principale reattivo di nascita d'altri raggi luminosi. Ad esempio: quando essa va a colpire una poltrona, noi riusciamo a vederne la struttura ed i colori solo in quanto riceviamo nella retina i raggi luminosi (sotto forma di elettroni puri) che gli atomi dei braccioli, del tessuto, dello schienale, ecc.. inviano ai nostri occhi, in reazione al campo energetico emesso dalla lampadina a soffitto. Tuttavia, la vista ha, tra le molte, un'altra funzione. Ossia, in un rapporto diretto con il sistema cerebro spinale, essa raccoglie nella retina la sintesi dei raggi luminosi della poltrona e ne riproduce forma e colore. Di conseguenza, quando noi passeggiamo in una profumata e splendida campagna primaverile, tra lo stormire delle fronde e lo schiamazzo colorato di un immenso campo di papaveri rossi, la visione di tutto questo incantevole scenario non e' l'originale, bensi' cio' che ricostruiamo esattamente, a causa del processo di elaborazione naturale del sistema cerebro spinale, sincronizzato con i nervi ottici della retina. Cosi' e' per la campagna primaverile; ma, lo e' anche per il giornale che leggiamo; per il panorama che osserviamo dalla nostra finestra; per il quadro di Van Gogh che contempliamo nel museo. Non e' il quadro di Van Gogh che noi ammiriamo; ma, semplicemente la riproduzione di esso, che la nostra retina ci propone, con quella ricchezza di particolari, di angolazioni, di colori, ecc...
E' il nostro profondo iperconscio che, giorno dopo giorno, ridipinge, grazie alle leggi dell'ottica, la natura che ci ospita, e tutto ciò che di essa conosciamo, utilizziamo, vediamo...
Insomma: e' la nostra mente la prima ed unica costruttrice del mondo in cui viviamo; del nostro mondo personale. Lo stesso procedimento avviene per il suono. La struttura interna del nostro orecchio e' mirabilmente composta da una serie di strumenti fisici (chiocciola, timpano, tamburo, ecc..), adatti a ricevere le onde sonore che si propagano nello spazio, e da esso giungono a noi.
La membrana sottilissima che possediamo nell'organo viene colpita dalle modulazioni dell'etere esterno e, a sua volta, ne riproduce le lunghezze d'onda. Il rumore di un treno che si avvicina, la melodia di un canto di usignolo, lo scrosciare della pioggia, la voce di chi ci parla sono compressioni dello spazio che agiscono sulla membrana interna dell'orecchio e ne fanno nascere una reazione vibrante simile a quella che la provoco'. Non e', quindi, la canzone di Adriano Celentano quella che rallegra il nostro animo, ma la riproduzione che il nostro sistema nervoso ne fa, utilizzando il gli strumenti fisici del nostro udito. Insomma, la Quinta di Beethoven possiamo ascoltarla soltanto ricreandola con una delle funzioni del nostro meraviglioso sistema nervoso. Quanto appena indicato serve non gia' ad esaurire le descrizioni delle incredibili facoltà del nostro inconscio (sia esso psichico, che biologico) quanto a farci penetrare in un'atmosfera molto piu' sottile: quella delle potenzialita' dell'uomo; adoperate quotidianamente da lui, ma a lui sconosciute.
Vogliamo affrontare, nell'articolo, i risultati che ognuno di noi puo' ottenere agendo sulle pulsioni della sua psiche (timori, angosce, gioie, creatività, complessi..), mentre fa leva sui propri meccanismi mentali piu' reconditi. Non toccheremo, quindi, le altre facoltà dell' "uomo radiante", che servono a provocare fenomenologie di piu' vasta portata. Osserviamo, un attimo, allora, quella fedele, stabile, crudele angoscia che preme nel vostro mondo soggettivo in ogni attimo della giornata; quando vi trovate al lavoro, o ridete in mezzo alla gente, oppure nei vostri soliloqui costanti.
Essa non e' sostenuta da particolari ragioni razionali. E' nata, di certo, da una causa provocatrice; poi, si e' stratificata su di uno sfondo interiore preesistente, e, da li', continua ad unirsi al "coro muto" di tutta una turba antica di altri complessi.
Cercheremo le cause di questi timori inconsci? No, di certo. Esiste una vasta letteratura psicologica che se ne occupa.
Vogliamo solo indicare alcuni meccanismi che uniscono le vostre angoscie alle facolta' mentali iperconscie dell'individuo e ne potenziano i valori. E, di conseguenza, darvi la possibilità, all'inizio almeno, di osservarne i ritmi esatti e celati di azione; in seguito, di eliminarle.
Alcune leggi vanno, qui, indicate:
- Ogni sensazione di benessere e di malessere nasce nel nostro campo mentale e viene sostenuta ed alimentata costantemente in esso;
- queste sensazioni non sono casuali; ma riprodotte e tenute in vita, secondo dopo secondo della nostra esistenza quotidiana, da una nostra volonta' interiore, anche se inconsapevole;
- un istinto di instabilità latente (derivante da complesse ragioni psichiche) rende arduo ogni nostro intervento su di esse. E' come se fossimo affezionati ai nostri timori e credessimo che il vangelo delle loro tacite affermazioni energetiche sia piu' sacro della nostra serenita';
- esistono, nel campo elettromagnetico della nostra persona, uno o piu' punti di tensione, che la nostra volonta', e solo la nostra volonta' (anche se inconscia) tiene in costante vitalizzazione;
- Questi punti di tensione sono le radici di ogni stato di benessere e di malessere individuale.
Nel tempo e nello spazio le strutture di cui parliamo tendono ad aumentare e a divenire vere e proprie patologie; di conseguenza, come l'individuo focalizza costantemente i punti di tensione mentali responsabili di ogni suo malessere egli puo' smettere di farlo, ad ogni momento della propria esistenza, cessando di nutrire, a livello inconscio, le cause della sua infelicita'.
Codeste sono affermazioni che non dovrebbero essere sottovalutate. Costituiscono la base di ogni sistema di guarigione esoterica e si uniscono ad ampie verita' tradizionali metafisiche.
Suggeriamo, di conseguenza, al lettore di adottare il metodo del training autogeno, o del rilassamento attivo, o della meditazione per recuperare intelligentemente il controllo delle sue pulsioni inconsce. E' molto piu' facile di quanto sembri localizzare in se' (nella sfera elettromagnetica del proprio corpo mentale) questi punti di tensione responsabili degli umori nefasti che ci rendono dolorante la vita quotidiana. Uno dei metodi migliori per liberarsi da questi nuclei di energia rappresa nella sfera del nostro campo radiante - una volta localizzati - e' quello di <cessare di nutrirne l'incessante pigolio>. Distogliere l'attenzione da essi (affrontati uno per volta) non significa solo staccare il proprio cordone ombelicale energetico dalla causa del nostro malessere, quanto concentrare la propria attenzione su un nuovo elemento reagente che ne rimpiazzi l'esistenza: ottimismo, serenita', costruttivita', ribellione alla stasi, amore per l'esistenza.
"Non si scaccia l'oscurità da una stanza a colpi di scopa; ma, aprendo le finestre al giorno.."
Da quanto enunciato sinora, si evincono i seguenti concetti-sintesi:
- Le leggi che regolano la forma - in ogni sua manifestazione ideale e concreta (rammentiamoci che <forma>, in termini metafisici, e' quanto diverge dall'assoluto inconcepibile: il tutto) - sono innate, e provengono, per cosi' dire, da precedenti confini dell'esistenza, mai raggiungibili, nella loro ultima radice;
- Il moto increato produce delle costanti pressioni, o contrasti, con la materia universale, producendo tre tipi archetipici di elettricita' cosmica;
- Per fare questo, si <ammanta> di un aspetto individuale e cosmico - il <numero uno> - che produce la triplice maschera di se' medesimo;
- Tale legge puo' venire evidenziata e riconosciuta nell'ovunque, sia del microcosmo, che del macrocosmo;
- E' stata tramandata, nel ricordo storico umano, e grazie alle religioni ed alle filosofie universali, sotto il velo di simbologie, che parlano del Tutto-Uno (Tao, incomprensibile, ma percepipible), del Logos (la Divinita' personale), e delle sue tre emanazioni (positivo, negativo e polo di derivazione comune ad essi; Padre, Figliolo e Spirito Santo.);
- Esiste - di conseguenza - un <nucleo> nevralgico, che si ripete in infiniti pulviscoli di manifestazione, li' dove appare la vita (ossia,
ovunque); un nucleo che evidenzia ogni <incrocio di forze>;
- Esso e' <il principio astratto> che si incarna e si rivela, sotto la complessa ed esoterica natura dei chakras, nell'uomo: perfetta sintesi
cosmica di ogni alfa ed omega;
- La vita universale consiste, di conseguenza, in un <entele>, o matrice unitaria, che - apparentemente - si esprime alla coscienza umana in costanti dualismi: solido ed energetico; spirito e materia; denso e fluido. Tuttavia, l'apice della realizzazione di ogni razza planetaria e' di ricondurre le proprie facolta' a identificare se stessi in un'onda indifferenziata del mare della Vita;
- E' da questa dimensione, e solo da questa, che si puo' entrare nell'ottica privilegiata di comprendere cosa siano <i centri eterici> dell'uomo; di studiarne le componenti; e di procedere a comprenderli, come <snodi> aristocratici, che mettono in evidenza strategica l'unione dell'individuo, con ogni cosa universale.
Nel libro <Autobiografia di uno Yoghi> - di Paramahansa Yogananda - edizioni Astrolabio (che invito ogni lettore a leggere, per approfondire quanto non si puo' - evidentemente - esporre in sintesi, come quella che leggete) si parte da un'affermazione fondamentale, che giustifica l'indiscutibile e <scientifica> possibilita' del Kriya Yoga a dotare chi lo pratichi di un volano evolutivo, dalla potenza inimmaginabile: <.L'essere umano - secondo il piano divino, su questa terra - deve attraversare il ciclo vedico di un milione di anni, frammentate in reincarnazioni personali, di buona salute e di armonioso e retto vivere, per raggiungere la meta, prevista nei suoi riguardi, da Dio: ossia, la <conoscenza diretta del Suono Originario.>
Cosa vuol dire, cio'?
Riferiamo, allora, ai principi della tradizione esoterica, esposti all' inizio del saggio:
- Ogni cosa nasce dal suono (vibrazione)
- Ogni e' suono (vibrazione)
- Ogni cosa produce suono
Dopo avere studiato l'ampio intervento della fisica moderna, sulla natura di tutta la materia, intesa come <pacchetti quantici di luce (o vibrazione, o energia pura); e dopo esserci riferiti a cio' che simbolicamente insegnano le Scritture Sacre dell'Occidente (.."In principio era il Verbo - o Suono" ..) e quelle Orientali ("..Dall'AUM procede ogni cosa, e nell'Aum ritorna.." - ossia, nei tre tipi di energia rappresentati nel sacro termine) resta solo all'intuizione del lettore riconoscersi in una natura non separata da tutte le cose, e, in piu', dal carattere fluido, e non statico e materiale. Non potremmo aggiungere altro, a quanto detto, se non l'esortazione di non farsi coinvolgere dalla <cecita'> dei suoi  cinque sensi, e di non restare in questa attuale forma di paralisi coscienziale, che gli proibisce una visione di Dio, piu' diretta e indicibile. Yogananda - e tutta la Sua Scuola - fa sovente riferimento al <Suono> di Dio, nella natura.
