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 Sonno polifasico: il riposo delle grandi menti?
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Inserito il - 01/08/2022 : 10:05:46  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sonno polifasico: il riposo delle grandi menti?

Leonardo Da Vinci era noto perché riposava in modo molto particolare: faceva sonnellini di 20 minuti ogni 4 ore, in questo modo riusciva a essere più produttivo. Oggi conosciamo questo tipo di sonno come polifasico e sappiamo che ha precise conseguenze.

Per molti il sonno polifasico è proprio delle grandi menti, delle figure più creative. Sappiamo, ad esempio, che Nikola Tesla dormiva tra la mezzanotte e le due del mattino; durante il giorno si concedeva un pisolino.

Albert Einstein, d’altra parte, dormiva qualche ora in più la notte e poi faceva brevi pennichelle durante il giorno. L’elenco è più lungo di quanto pensiamo: Mozart, Voltaire, Balzac, Thomas Edison, Winston Churchill, Sigmund Freud.

Il riposo frammentato distribuito nell’arco della giornata è visto ancora oggi come una strategia per essere più produttivi. Verificare che le menti più brillanti del passato lo trovassero utile è una ragione sufficiente per molti per includerlo nelle loro routine.

Tuttavia, è salutare? Quali conseguenze ha per la salute sostituire il sonno monofasico con quello polifasico? Dormire otto ore consecutive per poi sostituire questa abitudine con un riposo non uniforme potrebbe non essere una buona idea. Vediamo perché.

Sonno polifasico: cos’è, tipi e possibili conseguenze

Lo scopo del sonno polifasico è ottenere una veglia più lunga e un sonno più breve e concentrato in brevi lassi di tempo. È chiaro che non tutti potremmo adottare questo schema di riposo, poiché è comune mettersi a letto e immergersi in un profondo universo onirico che rimane costante per 6 o 7 ore consecutive.

Pur così, non mancano quelle menti irrequiete e iperattive che considerano il sonno una perdita di tempo. Perché trascorrere così tante ore a dormire quando potremmo fare altro? Questa è un altro obiettivo del sonno polifasico: ottenere prestazioni più elevate alterando i cicli sonno-veglia.

Benjamin Franklin era solito dire che “Andare a letto presto e alzarsi presto fanno l’uomo sano, ricco e saggio”. Potrebbe essere vero, ma il famoso politico, inventore e scienziato trascurava un piccolo dettaglio: chi dorme poco si sveglia stanco e ha maggiori probabilità di ammalarsi.

Sonno monofasico, bifasico e polifasico

Sappiamo che non tutti hanno le stesse abitudini in fatto di riposo. C’è chi dorme in modo intermittente, c’è chi si sveglia più volte durante la notte e chi concentra le ore di riposo in un preciso momento della giornata.

Non è un caso, di fatto, che gli esperti di igiene del sonno distinguono tra diversi stili e tipi. Nello specifico presentano tre gruppi:

Monofasico. Prevede uno schema normale e mantenuto per 6 o 9 ore consecutive.
Bifasico. Familiare ai più, consiste nel dormire tra le 4 e le 6 ore ogni notte per poi completare le ore mancanti con un pisolino diurno.
Il sonno polifasico, invece, definisce una pratica in cui la persona può riposare dalle 4 alle 6 volte al giorno in periodi più brevi e mai superiori alle 3 ore.

Tipi di sonno polifasico

Leonardo Da Vinci, Einstein, Sigmund Freud… Il sonno polifasico accomuna questi personaggi sebbene in modo diverso. Il motivo di ciò è che esistono diversi tipi:

Everyman: definisce l’abitudine di dormire 3 ore la notte a cui si aggiungono tre sonnellini da 20 minuti durante il giorno.
Uberman: si dorme solo 3 ore sotto forma di sei sonnellini di 30 minuti.
Dymaxion: è il sonno polifasico più estremo. Consiste nel dormire solo 2 ore al giorno sotto forma di sonnellini di 30 minuti ogni 6 ore.

