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 Acne: chiave di lettura dal punto di vista PNEI
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Inserito il - 14/09/2020 : 09:49:41  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Acne: una chiave di lettura dal punto di vista della PNEI

Medicina Integrata

>> https://bit.ly/3eE4ire

L’acne può presentarsi con pelle grassa, papule, pustole, noduli, cisti o comedoni: ma qual è il suo significato in chiave PNEI?

Antonio Del Sorbo - 12/09/2020

Questo articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 73.

L’acne è un’infiammazione dell’unità pilosebacea, e può manifestarsi in qualsiasi fascia d’età, dal neonato all’adulto. Essendo più frequente tra gli adolescenti viene spesso ricordata con espressioni popolari come acne giovanile o sfogo di gioventù. Sulla cute dell’adolescente possono presentarsi svariate manifestazioni cutanee (papule, pustole, noduli, cisti, comedoni) dando luogo ad altrettante varianti cliniche (acne comedonica, acne papulopustolosa, acne nodulocistica). Esse possono a volte ripresentarsi per diversi mesi nonostante le visite mediche e le terapie appropriate.

Come si presenta l’acne?

Le aree maggiormente interessate sono i distretti cutanei più seborroici, in particolare il viso e il tronco. La cute dell’adolescente con acne si presenta untuosa e lucida soprattutto a livello del naso. Anche i capelli appaiono untuosi e hanno un caratteristico odore rancido. La seborrea si associa a ipercheratosi follicolare (l'inspessimento della cute che riveste il bulbo pilifero), mentre il Cutibacterium acnes, un batterio innocuo presente sulla pelle di tutti, libera dal sebo in eccesso acidi grassi ad azione irritante che alimentano l’infiammazione. La maggior parte dei farmaci antiacne serve a interrompere questo circolo vizioso.

Cutibacterium acnes è un batterio commensale gram positivo normalmente presente sulla pelle di chiunque, soprattutto su cute seborroica, e quindi fa parte del normale microbiota cutaneo, noto anche come dermobiota. In ambiente seborroico questo microrganismo secerne enzimi lipolitici, acidi grassi irritanti, citochine e tossine proinfiammatorie che contribuiscono alla flogosi (infiammazione) cutanea. Attualmente se ne conoscono diversi sottotipi e nel corso della storia è stato classificato con diversi nomi: Corynebacterium acnes, Propionibacterium acnes, e da qualche anno Cutibacterium acnes. Attualmente si tende a considerare questo batterio non come una causa dell’acne, ma come sua diretta conseguenza.

Nelle adolescenti l’acne può a volte associarsi a momentanei squilibri ormonali (iperandrogenismo) da approfondire con appositi esami (ecografia ovarica, dosaggio ormonale) e una visita endocrinologica. La terapia dell’acne prevede l’uso di farmaci per uso topico (nelle forme lievi) e sistemico (forme moderate e gravi) a seconda della variante clinica. Nella genesi dell’acne intervengono diversi altri fattori come quelli genetici (famiglie con acne), ormonali (ovaio policistico) ed emozionali. Infatti la parola emozione deriva dal latino: “ex-movere” che significa letteralmente “buttare fuori”.

La componente emozionale

Per indicare la componente emozionale viene spesso utilizzato il termine “stress”, espressione corretta ma troppo generica, anche perché dalla mattina alla sera siamo tutti più o meno sotto stress, eppure non sviluppiamo manifestazioni cutanee, tranne che in situazioni davvero eccezionali.

Se lo stress quotidiano fosse realmente la causa delle problematiche cutanee, ne saremmo affetti tutti, nessuno escluso. Saremmo tutti un atlante vivente di dermatologia.

Ma un conto è la vita frenetica di tutti i giorni alla quale in qualche modo riusciamo ad adattarci, e ben altra cosa sono quei cambiamenti cruciali della nostra vita in grado di mobilitare in via riflessa fiumi di citochine, neurormoni e neurotrasmettitori, in grado di agire sugli organi del corpo umano che possiedono i recettori per tali segnali...

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Scienza e Conoscenza n. 73 - Luglio/Settembre 2020 — Rivista >> https://bit.ly/3eE4ire
Nuove scienze, Medicina Integrata
Autori Vari
www.macrolibrarsi.it/libri/__scienza-conoscenza-n-73-luglio-settembre-2020.php?pn=1567

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