Ma, tale riferimento non e' - come potrebbe testimoniare chiunque abbia amato i suoi scritti - un'indicazione mistica e simbolica. Ogni kriyaban, che sinceramente abbia praticato la Sacra Scienza sino in fondo, realizza che Dio e' pure una Sacra Vibrazione, che adopera - come strumento attraverso cui emettere la sua potenza - l'intero pianeta che abitiamo, e l'universo.
Dolci, struggenti ed ineffabili sono gli attimi in cui il kriyaban si <sincronizza> con il Suono di Dio, che pervade l'universo, e riconosce la Voce del Signore nei minuti frammenti della vita, e nella vita, complessiva. E' evidente che Dio non e'<soltanto> Suono; ma, anche, indicazione, Amore, Rifugio e Perfetta Estasi.
Ma, tutto cio' lo si raggiunge prioritariamente quando la propria essenza si e' talmente identificata nell'AUM universale, da vibrare intensamente in quella Eco, proprio come il violino di Paganini diventava vivo e magico, nelle sue mani.
Ecco, nella seconda iniziazione Kriya, il neofita impara, appunto - ed e' quasi forzato a farlo - a riconoscere quella vibrazione che e' celata in ogni suo chakra eterico. Da qui, poi, riuscira' - man mano - a rintracciare la vibrazione del Grande Chakra Divino, che e' il pianeta stesso.
Cosa intendeva dire Yogananda, quando affermava che - secondo la millenaria rivelazione dei Veda -l'uomo deve <percorrere, con il carro a buoi della evoluzione naturale> la faticosa strada reincarnativa - e per un milioni di anni reincarnativi - prima che la <sua coscienza cerebrale> possa riconoscere il Suono di Dio, nell'ovunque?
Riprendiamo, a questo punto, il dialogo che la scienza moderna - fisica e biologia - fanno tra di esse, per trovare la connessione esatta che l'uomo ha, con il proprio ambiente.
E facciamolo, senza dimenticarci che - in linea di massima - tale dialogo non diverge con le conoscenze tradizionali dell'antica India.
Quali sono le innate e potenziali risorse dell'uomo, che lo fanno somigliare ad un battello di legno pesante che, senza il traino di una vela invisibile e gonfia di vento e di tensione, non potrebbe procedere lungo il tratto di mare su cui si trova?
Sembra quasi che un'antica maledizione continui a pesare su di lui: quella della testarda sua volonta' di dipendenza dalla vita e dalle forze esterne a lui.
<Quanto mi piacerebbe saper suonare uno strumento!.> - molti affermano. E, nel frattempo, il loro sistema nervoso ri-crea le meravigliose melodie del film che stanno guardando in TV.
<Come vorrei essere capace di ridipingere la bellezza nevosa e montana di quell'orizzonte!> - dicono, mentre non si accorgono che, grazie alle capacita' subconsce del loro sistema ottico, stanno proprio osservando un quadro, da essi riprodotto, che <rispecchia> quanto osservano, in quel momento.
Ci pensate? Ci avete mai pensato?.
E' impossibile a voi tutti continuare a <sussistere> su questa terra, senza trovarvi ad essere - magari inconsapevolmente - dei poli catalizzatori e creatori, che afferrano, attimo dopo attimo,  un frammento invisibile della complessa realta' circostante, e ne rilanciano il bandolo ad altre gomene. Ognuno di noi e' continuamente colpito e traversato da raggi cosmici (ad esempio, i <Millikan>), capaci di forare una spessa lastra di piombo. E credete che essi non lascino delle tracce sul nostro sistema nervoso? Ecco.. il sistema nervoso...
Ancora la <luce>, o - se volete - l'elettricita' pervade qualunque granulo di cosiddetta materia biologica.
Il tatto - ossia il senso che ci fa percepire una qualunque reazione da tangenti esterne, le quali vengano a sfiorare, oppure a premere, con piu' o meno violenza, il nostro organismo fisico - percepisce <l'onda di scorrimento> di miliardi e miliardi di corpuscoli <di luce> che scorrono lungo il nostro sistema nervoso simpatico, raggiungono il cervello; e vengono rielaborati da esso.
Immaginate, allora, ogni individuo, animato oppure apparentemente statico, che si trovi immerso in questo caleidoscopio di forze; che sia costretto - ancora - a rielaborarle, tramite il suo organismo; e che lo faccia -per la maggiore - inconsapevolmente.
Sarete costretti, allora, ad accettare la verita' che esiste un <Piano> sottile e imprescindibile, tramite il quale, le creature del pianeta (e delle altre galassie sconosciute), per una parte iniziale del loro cammino evolutivo, sono <trainate> e <plasmate> da una costante e complessa forza d'urto energetica, che li coinvolge .- da qualunque direzione - in una lenta e progressiva fioritura evolutiva.
Un'evoluzione che - per quanto riguarda l'animale e l'uomo - ha, come punto di riferimento, il loro sistema nervoso.
Ed e' proprio a questa <forza d'urto> che si riferisce Paramahansa Yogananda, quando afferma che il risultato finale di essa - dopo un milione di anni reincarnativi - rendera' la materia, oggetto della sua azione, tanto diafana e traslucida, da permetterle di trasformarsi in
cassa armonica risonante, nei riflessi del Suono Primordiale, da cui essa deriva.
Ricordate?:
- Ogni cosa e' suono
- Ogni cosa deriva da suono
- Ogni cosa emette un suo particolare suono; ossia, crea, a sua volta, altri suoni.
Nel nostro caso, della materia restera' solo <la sua anima eterna>; e tale <soffio ultimo dell'essere> testimoniera' una delle leggi universali dell'essere: ossia, riconoscera' di essere vibrazione, nata da Vibrazione. Essa, allora, tornera' al Padre; al Verbo. All'AUM primordiale.
Se, allora, esiste l'energia, quale componente fondamentale dell'essere; se, la medesima, assume la duplice forma di <coagulo> e di <onda>, come affermano le ultime scoperte della fisica quantica (oltre che le rivelazioni dei Veda) ; se non esiste il vuoto, o la separazione tra ogni costante della vita universale - o, se vogliamo, tra le onde dell'oceano; e se, di conseguenza, il rapporto tra le unita'apparenti causa sempre una <scintilla vitale> (il tao, inteso come <via>), ne consegue che l'uomo dovra' accettare - almeno teoricamente, all'inizio - che tali scintille vitali siano presenti anche della sua sfera individuale d'espressione quotidiana.
E siamo giunti, infine, <..a riveder le stelle.>.
Siamo arrivati, dopo un forse complesso itinerario, a dimostrare la necessaria esistenza dei <centri eterici> lungo la colonna vertebrale umana. Solo che dovremo fare una chiara differenza tra quel <germe di astrazione pura>, che rappresentavano - sin qui -  i chakras, intesi come <elemento di connessione universale> delle infinite giunture cosmiche, e quelli che ognuno di noi possiede, a corredo del suo <corpo sottile>.
Nel nostro caso, e' necessario parlare di una Gerarchia divina, che correda e guida ogni cosa, sul pianeta, nelle direzioni volute da Dio.
Come i nostri arti si sono formati - non certo a caso - mentre erano sottoposti alle esperienze evolutive, lungo i milioni di anni che coprono l'evoluzione umana, cosi' i chakras si sono modellati e costituiti, <all'interno> dell'umanita', seguendo una volonta' demiurgica ineffabile. E, visto che il sistema nervoso rappresenta il <canale di minor resistenza>, dove le energie del cosmo si annidano ed agiscono, avendo trovata la loro controparte ideale, nell'uomo, ecco la ragione inoppugnabile per la quale i chakras sono collocati lungo la colonna vertebrale.
Vedremo, ancora, quali rapporti abbiano i sette centri eterici con le sette ghiandole del sistema endocrino umano.
Molti studiosi delle <cose arcane> hanno una speciale tendenza a privilegiare l'idea che il sistema di rivelazioni in cui hanno avuto la buona sorte di penetrare li renda diversi e piu' <aristocratici> del restodel mondo.
Ad esempio, camminando per le strade affollate della loro citta', sovente ritengono di <possedere solo loro> dei <centri eterici funzionanti>, visto che li hanno si' bene studiati nei testi tibetani, oppure esoterici.
O ritengono di essere entrati in una sfera di dominio energetico, che permettera' loro - almeno potenzialmente - di indossare <gli stivali delle sette leghe>, distaccando di gran lunga - sempre grazie a quelle nozioni che gestiscono - il resto della "argillosa umanita'>, che, invece,  <non sa>.
Il giornalaio, presso la cui edicola comprano, ogni mattina, il quotidiano; il conducente dell'autobus; il gruppetto di persone che entrano in un negozio di alimentari; il proprio capo ufficio. sono persone quasi al di fuori del panorama occulto della vita. Per essi, non e' vitale e valido il fatto che posseggano un <corpo eterico>, ne' tanto meno una natura cosmica.
Eppure, non e' cosi'. Ad esempio, avete mai pensato quale siano le fonti che danno, innegabilmente, un valore - oramai appurato anche in occidente - all'agopuntura?.
Perche', oggidi', esistono centinaia di centri attivi di questa medicina antichissima, nelle citta' europee, dai quali si ottengono delle incredibili guarigioni?
Ci ritroviamo, nel nostro caso - e pochi ci hanno pensato (salvo gli addetti ai lavori) - nel pieno universo dei <centri eterici>, veduti in una delle loro poliedriche variabili: la capacita' di guarigione dell'uomo, e della sua armonizzazione con il cosmo.
Daremo - statene tranquilli - la descrizione <ufficiale> dei chakras, piu' avanti, nel saggio; ed amplieremo le loro risonanze, facendo <defluire> l'azione di quelli maggiori, nel sistema ghiandolare umano.
Parleremo dei loro <suoni e colori>; del loro esatto punto di collocazione sulla vostra colonna vertebrale; della sincronia di alcuni di essi, con i corrispondenti organismi invisibili dell'individuo. E della funzione importante e fondamentale che hanno, durante la meditazione trascendentale.
Inoltre, la descrizione che ne riporteremo sara' quella che insegna Paramahansa Yogananda, nelle Lezioni originali che ha donato alla Self-Realization Fellowship. E, gradatamente, l'intero argomento dimostrera' come il Kriya Yoga sia - in effetti - la via piu' diretta e piu' armoniosa allo sviluppo dell'uomo, studiato - tuttavia -. come <snodo> mirabile, tra i due universi paralleli, che sono il mondo materiale e quello cosmico. Tuttavia, molto vi aiutera' la lettura del prossimo brano, che ha come argomento l'agopuntura.
Tenete solo presente che <il migliaio di punti>, disseminati lungo la superficie del corpo umano, di cui parleremo, non sono altro - ne'piu', ne' meno - che centri eterici, o chakras. Certo, la loro descrizione differisce da quella <classica>, e che riempie i testi appositi sulla meditazione trascendentale, tibetana ed orientale.
Essa non e' coordinata e sintetizzata nell'aristocratica cornice dei <sette centri maggiori>, a cui si fa quasi sempre riferimento, e degli altri <minori>.
Tuttavia, a noi preme che - prima di ogni cosa - voi afferriate bene il diffuso principio dei <punti catalizzatori>, di cui abbiamo gia' parlato, che l'uomo possiede in se', e che lo collegano al vasto piano delle energie cosmiche. Compreso cio', potremo entrare con maggiore facilita' nella <classica> spiegazione dei centri eterici, propriamente detti, e studiati con le loro precise <catalogazioni> note.

