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 Il disturbo bipolare: tipi e trattamenti
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Inserito il - 03/11/2020 : 09:55:17  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Il disturbo bipolare: tipi e trattamenti

Il disturbo bipolare è una delle malattie mentali più diffuse, nonché una delle più gravi. Ne esistono di diversi tipi, e ciascuno rappresenta una sfida per chi ne soffre e per i suoi cari.

Il disturbo bipolare delinea una realtà mentale di forte impatto per chi ne soffre e per chi assiste la persona. Si tratta di una condizione psicologica che oscilla tra la depressione e le fasi maniacali. Così, una persona può passare dall’intensa euforia a un’eccessiva fiducia, fino a un profondo sconforto, fatto di angoscia e negatività.

Ogni giorno sentiamo spesso espressioni come “questa persona è alquanto bipolare” oppure “oggi non è la mia giornata, mi sento un po’ bipolare”. Usiamo con leggerezza determinate espressioni per rappresentare l’oscillazione dello stato d’animo umano. Sebbene le emozioni altalenanti siano piuttosto comuni, chi è affetto da questa condizione medica conduce un’esistenza dura e complessa.

Non esistono due persone con un disturbo bipolare uguale. Ogni caso è a sé. C’è chi segue con successo un percorso di terapia e vive normalmente. Altre persone, invece, adottano condotte rischiose, non seguono le linee guida mediche e non riescono ad avere un controllo adeguato della loro vita sociale, personale e lavorativa.

I 5 tipi di disturbo bipolare

Il disturbo bipolare è una malattia mentale piuttosto comune, oltre che tra le più gravi. Sappiamo che ha un’incidenza sulla popolazione mondiale pari al 3-5% e che, nonostante sia più comune tra la popolazione adulta, può anche sorgere prematuramente, durante l’infanzia.

Si tratta di un disturbo che dura per anni, che può essere assente per qualche tempo, ma che torna anche dopo brevi periodi.

Ognuno sperimenta questo disturbo in maniera diversa. Alcuni soffrono di depressione grave, con lievi episodi di euforia. Altri soffrono di episodi maniacali a maggiore intensità e impatto. C’è chi resta bloccato per mesi nella stessa condizione, mentre alcuni alternano questi cicli piuttosto spesso.

Davanti a una situazione del genere, non solo c’è bisogno quanto prima di una diagnosi, ma è anche importante definire il tipo di disturbo bipolare. Ne parliamo a seguire.

Disturbi ciclotimici

La ciclotimia è la forma più lieve di disturbo bipolare. Di solito compare per la prima volta durante l’adolescenza, il che rende difficile la sua diagnosi a causa degli sbalzi emotivi propri di questa età.

In questi casi, tuttavia, si presentano spesso situazioni che la famiglia non è in grado di gestire. Per esempio:

Disturbi dello stato d’animo, e il soggetto ne è consapevole.
Episodi di lieve depressione (malinconia, tristezza, irascibilità, disturbi del sonno e dell’alimentazione…).
Fasi di euforia, iperattività o eccitazione non troppo intensa, ovvero ipomania.
Le emozioni, i comportamenti e lo stato d’animo possono stabilizzarsi e riequilibrarsi per diversi mesi. Prima o poi, però, insorge la depressione oppure una condotta di rischio, di sfiducia, ecc.
Il contesto familiare nota il carattere molto difficile della persona, con scatti di ira piuttosto evidenti.

Disturbo bipolare di tipo I

Tra i diversi tipi di disturbo bipolare, questo viene diagnosticato quando la fase maniacale si mantiene per oltre una settimana ed è accompagnata da episodi psicotici. Sono situazioni particolarmente gravi in cui si rende necessario il ricovero.

Non molto tempo fa questa forma di disturbo bipolare era nota come psicosi maniaco-depressiva. Sono evidenti gli episodi maniacali in cui la persona mostra condotte violente che possono persino mettere a rischio la vita (suicidio).
Il disturbo bipolare di tipo I può andare da lieve a debilitante. Nei casi più gravi, la persona non è autonoma (studio, lavoro, finanze, ecc).

Il disturbo bipolare di tipo II

Si presenta la versione più lieve della mania, ovvero l’ipomania. Di contro, sono molto più comuni gli episodi di depressione maggiore. Per la diagnosi si applicheranno le seguenti linee guida:

Aver avuto almeno un episodio ipomaniacale e più di un episodio di depressione maggiore.
Comparsa di disturbi del sonno: insonnia o sonno in eccesso (iperinsonnia).
Forte stanchezza.
Pianto inspiegabile.
Idee suicide.
Bassa autostima e bassa motivazione.

Il disturbo bipolare a ciclo rapido

Si parla di ciclo rapido quando in media si presentano quattro episodi in un anno. Possono essere di depressione, depressione mista, maniacali o ipomaniacali.

La persona con disturbo bipolare di tipo 1 o di tipo 2 può andar incontro a un ciclo rapido. Non è tuttavia molto frequente, di fatto interessa solo il 10% dei casi.

Disturbo bipolare dovuto ad altri quadri clinici o ad abuso di stupefacenti

È il disturbo bipolare di tipo non specifico. Cosa significa? Non presenta uno schema specifico come quelli descritti. Ciononostante, la persona rientra nel quadro diagnostico per via degli sbalzi d’animo, la sua storia clinica e la sua condotta.

Le manifestazioni proprie di questo gruppo hanno due origini: una malattia soggiacente (come una forma di schizofrenia) oppure la dipendenza di determinate sostanze.

Conclusioni

I diversi tipi di disturbo bipolare definiscono situazioni diverse, ma sempre gravi. Un trattamento efficace consente di tenere sotto controllo i bruschi sbalzi d’umore. Ciò permette al paziente di godere di una migliore qualità della vita.

Al tempo stesso, il sostegno psicologico può insegnare a sviluppare nuove abilità e anche a migliorare i rapporti, le abilità professionali, familiari, ecc. L’intervento medico e psicologico offre indipendenza e un buon grado di soddisfazione.

Bibliografia

Connolly, Kevin R.; Thase, Michael E. (2011). «The Clinical Management of Bipolar Disorder: A Review of Evidence-Based Guidelines» [El manejo clínico del trastorno bipolar: una revisión de guías clínicas basadas en la evidencia]. Prim Care Companion CNS Disord.
Harrington R. (2005). Affective disorders. Child and Adolescent Psychiatry. 4th ed. Oxford: Blackwel Publising.
Hilty, D.M., Leamon, M.H., Lim, R.F., Kelly, R.H. y Hales, R.E. (2006). A Review of Bipolar Disorder in Adults. Psychiatry (Edgmont), 3(9), 43-55.
Phillips, M.L. y Kupfer, D.J. (2013). Bipolar Disorder Diagnosis: Challenges and Future Directions. Lancet, 381(9878), 1663-1671
Rowland, T. y Marwaha, S. (2018). Epidemiology and Risk Factors for Bipolar Disorders. Therapeutic Advances in Psychopharmacology, 8(9), 251-269.

https://www.msdmanuals.com/it-it/professionale/disturbi-psichiatrici/disturbi-dell-umore/disturbi-depressivi


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