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Inserito il - 09/10/2020 : 10:21:02  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Sviluppo sensoriale: i sensi dell'essere umano

Lo sviluppo sensoriale nell'essere umano non ha inizio con la nascita. Ancor prima di venire al mondo, inizia una sorprendente evoluzione all'interno dell'utero materno.

Lo sviluppo sensoriale di ogni essere umano ha inizio durante le 40 settimane trascorse nell’utero materno. Il feto non si sviluppa solo fisicamente affinché le sue funzioni siano regolari dopo la nascita, ma avverte anche il mondo che lo circonda sin dall’inizio della gestazione.

Questo sorprendente sviluppo sensoriale fa parte dell’attaccamento precoce del neonato alla madre e l’utero è senza dubbio l’ambiente ideale per la crescita del feto.

Lo sviluppo sensoriale durante la gravidanza ha un forte impatto sulla formazione del cervello. In questo articolo spieghiamo quali sensi sviluppa per primi il feto, riportando alcuni dati interessanti a supporto.

Fasi dello sviluppo sensoriale

1. Il tatto

Il tatto è il primo senso che prende forma; inizia a svilupparsi intorno all’ottava settimana di gestazione. Coincide con lo sviluppo dei recettori sensoriali del viso, in particolare sulle labbra e sul naso.

Nei mesi successivi, i recettori tattili iniziano a essere presenti anche in altre aree del corpo, come sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi, intorno alla dodicesima settimana, e poi sull’addome, intorno alla diciassettesima settimana.

Verso la dodicesima settimana il feto può avvertire sensazioni tattili lungo tutto il corpo. Ciò fatta eccezione per la parte superiore della testa, che rimane insensibile fino alla nascita.

Gli scanner cerebrali suggeriscono tuttavia che il feto non proverebbe dolore nelle prime 30 settimane. Proprio in questa fase le vie neuronali somatosensoriali completano il loro sviluppo. Eppure, a metà del terzo trimestre, il neonato è già in grado di percepire una vasta gamma di sensazioni tra le quali caldo, freddo o pressione.

2. I sensi del gusto e dell’olfatto

Il gusto e l’olfatto sono sensi strettamente correlati; il gusto, di fatto, in realtà è per il 90% fatto di odori. È stato dimostrato che alcuni sapori, come la vaniglia, la carota, l’aglio, l’anice o la menta, vengono trasmessi attraverso il liquido amniotico.

Il gusto

Le papille gustative del feto iniziano a svilupparsi intorno all’ottava settimana. Dalla tredicesima alla quindicesima settimana, presenta già papille gustative simili a quelle degli adulti. Qualsiasi cibo ingerito dalla donna incinta si mescolerà al liquido amniotico consumato dal nascituro.

L’olfatto

Il senso dell’olfatto va di pari passo a quello del gusto. Dal giorno della nascita, il neonato può riconoscere la madre dal solo odore, soprattutto grazie all’odore emanato dal latte materno.

Se subito dopo la nascita il neonato venisse appoggiato sulla madre, autonomamente si arrampicherebbe sul petto della donna guidato dall’odore del colostro, fino a raggiungere il capezzolo. Stiamo parlando del fenomeno noto come attaccamento al seno.

3. sviluppo sensoriale dell’udito

Il sistema uditivo termina il suo sviluppo alla ventesima settimana di gestazione. Alla ventitreesima settimana il feto può reagire ai forti rumori.

Una volta nato è capace di riconoscere le voci dei membri della famiglia che aveva già ascoltato mentre era nell’utero. I neonati con un udito normale sobbalzano in presenza di forti rumori; inoltre, sembrano preferire le voci più acute, come quella della madre, alle voci più gravi, ovvero quella del padre.

Uno studio del 2014 sui neonati prematuri ha evidenziato che riprodurre una registrazione della voce materna durante la suzione di un ciuccio è sufficiente per sviluppare migliori capacità di alimentazione autonoma e ridurre le tempistiche di permanenza in ospedale.

La voce della madre calma il neonato in situazioni di stress, abbassa i livelli di cortisolo, ormone dello stress, e aumenta quelli di ossitocina, ormone del legame affettivo.

4. Vista

Sebbene all’interno dell’utero regni il buio, la pelle umana permette il passaggio della luce. I ricercatori hanno dimostrato che il feto ha circa il doppio delle probabilità di tracciare i movimenti degli insiemi di punti che ricordano il volto umano. Lo stesso schema è stato osservato nei neonati.

Questo indica che la preferenza per i volti umani può essere innata e non è semplicemente il risultato delle esperienze successive alla nascita. Oltre a ciò, conferma che il feto risponde attivamente agli stimoli esterni, molto prima di entrarvi in contatto.

Le vista del neonato

Un neonato è fortemente miope: riesce a vedere solo a una distanza che varia dai 20 ai 30 centimetri dal suo viso. A ciò si aggiunge che i neonati non vedono e non riconoscono i colori come li vediamo noi adulti. Per quanto riguarda le forme, non le distinguono fino ai sei mesi.

Gli occhi dei neonati sono vulnerabili alle luci forti, per cui tendono a chiuderli invece di guardare la luce. A un mese di età, il neonato inizia a percepire i colori, ma spesso preferisce guardare i giocattoli e gli oggetti in bianco e nero.

Intorno al settimo mese, la vista del neonato è completa; il piccolo ha sviluppato la coordinazione mano-occhio e la percezione della profondità al punto da poter afferrare i giocattoli che non si trovano a portata di mano. La messa a fuoco migliorerà nel giro dei successivi due o tre anni, di pari passo con lo sviluppo degli occhi, che vedranno più chiaramente.

Sviluppo sensoriale dopo la nascita

Le evidenze che provano un precoce sviluppo dei sensi già all’interno dell’utero lasciano pensare che sia possibile stimolare il feto. Potremmo farlo cambiando elementi quali gli alimenti ingeriti dalla madre o la scelta di precisi bradi di musica d’ambiente.

Eppure, buona parte dello sviluppo sensoriale del neonato si completa dopo la nascita. A questo proposito, la maggiore stimolazione dei sensi potrà avvenire a seguito della nascita, ovvero quando saranno accompagnati dallo sviluppo cognitivo.

https://www.focus.it/scienza/scienze/i-bambini-ci-ascoltanoanche-prima-di-nascere

da lista mente

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