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L'agopuntura e gli HSUEH (i centri eterici su cui agisce)

La donna cinese appariva sdraiata su di un lettino bianco d'ospedale; era sorridente e mordeva con gusto una rossa mela. Davanti a lei, un medico cinese. A questo punto del documentario la macchina da presa si spostava e mostrava alcuni sottilissimi aghi, inseriti in certe parti del corpo della donna.. Continuava a spostarsi, e lo spettatore occidentale restava allibito! Quanto non si era visto sino a quel punto si mostrava. Due mani esperte erano intente ad estrarre dal ventre della donna - sottoposta a parto cesareo - una piangente creaturina, appena entrata in questo nostro mondo. Stiamo parlando di un documentario originale della Cina, ancora comunista, sull'agopuntura, quando quest'ultima non era cosi' nota. Era la dimostrazione che, agendo su punti normalmente invisibili del corpo era possibile, addirittura, provocare, senza alcun dolore, un parto cesareo. Ma, da millenni, la Cina conosceva il segreto di energie, e delle loro leggi, che costituiscono la trama celata della natura. Mentre, da oltre un secolo, le Università di quel Paese insegnano, con regolari docenze, successive al diploma della scuola media superiore, l'arte dell'agopuntura. Esistono testi sull'argomento che risalgono al 400 avanti Cristo, anche se si ritiene che tale arte abbia più di 3.000 anni. Analizzare la stupenda simbiosi che i cinesi hanno riscontrato tra il cosmo e l'uomo; tra i suoi organi e le forze che scorrono sulla sua pelle e' semplicemente affascinante. E, soprattutto, e' il riscontro di una serie di effetti pratici e sperimentali, che legano azioni, dall'apparenza irrazionale, a risultati costanti ed inequivocabili.
Come nel caso appena riportato, in cui alcuni aghi sottilissimi, inseriti (in modo assolutamente indolore) in certi punti specifici del corpo umano, riuscivano ad anestetizzare completamente un individuo. Oggi, con le scoperte recenti della fisica atomica, si e' tolto ogni valore alle teorie dualistiche della materia-forza, che dominavano incontrastate l'Europa, sino a pochi decenni fa. La fisica delle particelle non fa distinzione alcuna tra i due poli dell'esistenza. Non e' piu' possibile continuare a definire, in senso assoluto, come nell'era del  meccanicismo scientifico, pesi, lunghezze, tempo. Le ricerche di Einstein, Planck, Withehead, Jeans hanno dimostrato che queste misure possono, in determinate occasioni, estendersi all'infinito, o ridursi a nulla. Ed ecco perche' i cinesi hanno concepito il mondo, da sempre, in maniera taoista e monistica. Essi considerano, difatti, l'esistenza come il bilanciarsi costante di un triangolo, ove risulta impossibile districare la linea di separazione tra la materia (YINN), l'energia (YANG) e l'ente che li riunisce (TAO); tra il Cosmo infinito, l'individuo che ne fa parte ed il legame fra i due. Vedrete, quindi, che Scienza Moderna e Scienza Antica iniziano a mostrare dei paralleli molto interessanti. Solo che quella antica ha ottenuto dei risultati concreti e vistosi applicando con semplicita', osservazione ed immediatezza le teorie che stiamo esaminando (come nel caso dell'agopuntura).
L'agopuntore annette, di conseguenza, eguale importanza alle manifestazioni fisiche e psichiche di una malattia e le considera, necessariamente, interdipendenti. Egli cerca di pervenire a cio' che si trova al di la' dei sintomi, sia fisici che psichici, intesi come indicazione di disarmonia tra l'universo e l'uomo.
L'agopuntura, da un certo punto di vista, rappresenta lo sviluppo, ad un grado eccezionalmente avanzato, di una diagnosi basata sullo stato e sulla natura energetica della pelle. Nel corso dei molti secoli in cui venne praticata l'agopuntura e' stato osservato che esistono circa un migliaio di punti disposti sulla superficie corporea (e rintracciabili, oggi, con i moderni strumenti dell'elettronica); ciascuno del diametro di quasi tre millimetri che, durante la malattia, divengono sensibili alla pressione. Ogni singola malattia puo' interessare un unico punto, o più punti, e i diversi raggruppamenti differiscono da caso a caso.
Questi punti non li vediamo isolati tra di essi, ma disposti in fila, lungo dodici linee - dette meridiani. Ciascuna linea e' associata ad un organo interno, e disposta lungo degli assi longitudinali del tronco, o degli arti, per terminare alle estremità delle dita e delle mani.
I punti dolenti che rivelano la sofferenza di un determinato organo sono collocati sul percorso del meridiano di quel dato organo. Per esempio, il "meridiano del cuore", che rappresenta la funzione cardiaca, percorre la faccia interna del braccio. In quasi tutti i disturbi cardiaci - e particolarmente dell'angina pectoris - il dolore segue il percorso di quel meridiano.
Indichiamo ancora che l'energia fondamentale umana, trattata e scoperta dall'agopuntura, segue un flusso di 24 ore, nello scorrere lungo i meridiani ed e' legata alle stagioni, ai cinque Elementi esoterici (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua) e ad un complesso studio ciclico dei rapporti che le leggi universali hanno con l'uomo. L'agopuntura cura, tradizionalmente, quasi ogni tipo di dolore; e, poi, l'acne, gli ascessi, l'apoplessia, le congestioni cerebrali, le paralisi facciali, le anemie, le infiammazioni, i reumatismi, la sordita' non senile, l'epilessia, l'ipertensione, la depressione mentale, le cistiti, le gastriti, le malattie dello stomaco, le ovariti, l'asma, ecc..
Ma, passiamo, adesso - e finalmente - a considerare, dal punto di vista consueto, i centri eterici. Per cominciare, daremo una descrizione molto sintetica della struttura elettro-magnetica di ogni cosa - animata ed inanimata - che ci circonda. In cio', seguendo la tradizionale conoscenza che ci proviene dalla letteratura piu' fondata e seria degli studi occidentali dell'ultimo secolo, riguardo ad essa.
Si trattera' - lo ripetiamo - di un semplice ed iniziale schema; chiamiamolo <fiduciario>, da parte vostra.
Esso riproporra' quanto si conosce del <piano eterico>, dei <nadis> e dei chakras. E servira' da comodo canovaccio, per i nostri ulteriori approfondimenti. Il numero dei chakras considerati e' quello fondamentale di settantasette; ovviamente, si tratta dei <vortici> maggiori di connessione, tra l'uomo e l'universo. Degno della vostra attenzione, infine, resti  il fatto che i centri eterici sono legati a delle funzioni di sviluppo della razza umana, nel suo complesso. Come vedremo.

