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Inserito il - 11/12/2003 : 14:05:15
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Vertice di Ginevra: l'IT è la chiave per lo sviluppo mondiale
La tecnologia come fattore abilitante per diffondere le informazioni a livello mondiale e facilitare così lo sviluppo dei paesi. Questo l'argomento attorno cui ruota il vertice che si tiene in questi giorni a Ginevra
di Raffaella Festari Virgilio Tecnologia http://tech.virgilio.it/
10 dicembre 2003
La tecnologia come fattore abilitante che facilita lo sviluppo delle società mondiali. Questo il tema alla base della dichiarazione di intenti stilata il 9 dicembre dai partecipanti al World Summit on the Information Society (WSIS) http://www.itu.int/home/index.html , ovvero il vertice mondiale sulla società dell'informazione, la cui prima parte inizia oggi a Ginevra e si concluderà venerdì. La seconda parte avrà luogo a Tunisi dal 16 al 18 novembre 2005. Si tratta di una conferenza ONU organizzata dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) di importanza fondamentale per lo sviluppo della società dell'informazione e della conoscenza, che riunisce a Ginevra più di 4500 delegati di 174 Stati, 5000 membri di 663 ONG, 630 rappresentanti di 111 aziende private e gli inviati di 72 organizzazioni internazionali.
Ha aperto il vertice il presidente della confederazione Pascal Couchepin, seguito dal segretario generale dell'ONU Kofi Annan. Entrambi hanno lanciato un appello ai governi, affinché si impegnino a diminuire il divario digitale. Annan ha espresso la speranza che la comunità internazionale tragga maggiormente vantaggio dalle tecnologie dell'informazione, che possono contribuire a migliorare la vita di tutti gli abitanti del pianeta. Il segretario generale ha sottolineato che la libertà d'opinione e d'espressione è fondamentale per lo sviluppo, sia della democrazia, sia della pace. "Le disparità non scompariranno da sole: spetta ai dirigenti riuniti a Ginevra dimostrare la volontà politica necessaria", ha dichiarato Annan.
Articolata la dichiarazione di principi. Al primo punto si dichiara l'intenzione di costruire una società dell'informazione incentrata sulle persone e che permetta ai singoli individui e alle comunità di raggiungere il loro pieno potenziale nel promuovere lo sviluppo sostenibile e nel migliorare la qualità della vita. Dal secondo punto in poi si illustra la volontà di promuovere l'Information Technology quale strumento fondamentale per garantire questi principi e promuoverne lo sviluppo. In sostanza, proprio tramite il diffondersi delle informazioni facilitato dagli strumenti forniti dall'Information Technology, sarà possibile promuovere obiettivi di sviluppo quali l'estirpazione della povertà e della fame, il raggiungimento dell'educazione primaria universale, dell'uguaglianza fra gli uomini e di un ruolo sempre più importante delle donne, la riduzione della mortalità infantile, l'aumento della salute delle madri, la lotta contro l'AIDS, la malaria e altre malattie, e molti altri obiettivi elencati nella Millennium Declaration. All'articolo 9 si ribadisce l'importanza fondamentale dell'ICT, che deve essere visto non come fine ultimo, ma come strumento che deve essere utilizzato per raggiungere altri scopi.
Più di 60 gli articoli elencati nella dichiarazione di principi del summit, che, partendo dai punti fondamentali che si rifanno ai diritti umani, arrivano ad affermare che tutti gli individui hanno diritto di trarre beneficio dalle opportunità che può offrire l'ICT. Per assicurare questo, si deve collaborare per aumentare l'accesso alle infrastrutture e alle tecnologie IT, all'informazione e alla conoscenza; aumentare la fiducia e la sicurezza nell'utilizzo delle infrastrutture informatiche; creare un ambiente abilitante a tutti i livelli; rispettare le diversità culturali; riconoscere il ruolo dei media; indirizzare la dimensione etica della società dell'informazione e infine incoraggiare la cooperazione internazionale. Questi sono, secondo gli autori della dichiarazione, i principi chiave per costruire una società dell'informazione accessibile a tutti. Ovviamente è fondamentale, nel quadro fin qui delineato, il ruolo dei Governi e delle infrastrutture.
Come in ogni vertice che si rispetti, non mancano le "contromanifestazioni". Il gruppo più attivo in questo senso è la comunità "Geneva03", formatasi da circa un anno, precisamente dall'European Social Forum di novembre 2002. E’ composta da membri di differente estrazione, che si rapportano in modi radicalmente differenti al WSIS: alcuni hanno preso parte al processo ufficiale di organizzazione del summit, altri no, alcuni si concentrano sulle questioni riguardanti la proprietà intellettuale, altri si focalizzano sulla battaglia per la libertà del movimento e di comunicazione. Tutti, comunque, sono uniti dall'opinione comune che visioni e approcci alternativi sono necessari a Ginevra durante il WSIS.
Geneva03 ha organizzato prima e durante il vertice tre eventi: il "polimedia lab", che fornisce spazio e risorse per workshop e produttori media indipendenti; una conferenza di due giorni (il 9 e il 10) fatta da discussioni aperte, seminari e presentazioni; l'High Noon, una maratona di filmati che hanno come soggetto gli attivisti media indipendenti e i progetti di community media sorti in giro per il mondo. Maggiori informazioni e dettagli aggiornati sulle attività della comunità sono disponibili sul sito geneva03.net.
Partecipa al summit anche la Free Software Foundation (FSF) Europe, "assieme ad altri rappresentanti della società civile" come si legge dal sito della FSF"per assicurarsi che i principi fondamentali dell'era digitale non siano determinati solo dall'industria dei media e dai governi e che i diritti umani non incontrino limiti di tipo tecnologico". Pare infatti che uno dei maggiori timori della comunità dell'informazione sia il predominio dei "grandi" dell'industria di settore, con una conseguente limitazione della libertà della rete e degli strumenti informatici in generale. Vedremo nei prossimi giorni quali saranno gli esiti raggiunti dalla tre giorni di Ginevra.
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