A quale scopo adottare il sonno polifasico?

Riposare come descritte potrebbe risultare allettante per molti. Dopotutto, significa non solo frammentare il tempo di sonno, ma anche dormire meno.

I sostenitori del sonno polifasico affermano che migliora lo stile di vita e che aumenta la qualità del sonno rispetto alla quantità. In altre parole, non è negativo dormire meno se il riposo è profondo e ristoratore.

C’è chi lo adotta, inoltre, come filosofia di lavoro per essere più produttivo. Allo stesso modo, lo studio condotto presso l’Università di Ottawa dimostra che il sonno polifasico può essere positivo in marina.

In mare aperto può essere utile adottare tempi di riposo più brevi; in questo modo si migliorano anche le rotazioni nei turni di navigazione.

Fa bene alla salute?

Si tratta senz’altro del punto più importante: il famoso sonno polifasico è pericoloso per la salute? Elenchiamo a seguire alcuni punti che mostrano che può essere chiaramente dannoso per la salute:

Lo studio condotto dal dottor Claudio Stampi dimostra che abituarsi a dormire meno di 6 o 7 ore si traduce in mancanza di sonno accumulato, il che ha precise conseguenze. Il declino cognitivo è il più importante.
La privazione del sonno può rallentare i tempi di reazione, che possono provocare incidenti stradali.
Durante la notte il cervello svolge due tipi di attività elettrica: onde lente e fusi del sonno. Questi due fenomeni elettrici sono fondamentali per i processi di maturazione e il consolidamento dell’apprendimento.
D’altra parte, dormire meno provoca squilibri ormonali e metabolici che aumentano il rischio di malattie croniche come diabete e obesità.

Come ottenere il massimo dalle ore di sonno?

Mentre i sostenitori del sonno polifasico affermano che possiamo sfruttare al massimo le ore di luce diurna grazie a questo metodo, è importante fare molta attenzione se decidiamo di adottarlo.

Ebbene, in nessun caso dovremmo trascurare la salute del sonno. In caso contrario, ridurremmo notevolmente la nostra qualità di vita. A tal proposito, vi lasciamo con alcuni consigli per sfruttare al meglio le ore di riposo:

Ascoltare il corpo. Se riducendo le ore di riposo per raggiungere il sonno polifasico ci si sveglia più stanchi, si ha difficoltà a dormire oppure a concentrarsi, molto probabilmente non è indicato. In questo caso, si può provare a ridurre un paio di ore per notte e, se non funziona, recuperare la solita igiene del sonno.
Mangiare bene. La dieta influenza in modo significativo diversi aspetti della vita, sonno incluso. In tal senso, oltre a evitare le bevande contenenti caffeina, è importante evitare cibi che provocano sonnolenza (come cioccolato, noci, carne rossa), almeno qualche ora prima di andare a letto.
Adattare l’ambiente per dormire meglio. Che sia di giorno o di notte, l’ideale è godere di un ambiente privo di rumori molesti, luce e con una temperatura moderata.

A volte il tentativo di essere più produttivi o di sfruttare le ore notturne come palcoscenico per la creatività può avere gravi conseguenze. Dormire meno come abitudine di vita si traduce in una qualità di vita e una salute peggiore.

Bibliografia

Stampi, Claudio (1998)The Effects of Polyphasic and Ultrashort Sleep Schedules, Acta Psychol 27: 436–442
Stampi, Claudio (1989) Polyphasic sleep strategies improve prolonged sustained performance: A field study on 99 sailors, Work & Stress, 3:1, 41-55, DOI: 10.1080/02678378908256879
Miró E, Cano M, Buela G. Sueño y calidad de vida. Revista Colombiana de Psicología. 2005; 14: 11-27.

https://www.redalyc.org/pdf/804/80401401.pdf

https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-1-4757-2210-9_10

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/02678378908256879

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