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CORPO ETERICO

Leggi fondamentali
Ogni particella dell'aspetto solido, liquido, gassoso, visti come tutt'uno, e' galvanizzata, condotta, sorretta da una corrispondente massa invisibile di energia sottostante, piu' elastica e, percio', piu' adatta a costituirne il sottostrato vitale; l'insieme di queste masse e' il corpo eterico planetario. Esso si divide in quattro gradi di rarefazione progressiva, tanto che, sia il fiore, che la montagna, che ogni altro postulato tangibile del Pianeta, possiede il suo corpo eterico, il quale e' unico ed indissolubile, per tutte le componenti del creato.
Iniziamo a studiare, dal punto di vista umano, tale organismo sottilissimo e vitale. Ad occhio del chiaroveggente, l'uomo appare "inguantato" da una luce fosforescente, che si staglia a circa cinque centimetri dalla sua pelle; ma, in ogni caso, lo interpenetra, integralmente, sino alle piu' intime sfumature dell'apparato visibile (luce da non confondersi con <l'aura>" luminosa degli altri organismi invisibili). In ordine ritmico, sul corpo eterico sono posti settantasette punti nevralgici di energia fremente, esattamente la', ove l'energia del più vasto blocco planetario vi si unisce, per determinare le funzioni vitali alla biologia organica. La piu' o meno avanzata evoluzione dell'uomo fa si' che i suddetti vortici (o chakras, in linguaggio indiano), siano sopiti, appena risvegliati o, addirittura splendenti; quindi, portatori dei relativi poteri occulti innati, che da essi derivano. Vi sono 49 chakras inferiori, 21 minori e 7 maggiori. Noi ci occuperemo solo di questi ultimi, poiche' gli altri riguardano unicamente chi si voglia specializzare nel ramo. Sono, difatti, il retaggio evolutivo che noi conserviamo, frutto dell'esperienza del sistema solare passato. Cinque di essi sono visibili, a due pollici di distanza, lungo la spina dorsale di ognuno di noi; tre, si trovano nella testa. Come il cervello e' diviso in diverse zone di comando, le quali si occupano di una determinata e differente funzione essenziale, nei riguardi dell'intero apparato nervoso dell'individuo, tanto che abbiamo la zona dell'appetito, l'erotica, l'intellettuale, e cosi' via, e tanto che, se ne lediamo una, cessera' la fame, la sete, si perverra' all'idiozia, cosi' i sette punti occulti, alla media umanita', sono legati ad altrettante funzioni ghiandolari dell'individuo. Il corpo eterico si divide in tre parti: l'involucro propriamente detto, la sua composizione di milioni e milioni di segmenti energetici (chiamati "nadis", o condotti vitali, dall'antichissima letteratura  indiana) e l'essenza vitale che scorre attraverso di esso, aroma sostanziale dell'ampio TUTTO. I cultori riconosceranno in questa essenza vitale il "prana", che tanta importanza ha nella scienza della respirazione indiana. Dal punto di vita biologico, il corpo eterico, propriamente detto, ha la sua materializzazione nell'organicita' inerte dell'uomo; i nadis, si oggettivano nella meravigliosa complessita' del sistema nervoso; il prana ha la sua corrispondenza materiale nella corrente sanguigna. Leggendo la descrizione di tali apparati,  maggiormente per quanto si riferisce ai chakras, molta luce verra' fatta nella mente dello studente che si interessi dei vari metodi di guarigione esoterica, quali, ad esempio, l'agopuntura cinese. Chi abbia una certa esperienza in medicina sa quanto il sistema glandolare sia importante allo sviluppo dell'individuo, in seno alla società . Non solo la salute fisica dipende da un armonioso sistema endocrino, ma, anche, la psichica e la morale. Ora, ognuno dei sette maggiori punti nevralgici occulti si manifesta e si esprime, materialmente, attraverso una delle ghiandole più importanti. E, dalla ghiandola, estende la sua nota dominante a tutto l'insieme degli organi che quella comanda. Il rapporto tra il chakra e i tre corpi sottili dell'uomo, in più o meno sintonica fusione con l'anima, influenza i liquidi ormonici (secrezione glandolare), i quali, attraverso il sangue, raggiungono il sistema nervoso e l'organico, permettendo all'uomo di manifestarsi nel mondo, sia come genio, sia come idiota. Elena Petrowna Blavatsky dice, a proposito, che la differenza tra un uomo dell'eta' della pietra e tra un Maestro di Saggezza - se consideriamo, anche, le causali di profondo ordine metafisico - stanno, tutte, nel loro diverso sistema endocrino. Ma, non dimentichiamoci dei rapporti strettamente occulti che l'individuo puo' ottenere quando egli e' padrone di tale magica conoscenza del campo; non solo frutti, quindi, di carattere puramente fisiologico. La piena coscienza dell'esistenza del proprio Guru la si ottiene, ad esempio, risvegliando i centri superiori al diaframma e "trattando" uno specifico di essi.
- Il chakra della testa (da mille petali) si ancora nel centro alla sommità del capo, materializzato, pochi centimetri in basso, nella glandola pineale. La Monade, attraverso il sutratma, o filo di vita, distribuisce le sue energie da questo punto; e tutto il sistema nervoso centrale dipende dallo stesso rapporto.
- Il chakra del cuore (da dodici raggi, o petali) si ancora nel centro tra le scapole, o del cuore, il quale ha la sua corrispondenza fisica nella glandola timo. Tutta la zona toracica dipende da essa, ma anche, e principalmente, l'intera circolazione sanguigna.
- Il chakra della gola (da sedici irradiazioni), domina l'uomo attraverso il centro posto dietro di questa, e penetra nella sua struttura biologica dalla ghiandola tiroidea, con riflesso sulla trachea e sui bronchi.
- Questi sono i tre centri maggiori, tra tutti.
- Il potere irrefrenabile della Shakty perviene all'uomo direttamente dal centro posto alla base della spina dorsale (il chakra delle quattro pulsazioni nevralgiche), lì, dove giace (sonnecchiante e avvolto nelle sue spire) il fuoco occulto chiamato "kundalini" e che, trasformato da serpente che striscia nella polvere, in serpente che erge il capo, verso la luce della conoscenza, fa, del semplice uomo, un Adepto Bianco, quando egli lo abbia, in progressione ritmica, fatto salire, simbolicamente, sul capo, e trasformata la sua natura inferiore in superiore. Questo chakra si materializza nelle sue glandole surrenali.
- Il chakra delle 96 vibrazioni sovrane è posto tra le due sopracciglia (ecco, svelato il perché gli indiani di classe aristocratica, in quell'esatto punto, tracciano un segno a matita). L'ipofisi e' la glandola che ne fa fluire le energie sul piano fisico.
- Il chakra, chiamato plesso solare (dodici petali, o vibrazioni madri), e' posto lungo la spina dorsale, quasi a mezza strada di essa. E' l'unico che separi le forze sotto il diaframma, da quelle superiori. E il corpo astrale trova sbocco diretto, nelle sue essenze vitali, da questo "foro d'uscita". La glandola corrispondente e'  il pancreas e gli organi ad essa legati sono lo stomaco, il fegato, l'apparato intestinale.
- Il chakra dai dieci raggi elettromagnetici e'  collocato sulla colonna vertebrale eterica, all'altezza dei lombi e si riflette nelle glandole genitali, occupandosi della natura sessuale dell'uomo. V'è un ulteriore punto occulto, tra gli importanti, che, pero', costituisce il ricettacolo dall'esterno e il diramatore agli altri di tutta l'energia che galvanizza il corpo eterico. E' posto all'altezza della milza, ed e' chiamato centro splenico.
Per finire, indichiamo il chakra della medulla (quel tratto di midollo spinale che collega lo spazio tra la prima vertebra superiore ed il cervello), che viene chiamato - da Paramhansa Yogananda - la "Bocca dell'Energia" per il rapporto che ha con le Forze Universali. Si trova all'altezza della prima vertebra superiore, appena sotto il chakra della gola. Questo e' l'elenco dei chakras maggiori. Per ora, accontentiamoci delle avare informazioni, sin qui fornite su di essi. Piu' avanti le completeremo, integrandole con quanto ci rivelano, in proposito, le lezioni di Paramahansa Yogananda; e studieremo con molta attenzione il rapporto tra i centri eterici, ed uno yoga come il Kriya. Senza entrare in merito alla descrizione esatta di quest'ultimo, mostreremo quanto diviene essenziale un metodo che gestisca le correnti eteriche che scorrono lungola colonna vertebrale ed all'interno, ed attorno ai centri. Annotiamo un particolare che, solitamente, viene trascurato dallo studioso. Sia nelle meditazioni che abbiano per oggetto la visualizzazione dei chakras, sia nell'adoperare la Sostanza Cosmica che riverbera in essi, e' utile sapere che ogni sforzo, in tal senso, viene, inizialmente, fatto su di una parte del corpo eterico che non e' il chakra specifico, ma il suo rivestimento e la sua protezione. Difatti, il corpo eterico separa l'uomo "denso" dai piani sottili che esistono, a partire da quello astrale. E si avvale, in cio', di un particolare tipo di sostanza, costituita da un fitto agglomerato di atomi ultimi eterici, misto a gas sottili. Tale "rete" e' chiamata: "atomico-eterica". Codesta non si limita a proteggere l'organismo magnetico-denso dell'uomo, in senso generale, dai Piani Superiori (che, quando non sono percepiti e adoperati, in modo lineare, divengono pericolosi), ma, separa chakra da chakra, con linee costituite in maniera molto armoniosa, si' che, per impadronirsi compiutamente delle facolta' di un chakra, bisogna distruggere tale involucro. Spesso gli studiosi confondono la rete atomico-eterica, e le sensazioni peculiari che da' al contatto elettrico della propria volonta', con i chakras. Sottile e' la distinzione tra il chakra ed il suo rivestimento protettivo-eterico, ed e' necessario che le proprie facolta' risvegliate sappiano farla. A cio', si perverra' con la pratica e con la prudenza. La nostra, purtroppo, limitata descrizione non sarebbe completa se non aggiungessimo due particolari. Cioe', che al lettore non sfugga la possibilità di intuire quanto immenso sia tale campo di ricerca, il quale assomma in se' i presenti argomenti: iniziazione, guarigione esoterica, astrologia esoterica, telepatia, struttura della Gerarchia Occulta  Solare, in rapporto al Pianeta ed all'innesto che la medesima Gerarchia puo' avere nell'organicita' viva di ogni anima; rapporto metafisico con il proprio Guru; liberazione dal giogo reincarnativo. Possiamo paragonare l'uomo ad una piccola centrale telefonica, in cui sono allacciati degli spinotti di collegamento. Se egli fa ascendere le energie vitali, da sotto il suo diaframma, e le "aggancia" e quelle sopra il diaframma, in fase graduale, perverra' alle iniziazioni ed alla beatitudine inesprimibile che circonda i Maestri. Le essenze del chakra lombare (o sessuali) debbono essere fatte defluire nel chakra della gola. E il sesso, quale e' comunemente conosciuto (problema, a volte, molto acuto per gli spiritualisti) verra' trasformato in radianza artistica e fuoco estetico; quelle del plesso solare, che, quando sono le piu' vitali, rendono l'individuo polarizzato nella propria instabile emotivita' e nel proprio egoismo oscuro, dovranno venir fatte assurgere al centro del cuore, ed, ivi, stabilizzate. La coscienza singola si trasformera', allora, in coscienza di gruppo. L'amore personale, in amore universale. E le energie alla base della spina dorsale, da quel centro, al centro della testa; e trasformeranno l'uomo, puramente materiale, in gigante spirituale; ove, per spirituale, intendiamo Adepto e Padrone delle forze nei tre mondi.

NOTA AGGIUNTA
Diamo l'elenco, per pura conoscenza dello studente, dei 21 centri minori. Con i 49 centri, ancora più piccoli, ed i 7 maggiori si raggiunge la cifra perfetta del numero 77.
Rammentiamo che ogni centro e' in diretto rapporto con una Gerarchia Occulta dei Poteri Planetari. I centri inferiori si riassumono nei minori; questi, nei maggiori; ed i maggiori, nel chakra brahmaranda, alla sommità del capo. Poiche' esistono poteri occulti dell'involuzione e dell'evoluzione, l'esoterismo avvisa lo studente di non adoperare, nei suoi esperimenti sui chakras, quelli collegati a sfere di vita che non appartengono alla solare e, tra i maggiori, lo educa a fargli acquistare la padronanza del centro alla sommità del capo.

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ELENCO DEI 21 CENTRI ETERICI MINORI

1. Due, davanti agli orecchi, vicino al punto dove si riuniscono le ossa mascellari.
2. Due, subito al di sopra dei seni.
3. Uno, nel punto in cui si uniscono le ossa del torace, presso la glandola tiroide. Questo centro e i due precedenti formano un triangolo di forza.
4. Due, nelle mani; uno per ciascun palmo.
5. Due, nei piedi; uno per ciascuna pianta.
6. Due, immediatamente dietro gli occhi.
7. Due, connessi con le gonadi.
8. Uno, vicino al fegato.
9. Uno, connesso con lo stomaco. Questo centro e' in rapporto col plesso solare, pur non identificandosi con esso.
10. Due, connessi con la milza. In realta', essendo sovrapposti l'uno all'altro, essi formano un solo centro.
11. Due, dietro i ginocchi.
12. Un centro potente e' strettamente connesso con il nervo vago. Tale e' la sua forza, che esso viene considerato da alcune scuole di esoterismo, come uno dei centri maggiori. Esso non e' situato lungo la spina dorsale, ma si trova vicino al timo.
13. Uno e' vicino al plesso solare e lo collega con il centro alla base della spina dorsale, formando così un triangolo, i cui vertici sono costituiti dal centro sacrale, dal plesso solare e dal centro alla base della colonna vertebrale. Questi due triangoli di forza cui si e' accennato sono di grande importanza. Uno e' al di sopra e l'altro al di sotto del diaframma.

I chakras - secondo la tradizione -  sono il retaggio di antichissime esperienze reincarnative di massa. E la loro formazione, assieme ai significati che ne espone la struttura complessiva, risalgono alle razze umane passate.
Vediamone il perche'.
Quando il mare e' in tempesta ed alte onde si abbattono sulla scogliera, a pochi metri di profondita' vi sono una pace ed un silenzio integrali. Sino ad ora abbiamo navigato alla superficie di tale mare. Abbiamo parlato del fenomeno-energia. Abbiamo visto che tutto e'  energia; nulla e' statico. Abbiamo appena accennato alle fondamentali forze che la scienza e' riuscita a scoprire, a localizzare e a trattare. Abbiamo dato una sfumata descrizione di altre energie occulte, che regnano sovrane, nei tre mondi in cui l'uomo svolge la sua attivita'.
Ma, vi e' uno <strato> di forze, ancora piu' nel profondo, che e' necessario noi si analizzi, per poter proseguire.
Il piano delle forze eteriche (che il lettore si rifaccia alla parte del saggio ove trattiamo del piano eterico, in connessione a quello Cosmico).
Il piano eterico ci sovrasta. Ogni particella del mondo visibile e' sostenuta da una particella invisibile che, a differenza della prima, possiede una natura lineare e dinamica, che l'altra non ha, essendone una sua semplice increspatura.
Ogni oggetto fisico e' ordinato e disposto in geometrie di atomi e molecole, da sette linee di luminosa calibratura interiore. Attraverso codeste sette linee si può accedere ai Sette Raggi (argomento di prossima pubblicazione).
Il piano eterico e', da una parte, cio' che unifica lo spirito alla materia; dall'altra parte, per delle ragioni occulte che risultano evidenti a iniziati di un certo grado, e' cio' che preesiste alla stessa energia formale. Ora, se afferriamo una manciata di spazio puro, al di la' di qualsiasi universo noto ed ignoto, li', ove nessuna forma di vita appare, ne' fisica, ne' metafisica, ad un piu' attento esame di sguardo interiore, vedremo, alla fin fine, tralucere il potere del numero magico sette. Sette tipi di energia ardente ci dimostreranno che esse, da sempre, ora, e per sempre, tengono strettamente allacciata, in un tutt' unico tessuto, quella manciata di nulla: i Sette Raggi. Non possiamo liberarci da essi...
Riportiamo - a proposito, e per vostra memoria e riconsiderazione - un brano che appare nell'introduzione del presente saggio:

[..]
La triade e' presente ovunque vi sia azione. Nel corpo eterico, i tre centri fondamentali (testa, cuore e base della spina dorsale) sono, appunto, il riflesso di essa. L'intera pietra angolare della Civilta' antica Cinese si basa sulle armoniche dello Yinn e dello Yang - e del loro risultato: il Tao - che rappresentano il <codice a barre>, segnato nell'infinito e complesso assieme di componenti la natura onnicomprensiva. Si potrebbe solo accennare - per dovere di compiutezza - di come la triade di cui parliamo si assesti ancor piu' nella <legge delle armoniche> attestandosi attorno ad un baricentro comune, da cui deriva - com'e' naturale - la spora di tre nuove emanazioni, o emittenze sonore occulte.
E nasca, di conseguenza, la ragion d'essere del magico numero sette: l'uno matematico originario; la prima triplicita' e la seconda, nata dal baricentro di cui sopra. Appare, cosi', il doppio triangolo intrecciato ( o, Stella di Salomone), con il punto al centro: il simbolo della costituzione perfetta dell'individuo. Quel simbolo, in cui Leonardo iscrisse la sua splendida rappresentazione dell'uomo, con le braccia e le gambe divaricate. Ma, evidentemente, l'argomento si presta a sviluppi ulteriori. A noi e' bastato solo indicare  la concretezza e lo sguardo acuto dei piu' antichi pensatori dell'umanita', in riferimento ad una delle leggi piu' diffuse della natura: il rapporto innato tra gli opposti ed il loro risultato. Una legge che fa parte di ogni nostro movimento e pulsione intima, e che ci connette - consapevoli o meno - all'intera unita' indivisa delle cose. Una legge, i cui effetti si mostrano - esotericamente - nella ragion d' essere dei sette centri eterici maggiori dell'uomo.
[...]

