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 Feedback: usiamolo per motivare
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Inserito il - 12/10/2018 : 10:19:01  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Feedback: usiamolo per motivare

Il feedback è più di un riscontro che riceviamo in merito al lavoro svolto. Il suo scopo è (o dovrebbe essere) aiutare a migliorare, stimolare in modo concreto la motivazione. Si tratta di un’arte, un’abilità indispensabile in qualunque settore: educazione, lavoro, relazioni sociali.

L’uso di un termine inglese probabilmente darà fastidio a più di un lettore. I prestiti linguistici sono piuttosto comuni in psicologia e in casi come questo risultano particolarmente utili perché sono carichi di significato. Vediamo in questo articolo perché dare un feedback è un’utile strategia per favorire il miglioramento.

“Tutti abbiamo bisogno di persone che ci offrano un feedback adeguato. È l’unico modo in cui possiamo migliorare”
-Bill Gates-

Feedback significa informare e motivare, ma anche desiderio di migliorare, impulso ad apprendere. È energia e comunicazione: il desiderio sincero di offrire uno strumento per il miglioramento. C’è qualcosa di indubbiamente bello in questa parola, è l’essenza della crescita come essere umano, la motivazione che ognuno vorrebbe riceve da chi lavora o vive con noi.

Feedback,l’arte dell’assertività

Gli esperti in psicologia motivazionale sanno che poche cose possono essere più dannose di un feedback dato male. Gli effetti di un rinforzo negativo, incompleto o inutile possono essere disastrosi. Lo sa, ad esempio, la classe di un insegnante poco preparato in tal senso, i dipendenti di un’azienda con un leader inefficace; lo abbiamo sperimentato noi stessi nelle nostre relazioni affettive.

Il feedback, infatti, è innanzitutto una competenza. Indica la capacità di raccogliere informazioni su un soggetto ed elaborare un commento in modo che questi lo riceva in modo propositivo e sia per lui fonte di ispirazione.

Vediamo questo concetto più in dettaglio.

Che cos’è il feedback?

Il feedback è un fenomeno che avviene nel processo di comunicazione.
L’emittente fornisce al destinatario un’opinione obiettiva riguardo alle sue prestazioni, al suo comportamento o a un compito specifico.
Il feedback non dovrebbe limitarsi a informare. Lo scopo è quello di stimolare il miglioramento, ispirare e motivare.
Deve indicare errori e punti deboli, ma anche punti di forza, e concentrarsi sul progresso offrendo strumenti o consigli che possano aiutare o permettere di migliorare.
L’idea centrale è la seguente: comunicare a una persona ciò che sta facendo bene, ma allo stesso tempo individuare in quali punti potrebbe migliorare o eccellere.
La comunicazione deve essere sempre assertiva, rispettosa ed empatica.

Che cosa NON è il feedback?

Il feedback non deve essere fornito solo per mostrare al destinatario cosa ha sbagliato.
Se ci si limita a correggere o a mettere in evidenza gli errori, si lascia un’impronta negativa. In questo caso possono succedere due inconvenienti: il destinatario si blocca oppure si rifiuta di ascoltare. In entrambi i casi il risultato è lo stesso: non si progredisce.
D’altra parte, il solo rinforzo positivo non è sinonimo di feedback. Dire a un bambino che fa le cose bene, in modo ripetitivo e senza aggiungere nuove informazioni, non gli permette di raggiungere quella zona di sviluppo prossimale di cui parlava Vygotsky.
Se a una persona diamo un suggerimento per migliorare, incoraggiandola ad avere fiducia in sé, miglioriamo il suo potenziale e le sue capacità di compiere uno sforzo.

Come si fornisce un buon feedback?

Un buon feedback deve avere come risultato un aspetto essenziale: progredire, avanzare, migliorare. Ottenere questo effetto magico in un gruppo di lavoro, in una classe di bambini, in famiglia o nella coppia, richiede strategie adeguate. Vediamone alcune:

Può essere una buona idea raccogliere prove concrete che confermino quanto stiamo per comunicare. Non basta dire “questo lo hai fatto bene o lo hai fatto male”. Occorre essere rigorosi e precisi sul messaggio che vogliamo trasmettere.
Bisogna tenere conto del proprio stato d’animo quanto si sta per fornire un feedback. L’obiettivo, come abbiamo detto, è incoraggiare e correggere in modo positivo. Se siete di cattivo umore o sentite poco entusiasmo, meglio aspettare un momento migliore.
Utile anche la “strategia del sandwich”. Per prima cosa mettiamo in luce le qualità della persona, dopo comunichiamo cosa non sta facendo bene e, infine, offriamo strategie di miglioramento.
Quando si offre un riscontro alcune parole sono vietate: sempre, mai, però. Non sono utili e possono creare disagio o contraddizione.
Siate molto specifici, diretti e assertivi.

Vi sarà senz’altro venuta in mente più di una situazione in cui qualcuno vi ha offerto un buon o cattivo feedback. Si tratta di una competenza che, per quanto tipica della sfera lavorativa, presenta infiniti scenari. Usarla in modo costruttivo per permettere a chi la riceve di imparare o di aprirsi a nuovi punti di vista è un’abilità che vale la pena di approfondire.

da lista mente

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