E, mentre l'uomo percorre il Sentiero delle incarnazioni, apparentemente succube dei loro influssi celesti, giunge a detestarne e a  maledirne l'esistenza; poi, li benedira'. Il trattato dei Sette Raggi, di Alice Bailey, fa, ai nostri tempi, testo. Non ci dilungheremo, ancora, in spiegazioni sottili e panoramiche sulla loro importanza. Diremo solo che non esiste angolo dell'universo, il quale non sia impiantato in un simile ritmico aggancio espressivo. Anche la telepatia (uno dei prossimi argomenti di lista) e'strettamente dipendente da essi. Le linfe vitali ,che dell'uomo fanno quello che egli e', scaturiscono dai suoi sette punti eterici maggiori, o chakras. Man mano che lo studioso si addentra nell'investigazione e nello studio dei chakras, egli rimane attonito nello scoprire quanta parte abbiano nella vita universale, e quindi, nella sua personale. Alla fine capira' che i Sette Raggi sono "tutto in tutto".
Si e' fatto un gran parlare di "kundalini", o, del fuoco occulto, celato nel chakra alla base della spina dorsale.
Da parte di sedicenti istruttori disonesti - o, per lo meno, incoscienti - sono stati dati metodi e spiegazioni per risvegliarlo, con la promessa che, ascendendo esso lungo la spina dorsale, avrebbe provocato fenomeni di natura del tutto miracolistica.
E molti disgraziati di poco senno si sono prestati a tali pratiche, risvegliando solo uno dei tre fuochi latenti nel chakra alla base della spina dorsale (fuoco solare, fuoco elettrico, fuoco per frizione; Ida, Pingala e Sushumna): quello per frizione.
Tale specie di onanismo energetico ha prodotto una particolare eccitazione del sistema cerebro-spinale e, di li' a poco, ha stroncato tutte le mire di costoro, portandoli alla monomania, alle fissazioni cerebrali, alle mitomanie.
Gli hindu asseriscono che, lungo la nostra spina dorsale, esistono tre tipi di forza occulta, in costante movimento e in continua interrelazione tra di esse. Queste forze, dal capo - o, dal chakra <brahmarandra> - fluiscono alla base della spina dorsale, e ritornano al capo, senza smettere un attimo tale oscillazione.
E' lavorando su queste tre forze che gli hindu determinano singolari fenomeni di sdoppiamento, anestesia locale, preveggenza, ecc..
L'esoterismo accetta il fatto, ma solo per quanto riguarda l'esistenza di queste tre forze. Esse sono il riflesso, nell'uomo - come gia' abbiamo scritto -  dei tre Logoi Sacri; del Padre, del Figliolo, dello Spirito Santo; dello Yinn, dello Yang e del Tao.
Poiche' ogni evoluzione singola e' strettamente allacciata all'Evoluzione Planetaria e poiche' le iniziazioni fanno capo, in modo diretto, ad Essa, e, visto l'iniziazione non e' da confondersi con dei ridicoli sbuffi di malcomprese respirazioni hindu, con degli sforzi gratuiti e tristi sugli organi sconosciuti del corpo eterico, ma avviene spontaneamente, quale ultimo particolare di una lunga maturazione reincarnativa, data e concessa solo dall'Uno, e' chiaro che kundalini non puo' venir risvegliato in questo modo diretto e brutale.
Comunque, per rifarci alla genesi e all'evoluzione della specie umana, vedremo come, in modo ritmico, il fatto sia avvenuto spontaneamente. I tre fuochi, pur pervadendo e costruendo l'intero corpo eterico, all'inizio risiedono nel chakra alla base della spina dorsale; scopo dell'esistere e di ogni esperienza e sensazione reincarnativa e' di portarli - lungo la linea armoniosa (che, addietro, indicammo) - al chakra alla sommita' del capo. Esistono creature che, sotto la guida di un Guru, accelerano tale processo. Questo, e' il Sentiero del discepolato. Ed e' praticamente impossibile elencare tutte le conquiste di ordine spirituale a cui i medesimi sono destinati, oltre, beninteso, la prima di esse: liberazione dal giogo non scelto del dolore reincarnativo.
A questo sommo Sentiero appartiene la pratica del Kriya Yoga.
La massa segue la via piu facile; ossia, la via a cui Yogananda si riferiva, parlando del <lento carro a buoi dell'evoluzione planetaria>.
Egli venne, appunto, in terra - oltre che per altre nobili missioni - anche per diffondere il Metodo Divino del Kriya Yoga, che avrebbe permesso di conseguire al kriyaban <un anno> evolutivo, per ogni <tassello> che, appunto, forma l'intera respirazione iniziatica.
E' il momento, quindi, di citare le grande razze madri misteriose, nel cui seno l'intera umanita' - noi, evidentemente, compresi - ha vissuto in un lontano passato, per millenni: la Lemuria e l'Atlantide.
Di esse - a richiesta della lista -si potra' discutere in futuro. Per ora, accenniamo alla loro esistenza, come rivelataci dai Testi piu' Tradizionali, sia dell'Oriente, che dell'antico Occidente.
Durante l'epoca Lemurica, le energie, dal centro alla base della spina dorsale, fluirono e si fissarono in quello sacrale; durante l'Atlantide, dal centro sacrale al plesso solare; durante l'attuale razza, dal plesso solare, esse stanno ancorandosi a quelle del cuore, e su ancora.
E', comunque, necessario aggiungere che l'iniziazione ha per regola che il discepolo vi pervenga tramite una libera scelta ed un suo cosciente sforzo; pur essendo, l'ariano (l'appartenente all'attuale razza madre), pervenuto a vivificare, in modo appena lambente, il centro del cuore, se egli vuole accorciare la strada, intraprendendo il Sentiero, dovra' ricapitolare in se' tutte le tappe delle razze passate e determinare tale ascesi mistica, con la propria deliberata scelta e volonta'.
La conoscenza dell'ordinato assieme di strumenti occulti che il corpo eterico possiede (i sette chakras) e' assolutamente necessaria, per praticare, con pieno successo, la telepatia, sia personale che cosmica.
L'uomo, dunque, vive nel mondo, sballottato a destra e a sinistra, da forze estranee, che lo raggiungono da ogni parte dell'universo. Abbiamo cercato di provarlo in precedenza. Ma e', anche lui, un emanatore inconsapevole di sottilissime correnti di energia, le quali, per lo piu' e nell'attuale fase evolutiva, sono disordinate e disarticolate. Cio' contribuisce a creare dei determinati "campi magnetici", attorno ad ogni singola entità umana; lo stesso, e in minor misura, avviene per gli altri regni della natura. Quante persone sensibili esistono, e forse voi siete una di esse, che, con una percezione particolare, vengono disturbate da precisi campi magnetici, <roteanti>attorno a determinate persone? Oppure si sentono attratte, inspiegabilmente, da qualche loro simile, in particolare?
Un individuo, di una determinata tempra intimistica, entra in una camera dove si tiene salotto; viene presentato, e si pone in disparte, silenzioso. Dopo un certo tempo, la sua presenza galvanizza le altre, fino a quando diviene il misterioso protagonista della riunione....
Voi pensate, con una certa intensità, durante il giorno, a quell'amico. E, nel pomeriggio, o il giorno dopo, egli giunge a farvi visita.
E quante, quante altre dimostrazioni che esiste un elemento sfuggente, il quale lega, tra di esse, le parti statiche del cosmo. Non e' esagerato, da parte nostra, affermare, anzi, che l'impronta delle energie libere, individualizzate in un mare invisibile di pensieri, di emozioni sgorgate da migliaia d'animi, ed ora stagnanti nell'atmosfera del nostro globo, si colleghino, con forza imprevista, al subconscio dell'uomo. E che moltissima parte dei suoi atti, degli stessi suoi pensieri, delle improvvise sue esaltazioni d'animo siano dovuti all'influsso che tanto mare di forze, costantemente, esercita su di lui. L'uomo, con tutto il rispetto e l'amore che gli portiamo, oggi e' un robot.
Lo sara' ancora per poco, perche' gia' la conoscenza dei  nuovi sistemi esoterici sta delineandosi al senso critico della vivente umanita', con l'apparire della Nuova Era.  Importa che egli si adatti alla preparazione che ve lo inserira' dinamicamente.
Ed il Kriya Yoga e' il massimo strumento per tale preparazione. I sette chakras del suo corpo eterico, quando sono sopiti (poiche', comunque, rappresentanti della quarta dimensione), per istinto atavico, assorbono, da spugna, tutte le emanazioni che riescono a localizzare, nel buio dell'invisibile, provenienti dal caos di energie che abbiamo descritto sino ad ora.
Quando, invece, con la giusta metodologia data dai Guru di Saggezza, vengono affinati, addomesticati, dopo essere stati riconosciuti, portano una serie di incredibili trasformazioni, tutte naturali e genuine, alle usuali maniere di vita dell'essere umano.
Ma, nulla di nuovo. Infatti, il discepolo, per quanto avanti egli sia progredito nella strada delle acquisizioni magiche, vede che la scienza esoterica ha messo ordine in un bagaglio di possibilità sconosciute; <ma, non le ha create>.
L'allineamento dei chakras in un discepolo armonizza gli eteri del suo corpo eterico, e, quindi,< lo inserisce nel vasto campo del piano eterico fisico, collegato al piano Eterico Cosmico>, dandogli un ritmo naturale di essenze; quelle stesse essenze che rendono placido il fondo del mare in tempesta, di cui parlammo all'origine della lezione. Essenze con delle loro leggi indefettibili, in contrapposizione all'apparente promiscuita' caotica che trapela attraverso l'ondata del manifesto.
Egli inizia a sentire scorrere attraverso il corpo eterico e attraverso quei determinati chakras, che ha cominciato familiarmente a percepire nel suo organismo interiore, delle calde forze che gli rivelano l'esistenza di un mondo superiore.
Il mondo dei Guru. Il mondo del <suo Guru>.
Allora, dapprima incredulo, e munito solo di un senso di speranza (forse, agendo piu' che per fiducia verso Dio, per sfiducia verso il mondo che lo ha dilaniato di insuccessi e nei suoi piu' intimi ideali) inizia a consultare "la carta toponomastica" che la Sacra Conoscenza gli ha offerto, sull'ubicazione e sul ritmo dispositivo delle Grandi Sorgenti di energia planetaria.
Studia le qualità, le tendenze, le mete di ogni Raggio; dirige i suoi obiettivi mentali (in cio, silenziosamente istruito e ispirato dal proprio Guru) verso i Signori che gli dicono essere i Guardiani dei tre Raggi Maggiori; e, ma ciò avverrà molto più tardi, inizia a percepire la sintetica e unificata atmosfera di Shamballa (o Shangrilla'). 
Si accorgerà, man mano, di avere adoperato, sempre, il filo istintivo della telepatia mentale. E non attraverso una linea orizzontale, soltanto; ma inserendosi in una quarta dimensione che, da matematica a geometrica, diverra', lentamente, trascendentale.
Perché, quindi, la Tradizione Esoterica chiede al discepolo, come sempre ha fatto in antichita' e sempre fara', di rintracciare il proprio Guru (anche a livello metafisico, o telepatico)? Non gia' perché il Maestro sia qualcosa, o qualcuno, che pretenda il servizio devoto e l'idolatria del discepolo; quella Creatura si e' liberata da ogni legame e permane costrutta solo di puro amore illuminato. Un amore, ove il piu' grande e il piu' piccolo sono le due faccette estreme di una medesima realta' unitaria. L'esoterismo vuole che il discepolo rintracci il suo Maestro solo per seguire la strada che lo stesso Maestro segui', quando si trovava al suo posto.
Quando il discepolo avra' raggiunto il Maestro si rendera' conto che lo Stesso e' un Essere di tempra infinitamente divina; ma, si rendera', anche, conto che, dall'inizio del suo procedere, sino ad allora, essi furono sempre riuniti in un medesimo amplesso di identita' misteriosa, che non disserro' mai la tenacia, non la disserra e non la disserrera'.
L'esoterismo vuole che il discepolo rintracci il proprio Guru, perche', essendo, Questi, di natura divina, solo divinamente lo si potra' fare. E soltanto sviluppando le proprie facolta' sovrumane, i propri poteri occulti, tutti sintetizzati nei sommi contenuti della telepatia cosmica.
Ecco la ragione per cui, dopo che il neofita avra' localizzato l'atmosfera occulta di energie da cui fu spinto, con prepotenza, sino a quel momento, dovra' scoprire e investigare le leggi del piano eterico, che conducono le medesime energie.

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I Chakras eterici, in funzione della telepatia

Uno studio serio e consapevole sui chakras non sarebbe integrale se non toccassimo la connessione che essi hanno con quel fenomeno, chiamato della <telepatia>.
Ne comprenderete le ragioni, proseguendo la lettura. Vale, qui, affermare che non soltanto il nostro corpo eterico denso possiede e postula le sue funzioni sperimentali  sui chakras; anche gli altri organismi invisibili li possiedono. Ma, i punti occulti degli organismi invisibili sono praticamente inutili, fino a quando non vengono resi funzionali quelli del corpo eterico. La chiaroveggenza, la preveggenza, e tutti i fenomeni di materializzazione, avvengono quando le leve degli organismi invisibili dell'uomo sono inserite nella sua struttura eterica, tramite l'unificazione con i relativi chakras eterici.
Lungo tutto il percorso reincarnativo, dunque, la Monade si trova, assopita e priva di poteri divini, immersa nei tre mondi. E le forze galvanizzatrici dei piani Eterico-Cosmici, per il peso gravitazionale planetario, si baricentrano nei chakras <sotto il diaframma>.
L'umanità, in proposito, è stata autorevolmente divisa in tre parti. V'è un tipo di uomini e donne che traggono ogni risorsa dalle loro linfe vitali, <enucleate nel chakra sacrale> e che, a malapena, raggiungono il plesso solare.
Un altro genere di umanità dipende, in ogni anelito vitale, dall'accentramento di forze istintive che, in massima parte, si annidano nel plesso solare e lambiscono il chakra del cuore. Un folto gruppo di esseri, (ma, ciò nondimeno, una stretta minoranza, in paragone al rimanente), vive sul vibrare delle forze che alimentano, principalmente e preferibilmente, i centri, dal cuore in su.
E, in tal caso, già ci troviamo nel campo prossimo agli<iniziati>. Si tratta, per lo studente intuitivo, di non fare a meno di riconoscere nei tre aspetti di umanità, le tracce evidenti di tre razze, nell'unica loro sintesi: la Lemuriana, l'Atlantidea, l'Ariana. Cosa comportano tali energie, baricentrate solo nel centro sacrale, o, nel plesso solare, o, nei centri attinenti alla testa?
In altri saggi abbiamo parlato della qualità di ognuno dei Sette Raggi. E, ad esempio, abbiamo detto che il quarto Raggio e'  il Raggio che dona la capacità di racchiudere, in formula matematica e geometrica, e in circoli chiusi, la bellezza, latente in ogni cosa. Esso e' il Raggio dell'artista. Ben cruda ed amara maniera di parlare del quarto Raggio. Per diffonderci, compiutamente, sulle sue qualità, infatti, avremmo dovuto esporre tutte le forme artistiche che esistono nel cosmo, conosciute e sconosciute!
Lo stesso avviene quando noi ci accingiamo a trattare delle facolta' di ogni chakra, che sono l'affiorare, nel tempo e nello spazio, del determinato Raggio che rappresentano. Ci dobbiamo limitare a crudeli sintesi; esortiamo, allora, il lettore a non volere strettamente allacciarsi ad esse, poiche' le medesime costituiscono una lama a doppio taglio.
Sono utili, se considerate per quel che valgono: cioe', delle pure linee indicatrici; divengono, addirittura, deleterie, se considerate fini a se' stesse e senza possibilità di sviluppi ulteriori. Il fatto che l'umanita' sia divisa in tre grandi zone: il lemuriano, o, l'uomo dedito alla trasformazione pura e semplice dei soli istinti sessuali e di forza fisica, con le linfe promotrici dell'essere, postulate nel centro sacrale;  l'atlantideo, o, l'emotivo alla ricerca di sensazioni piu' vaste, ma, tutte facenti capo al proprio egotismo centrale, amante del lusso e della comodita', dipendente da un plesso solare altamente sviluppato; o, facendo un balzo avanti, l'ariano, piu' o meno intellettuale, vincolato e prigioniero del proprio razionalismo, oppure radioso d'un intelletto, che e' sfociato e si e' trasmutato nell'intuizione pura e iniziatica; ebbene, ciò, ai fini della telepatia, divide l'argomento in altrettanti tre tipi di telepatia: l'istintiva, l'animica e la spirituale.
Cominciamo con la prima.
Molti scienziati si sono domandati per quale ragione le ondate migratorie dei volatili seguissero sempre, nel tempo e nello spazio, i medesimi obiettivi. Oppure, per quale ragione i cani fossero capaci di rintracciare, senza alcuna causa che collaborasse con il loro olfatto, un essere umano, a loro caro, allontanatosi centinaia di chilometri.  Oppure, perche' bastasse, da parte di qualche fiera, madre di una nidiata di cuccioli, un solo sguardo, in direzione del piccolo, andato a giocherellare dieci, o, quindici metri oltre il limitato, e tutto intento ai suoi ruzzoloni, per fargli rizzare le orecchie, volgere il capo, e tornare indietro, lentamente.
Tutte forme, codeste, di telepatia istintiva, proveniente dal plesso solare.  Difatti, gli esoterici sanno che l'animale agisce, non gia' attraverso il suo cervello, nei coordinamenti d'atto, ma, attraverso il plesso solare. Nel caso umano, questa telepatia la si riscontra li' dove un tenace affetto istintivo lega due elementi della razza; che siano tutti e due compartecipi nel sentimento, o, che uno solo di essi lo esprima. Una madre, che avvisa un certo pericolo in cui il figlio si trova in un dato momento. Ed allora si scuote bruscamente ed entra in stato di agitazione. Un innamorato respinto, il quale, di continuo, assilli, con ogni sorta di linee psichiche invisibili, la povera fanciulla, che se ne sente ossessionata quotidianamente, senza un contatto diretto.
Telepatia istintiva e', anche, quella di massa.
Mille persone, eccitate, gomito a gomito, da discorsi di leaders, in pubblici comizi, le quali, in un graduale crescendo, prorompono in ovazioni e in prese di posizione emotive, che non avrebbero raggiunto senza tale fusione telepatica.
E' il caso, purtroppo, dei linciaggi; e' il caso di quelle povere immature, che si strappano le vesti e cadono in delirio, davanti ad un gruppo di, piu' o meno, altri stupidi, o, troppo furbi, suonatori di una determinata musica. E' il caso delle cosiddette "sedute di risveglio religioso", in cui delle anime infantili, in preda ad una crescente paranoia psichica, dopo il canto di alcuni salmi, si contorcono e urlano, a decine, per terra, chiedendo pieta' al loro Dio, e che li tolga dalla fragile condizione umana in cui si trovano...
Sempre, agisce il plesso solare, unione diretta con il mondo astrale. Ed ogni movimento, in simile direzione, arricchisce tale mondo dell'annebbiamento emozionale, di soporifere altre energie intangibili; ma, pronte ad ingoiare qualsiasi anima che si sintonizzi con esse, per similitudine di natura.
Lo sgradevole, comunque, e' passato. Poiche' giungiamo alla telepatia d'animo, dopo aver tralasciato quella della personalita', piu' o meno sviluppata.
I risultati a cui giunge la telepatia d'animo sono, per lo più, positivi. Difatti, essa nasce dal ritmo imposto all'intero organico dell'uomo, dal chakra del cuore. Si tratta della <telepatia di gruppo>.  Colui che la pratica e' portato a far suoi i sentimenti dell'altro, per quanto tenui gli vibrino alla portata.  Un sublime esempio di questo tipo di telepatia, lo abbiamo da parte del Cristo, nella comprensione cosmica di ogni singolo fatto, che costituisce la panoramica della realta' solare. Va detto che, nei casi in cui tale telepatia divenga nociva, noi ci troviamo di fronte ai <gruppi di delitto> (camorra, ndrangheta, ecc..).
Pur essendo, questi gruppi, riuniti in una consonanza effettiva d'animo, poiche' mancano di morale e di principi, le loro possibilità si volgono verso conquiste inferiori.
Da qui, la necessità di uno stretto collegamento tra pensiero illuminato e cuore. Il terzo tipo di telepatia è quello definitivo. La telepatia mentale-spirituale.

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La Telepatia mentale-spirituale

Abbiamo elencato i chakras, ma, sempre, senza parlarne singolarmente, per il fatto che eravamo intenti a rivelare i fattori cosmici ai quali ci inseriscono, di costante.
Teniamo, ora, presente che i chakras, a differenza della statica funzione di ogni arto biologico e tangibile del fisico, si qualificano perche' palpitano di una nota, o, natura sconosciuta al mondo materiale: la quarta dimensione. Ogni chakra e' collegato, naturalmente, a tutte le parti dell'universo; il chiaroveggente, difatti, non porta il chakra verso l'oggetto eterico denso, o, eterico-cosmico che vuole raggiungere. <Egli lo vede riflesso in quel chakra, ovunque l'oggetto si trovi; lì, ove il tempo e lo spazio sono aboliti>. E, ad un più attento esame, la immagine dell'entita' contemplata e rispecchiata nel chakra, si rivelera', non gia' per un fantasma, ma per l'entita' stessa.
Pero', ogni chakra ha delle funzioni soggettive, che e' necessario comprendere, per potersi avvalere delle sue specifiche possibilita'.
Nel descrivere i chakras dell'essere umano, noi faremo conto di osservarli nel corpo eterico di un uomo sviluppato spiritualmente e che li abbia tutti funzionali.
Il chiaroveggente, difatti, dove un Adepto ha, per chakras, dei soli, rutilanti di splendore e di colore, vede, in un uomo sottosviluppato, dei grigi bottoni larghi, di materia eterica torbida, senza alcun balenio manifesto, e con una luce potenziale appena accennata.
Il chakra e', anzitutto, un innesto di due tipi di forze: quella planetaria e quella umana.
Ecco, i due bracci della croce; ecco, il Cristo e l'uomo. Esistono settantasette chakras in tutto il corpo eterico: hanno un'apparenza sferica. Sette sono i maggiori: quattro, lungo la spina dorsale; tre, riguardano la testa. Ed i Guru danno molta importanza al fatto che il discepolo afferri, alla radice, le loro funzioni. Ne', presumiamo, che esso possa farlo di primo acchito. La strada, in ogni modo, e' tale, quale gliela stiamo indicando.
Il chakra è composto dal coesistere di varie linee magnetiche:
a) Il Punto;
b) il Triangolo;
c) le Linee Irradianti;
d) la Sfera di Incidenza.
Incapsulato in ogni chakra, come perla nello scrigno, v'è il <Punto Centrale>, che dissemina le indescrivibili potenze della Monade; il Punto Centrale e' racchiuso in un triangolo: tre linee di forza, che riflettono il colore, la natura, il potere del raggio monadico, di quello del corpo causale e di quello della personalità.
S'ergono, in direzione quadrimensionale, dalla presente tetraktis magica, i cosiddetti petali del chakra. Cioe', le singole irradiazioni, diverse per ogni chakra, e che sono proprio le linee di forza che il discepolo deve imparare a trattare a dirigere, nel suo lavoro di mago bianco. Simile divino <armonicum> si assomma nel <circolo> che ne rappresenta la zona di confluenza e la sintesi radicale.
Il gioiello monadico, risiede, manifesto a chi lo sappia localizzare, nel <chakra alla sommita' del capo>. E si riflette in quello posto fra gli occhi ed in quello della gola. La sua visione e' piu' labile negli altri. Diamo qui di seguito i colori dei centri eterici, come vengono indicati da Paramahansa Yogananda, nelle sue lezioni della Self-Realization Fellowship.
(dal Grado settimo delle Lezioni SRF, di Paramahansa Yogananda - L-175) N.B. I colori dati dal Guru sono quelli del chakra alla base della spina dorsale, del lombare, del plesso solare, del cardiaco, della medulla (dati altrove, nelle lezioni) e dell'ajna. I commenti sul centro ajna e sul bramanandra non sono i suoi, ma provengono da altre fonti autorevoli.
Il chakra alla base della spina dorsale ha quattro petali, o linee di forza, ed e' di giallo Il chakra lombare ha sei petali, ed e' di color bianco intenso Il chakra, detto plesso solare, ha dieci petali ed il suo colore e' rosso sangue.
Il chakra cardiaco ha dodici petali ed il suo colore e' di un azzurro palpitante.
Il chakra della gola ha sedici petali ed il suo colore e' una nebbia vaporosa, reticolata con punti luminescenti.
Il chakra della medulla ha due petali, di color azzuro.
Il chakra ajna, posto tra gli occhi, riunisce, in una sintesi sostanziale, la personalita' dell'uomo; dove la natura inferiore si collega alla superiore. E' curioso, infatti, constatare, che i petali sono novantasei, cioe' il doppio della somma dei precedenti cinque. Le totalita' di colore si raffinano altamente, e, qui, sono oro-azzurro splendidi.
Il chakra brahmarandra, alla sommita' del capo, ha mille petali ed e' rappresentato, simbolicamente, nelle statue del Buddha, dal misterioso vestimento lenticolare al capo, che quasi tutte portano. E' composto da due elementi: una zona interna ed una esterna. La zona interna (la <Luce nella Luce>) e' bianco-oro. La esterna, di un indescrivibile balenio di colori. La zona interna e' il riflesso, sul cerebro eterico, del chakra del cuore. E', comunque, al centro brahmarandra che si focalizzano tutte le attenzioni delle Guide dell'umanità. Viene detto, difatti, di continuo, ai discepoli: "Vivete nella testa". Con cio', simbolicamente, esortando l'uomo a postularsi alla vetta delle sue sensazioni fisio-psicologiche, per giungere al contatto monadico. Contatto che scaturisce solo da tale chakra.
L'insieme d'incidenza delle rispettive circonferenze dei sette chakra determina un'entita' energetica, chiamata <l'aura> dell'individuo. E' l'irradiazione combinata dei gradi evolutivi dei suoi chakras che da' la nota occulta all'individuo, in seno ai valori invisibili dell'umanita'. Noi continuiamo a riferirci all'ideale individuo che abbia risvegliato armoniosamente tutti i sette punti nevralgici eterici. Tale aura avra', allora, acquistato un incredibile potenza, silenziosa e suggestiva. Senza parlare del fatto che costui, appunto perche' essi lo collegano ai Sette Signori del Mondo, al Logos Planetario, e, piu' su ancora, alle Sfere Celesti, possedera' la padronanza del costante colloquio con i Poteri Divini dell'Essere, confermiamo che egli potra' dirigere le sue forze risvegliate, ovunque lo voglia e con tutto il successo che desidera.  Convergera' le linee magnetiche dei chakras, o, petali, in determinate note posizioni e in determinate direzioni; le unifichera', ritmicamente, in un blocco unico; le vedra' trasformarsi nei poteri angelici che presiedono alla loro struttura, e oltre..... Ma, possedera' un'aura, meravigliosa conchiglia, da cui sfavillera' la luce della perla della Gerarchia Bianca, in ogni atto quotidiano che compie.
Consideriamo, adesso, la naturale predisposizione che l'uomo ha, nei contatti con il mondo delle idee.
Esiste, come e' riferito da Patanjali, nelle sue lezioni di Yoga, "la nuvola delle cose intellegibili", (quella che è stata chiamata il Piano Divino, da un altro Maestro), che, dalle vette del supremo ordine celeste, lambisce, di continuo, il terreno spirituale dell'uomo.
Il problema e' di entrare in contatto con essa e di tradurla in espressione. Vi sono vari metodi graduali per farlo. Aspirazione, concentrazione, meditazione, illuminazione; e l'ispirazione avviene.
Spesso, il discepolo si incapriccia a volere che il Maestro intavoli con lui un discorso piu' diretto, sulla natura di simili processi occulti, che, per lo piu', sfuggono all'analisi della coscienza ordinaria. Cosa che il Maestro non puo' fare, semplicemente perche' soltanto la maturita' individuale ci puo' permettere di comprendere cosa siano i piani superiori, troppo spesso confusi e scambiati con qualcosa, pur se radiante, di statico e incombente.
Cogliamo, adesso, l'occasione, per suggerire al discepolo, se egli cade in preda a tale tipo d'illusione, di volgere altrove lo sguardo. Non solo i Guru hanno cessato di occuparsi personalmente dell'evoluzione singola dei discepoli; ma, desiderano collaboratori, capaci ed esperti. Tutto cio' che di teorico poteva essere rivelato all'uomo, sulla magia creatrice, e' stato rivelato. Il resto e' questione di intuizione personale. Solo quando il discepolo e' diventato un collaboratore capace ed efficiente, il Maestro si fonde con lui, in una consapevole unita' d'azione e continuita' di presenza.
Comunque, costretti come siamo a parlare per simboli, torniamo a rappresentarci "la nube di cose intelligibili", quale lago inesauribile di sostanza archetipica, che alimenta e continua a far crescere il fiore della civilta'. I Portatori dell'acqua divina, sono i Guru che, con la borraccia del loro sapere e del loro potere, raccolgono, da una parte, il liquore vitale, e, dall'altra, innaffiano, con esso, tramite la telepatia planetaria, le menti degli uomini, accelerandone il processo evolutivo.
All'uomo, cio' appare come un rivelarsi di improvvise intuizioni, come un impulso a nuove mete... Si tratta, non solo di accettare il fatto ed abituarsi ad esso; ma, di aiutare il desiderio che i Guru hanno di unirsi al genere umano, con l'apprendere l'arte della ricezione e della impressione.
I Guru non si trovano lì, o, qui. I Guru si trovano latenti, nell'ovunque.
L'uomo non e' ancora capace di vivere, unificato al silenzio della Parola Divina Informale, che palpita in seno alla "nube delle cose intelligibili". La vibrazione rarefatta, composta dai mille segmenti energetici del suo chakra alla sommità del capo, per forza di cose, e' immersa, continuamente, in tanto mondo archetipico. Ma, l'atmosfera e' troppo alta perche' le parole possano descriverla.
L'uomo si trova costretto, tramite l'articolazione occulta del suo Io, a dare una veste a cio' che veste non ha e che e' il puro Essere. Ivi, regna, sovrana, la Monade. E la Monade e': "VOLONTÀ DI ESSERE".
Ecco la ragione per cui il chakra alla sommità del capo e' stato chiamato il chakra della volonta', e soltanto la volonta' risvegliata e cosciente puo' compiere la magica incisione che ne liberi il fuoco ardente.
Quando l'uomo, prima pigramente, poi, in maniera piu' precisa e sempre piu' precisa, inizia a portare giu' la semenza d'oro delle astrazioni pure che riceve dalla Monade, a cui si e' unito, alla quarta iniziazione, distruggendo il suo ego e acquistando la completa padronanza del chakra brahmarandra, egli e' costretto a prendere la strada del chakra ajna, posto tra le due sopracciglia. E' tale chakra che plasma il materiale luminoso, ne estrae il messaggio contenuto, e lo inquadra in una forma intellettuale, comprensibile all'umanita'.
Tutti i chiaroveggenti, nell'osservare un uomo in atteggiamento cogitabondo, ne hanno visto le idee: sono entrati in contatto con le energie sottili che egli trattava inconsciamente. E tutti sono rimasti d'accordo nel dire che cio' che veniva pensato da quell'uomo essi lo vedevano "galleggiare", in linee armoniose, o, confuse, a seconda della potenza del pensatore, a pochi centimetri davanti ai suoi occhi.
Fate una prova. Sceglietevi una rappresentazione mentale di qualche esperienza, da voi vissuta, e che, tuttora, continui ad interessarvi, vitalmente. Diciamo: "che continui ad interessarvi, vitalmente", perche' e' necessario che, per avere una potenza efficace, il pensiero vibri secondo una tonalità forte.
Rappresentatevi l'esperienza, mentalmente, fino a fissare un solo particolare. Sara' una mano, saranno le rotaie di un tram, sara' il candelabro di una chiesa; non importa cosa.  Voi sentirete, distintamente, che tale piccola figurina, partorita dal vostro immaginare, vi vellichera' la fronte, a pochi centimetri davanti agli occhi, sostenuta dal chakra ajna.
Ricordatevi, e' molto difficile saper pensare egregiamente. E', anche, pericoloso intraprendere degli esperimenti telepatici, nella direzione sbagliata e senza dei graduali allenamenti e con una saggia previsione degli ostacoli a cui si vada incontro.
Quando l'uomo intensifica la sua tonalità magnetica, poiche', purtroppo, si trova a dover superare delle barriere di forze stagnanti, sia in lui, che fuori di lui, e poiche', anche, non ha la volonta' necessaria a spazzar via ogni impedimento energetico che gli viene dall'atmosfera celata del nostro globo, potranno succedergli vari inconvenienti. Se noi sfreghiamo un pezzetto di ambra, esso si elettrizzera' ed attrarra' dei corpuscoli di polvere, che ne appanneranno la levigatezza. Se noi tuffiamo in una scatola di limatura di ferro una calamita, essa restera' appesantita da una considerevole quantita' di ferro. Lo stesso accadra' all'uomo, che inizia la telepatia. Indiscutibilmente, gli sforzi che egli compie per il suo desiderio di aumentare il potenziale magnetico lo elettrizzano e, prima o poi, senza le debite precauzioni, egli si trovera' circondato da una massa vibrante di corpuscoli energetici, che ammanteranno la sua natura ancora impura, rendendo argilloso il terreno su cui cammina.
Ecco perché i Guru insistono molto che, prima di addentrarsi in esperienze di carattere occulto, il discepolo purifichi i propri moventi e la propria natura.
V'e', poi, ancora, un altro inconveniente, per chi comincia a praticare l'arte della telepatia. La sua debolezza psichica. Esistono pochi individui che riescano a forare la placenta di forze in cui si trovano tutelati, o quelle della loro aura, e a toccare un'altra aura: l'aura, cioe', con cui vogliono entrare in contatto. Ciò fa si' che gli incauti, credendo di procedere con successo sulla strada della telepatia, gonfino di sostanze-pensiero, sempre rinnovate, simile a un palloncino colorato, la loro aura. E raggiungano gli stessi insuccessi di cui abbiamo parlato poco fa.
Uno dei Maestri afferma che, tra coloro i quali, al giorno d'oggi, si dicono telepatici, o, medium, il novanta per cento cade nell'illusione piena. Essi manipolano e rimanipolano forme-pensiero, o, vibrazioni del loro subconscio, attorno, e nella loro stessa zona astro-mentale. Mettono insieme, in una cecita' poco illuminata, dei messaggi, quasi tutti nello stesso tono; poi, affermano che l'entita' ha parlato, o, l'amico ha risposto, da una citta' distante.
Per lo piu', si tratta di persone in buona fede; quindi, ancor piu' pericolose. Ma, lo stesso Maestro, esorta, nel contempo, a rinnovare gli sforzi, e dice che la Gerarchia ha bisogno di discepoli, i quali sappiano <impressionare> e siano telepatici.
L'abitudine a pensare rettamente, con precisione e con maturita', dara' il sottostrato necessario ad avere un pensiero efficace, per venire proiettato e per ricevere.

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I metodi della telepatia

Si e' fatto un gran parlare, negli studi di esoterismo, della PACE, tanto che l'uomo pensa che essa esista, in qualche angolo dell'universo, in maniera integrale. Con cio', perdendo di vista il messaggio dei Grandi Illuminati. Quello del ritmo, quello del Movimento Eterno, quello del grande Respiro del Tutto.
Un sottile senso di egoismo e di pigrizia mentale viene, ogni volta, alimentato nel neofita, quando egli inserisce lo sguardo verso la direzione della "Luce che e' oltre"; pensa che, li', si mettera' seduto, superiore alla problematica minuta dell'Essere, dimentico del dolore e della sofferenza.
Eppure, tali individui non hanno capito il messaggio del Cristo, il Grande Dolente, l'Incessante Lavoratore. E' un Dolore Soggettivo, il Suo; un "Dolore di identificazione", di natura cosi' alta, da riuscire incomprensibile alla massa.
Quale pace, quindi, dovra' cercare l'uomo, prima di dedicarsi all'esercizio di una proiezione, o, di una ricezione telepatica? <La pace dell'amore>, la quale e' un'attività cosi' intensa, che non viene percepita dal pigro occhio di chi non sappia amare.
Lo Spirito, la cui natura e' amore, e' stato paragonato, dagli indiani, ad una ruota che giri, su se stessa, ad incredibile velocita'. I suoi raggi non sono visibili, e pare che, addirittura, se ne stiano immobili. Questa, e' la pace che occorre possedere, mentre si applica la telepatia. La ', ove tutti i sensi mentali, spirituali, eterici sono desti. La', ove non esiste differenza tra soggetto ed oggetto; la', ove l'uomo si riconosce chiaramente TUTTO IN TUTTO.
Egli possiede un'idea. Egli sa che il sussurrio delle linfe vitali, nel suo corpo eterico, e' la eco dei campi Eterico-Cosmici; la eco del Logos. Egli sa che egli e' uno con il Logos. Il chakra brahmarandra e l'ajna, gia' da tempo, hanno unito le loro scintille vitali, e, tramite il matrimonio nei cieli, l'unificazione tra il Cristo in lui, e l'uomo in lui, ha avuto luogo. Egli sa che, nella quarta dimensione, non v'e' separazione tra il soggetto e l'oggetto; tra di lui e l'essere con cui vuole entrare in rapporto telepatico. Dal chakra brahmarandra introduce l' idea nella zona magnetica del centro ajna, le da' consistenza oggettiva e, tramite la parola, sussurrata leggermente, mette in funzione il chakra della gola. La parola e' l'involucro di quell'idea, la parola diviene discorso telepatico. Il suono fa vibrare il corpo eterico, preludio al denso. <Il Verbo si fa Carne>.
Dall'altro capo del filo, il ricevente terra' aperto, come un fiore, il centro posto tra le sopracciglia, ed inerte quello alla sommita' del capo:
e, nitida, la vibrazione si circoscrivera' nell'ajna, la fusione avverra', il messaggio sara' stato accolto, la parola percepita. Questi rapporti, condurranno, in breve, ad eliminarli completamente. L'uomo preesistera' alla manifestazione. E sara', prima di essere.
E' vicino il tempo beato in cui le parole, sia mentali che materiali, verranno abolite. E chi puo' descrivere la sfera di beatitudine, ove tutto e ' compiuto e il Fiore della Vita si erge, splendido e maestoso, senza sostegni che lo reggano? Questa, e' la meta a cui deve giungere ogni discepolo.
Questo, il vertice del Sentiero.
Vorremmo, qui, suggerire - per inciso - a chi ci abbia seguito con attenzione, di rilevare, a questo punto,  quanto le informazioni date sinora sui centri eterici siano state piu' che eloquenti, in riferimento alle possibilita' che essi offrono per <un balzo nella dimensione parallela all' uomo>.
Intanto, riassumiamo alcuni concetti fondamentali sulla loro natura. La loro esistenza nasce da alcuni principi innati, scaturenti dalla natura archetipica del cosmo. Per la <legge delle risonanze> l'individuo e', di conseguenza, polarizzato con l'universale, mentre ne ospita in se' delle <lenti> che riflettono le sue origini.
I chakras - per propria natura - costituiscono il piu' aristocratico e duttile ponte, che <unisce gli opposti>; ossia, sono - come abbiamo gia' visto - le scintille che nascono dalla pressione di contrari, quali la materia e l'energia; il manifesto e l'immanifesto; il frammentato e l' integrale.
Nell'uomo, e con l'intervento misericordioso del Logos divino, essi - da principi astratti - si mutano in organismi; composti da una sostanza che, se pur sottile, e' comunque <gestibile e multiforme>.
Proprio come ognuno di noi vive e si esprime in un complesso stato di azioni e di reazioni inconsapevoli, costituendo lo snodo <tangibile> - composto da miliardi e miliardi di fotoni; e , in ultima analisi, ognuno dei suoi cinque sensi e' comparabile ad una fotocellula, che registra in se' e riproduce i flussi della luce (di cui unicamente e' composto il creato), facendoli confluire al suo sistema nervoso centrale, dove codesti flussi vengono nuovamente rielaborati e tradotti in visione ottica, sensazione, piacere, dolore e conoscenza, cosi' - secondo la conoscenza tradizionale metafisica - i <semafori>, soggiacenti a questo intenso traffico di esperienze energetiche, sono, appunto, i chakras.
Ognuno di essi e' l'anima centrale di una ghiandola umana, e si connette alla medesima, provocando il funzionamento dell'intero sistema endocrino individuale.
Da cio' si puo' comprendere la vitale importanza che possiedono - a livello biologico e sostanziale - considerata l'essenziale funzione che tale sistema ha, in rapporto ad ogni persona. Conducono e distribuiscono - tramite il <corpo eterico>e la corrente sanguigna - quell'essenza vitale, che tutti gli esperti chiamano <prana>: il <Ch'i> degli Insegnamenti cinesi.
A tale proposito, vale ricordare la collocazione - sul palmo di ogni mano (vedi elenco dei 21 centri minori) - di due centri eterici. E' tramite questi che i guaritori effondono la loro vitalita' sui malati. Ogni chakra emette una sua specifica radiazione - o, colore - ed un suo suono. Ogni chakra collega l'uomo ad uno dei suoi <corpi sottili>, ed al corrispondente piano di esistenza planetario.
Di conseguenza, le meditazioni che si riferiscono ad ognuno di essi, al suo colore ed al suono <caratteristico> che emettono sono le piu' possenti leve al risveglio di queste sbalorditive potenzialita' umane; e, in ultima analisi, possono proiettare colui che medita - tramite un'eccezionale <via di minor resistenza> - nell'universo parallelo della beatitudine e della liberta'.
Il Kriya Yoga e' la sintesi perfetta della <giusta via> allo sviluppo deicentri umani. Ogni <momento>, rappresentato dalle quattro iniziazioni, si occupa di risvegliare una precisa funzione dei centri. Questo, e' il <fiorire> di kundalini. Va da se' - e lo abbiamo visto - che tale risveglio deve seguire una saggia ed oculata metodologia. Difatti, se i centri non sono sviluppati <all'unisono>, se ne rischia la mostruosa deformazione, che enfatizza solo uno, o alcuni di essi, a scapito dell'integrale evoluzione del loro assieme.
Chi - ad esempio - porta la sua attenzione e meditazione ai centri <sotto il diaframma>, alla lunga diviene un individuo con funzioni e desideri sessuali accentuati in modo abnorme. Chi medita intensamente sul chakra del plesso solare espande e dilata a dismisura la sua emotivita' irrazionale.  Inoltre, vista la stretta interdipendenza fra il corpo fisico, il sistema ghiandolare e i centri, ben presto - oltre alle dissonanze energetiche -nasceranno disturbi evidenti della salute e dell'equilibrio psico-fisico. Indichiamo - con onesta' morale - che il breve escursus da noi fatto nell'argomento e' servito solo a dare una parziale - anche se equilibrata - visione della natura dei centri eterici.
Se il lettore ha ricevuto solo una sollecitazione del proprio intuito interiore verso l'importanza essenziale dei centri eterici, in lui, di conseguenza potra' comprendere l'importanza di un metodo come il Kriya Yoga, che si occupa - in modo perfetto ed esemplare - del risveglio dei centri e di kundalini. Con il Kriya Yoga l'uomo vive la diretta esperienza del Suono e del Colore, del rapporto tra materia e spirito, e diviene egli stesso centro planetario. Ecco, infatti, il dono che - alla fine dell'evoluzione - lo spirito liberato vede nascere in se'.
Egli scopre il proprio Suono, o Nome Occulto.
Egli scopre di essere lui medesimo un Centro della Coscienza di Dio - e non piu' di <possedere dei chakras>.
Egli ascolta il Suono da cui la propria Nota viene emessa.
Egli vede <faccia a faccia> Dio!

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di Guido Da Todi, adattamento di Alan Perz

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