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 The Divine Cosmos: capitolo 4.2
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Inserito il - 01/08/2008 : 09:37:47  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
The Divine Cosmos: capitolo 4.2

di David Wilcock

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4.6 - TEOREMA DI BELL

Un¡¯altra anomalia recentemente scoperta ci mostra che esiste geometria a livello quantico ¨¨ il Teorema di Ineguaglianza di Bell. In questo caso, due fotoni vengono rilasciati in direzioni opposte. Ogni fotone viene emesso da uno gruppo di atomi separato che viene eccitato. Entrambi i gruppi atomici sono composti da atomi identici, ed entrambi decadono allo stessa velocit¨¤. Questo permette che ¡°una coppia¡± di fotoni con le stesse qualit¨¤ energetiche vengano rilasciati in direzioni opposte contemporaneamente. Entrambi i fotoni vengono passati attraverso filtri di polarizzazione come gli specchi, che dovrebbero teoricamente cambiare la loro direzione di movimento. Naturalmente se si ha uno specchio con un¡¯angolazione di 45¡ã dovremmo aspettarci che il fotone compia una deviazione angolare differente da quella che compirebbe un altro fotone che venisse riflesso da uno specchio posto con un¡¯angolazione di 30¡ã.

Invece, in realt¨¤ quando viene eseguito questo esperimento, i fotoni compiono esattamente la stessa deviazioje angolare nello stesso istante, indipendentemente dalle differenze di angolazione degli specchi!

Il grado di precisione che ¨¨ stato apportato a questo esperimento ¨¨ sbalorditivo, come illustra la seguente citazione dalle pagine 142 e 143 del libro del dott. Milo Wolff:

Il pi¨´ recente esperimento di Aspect, Dalibard e Roger ha utilizzato interruttori ottico-acustici alla frequenza di 50Mhz che variavano l¡¯assetto dei polarizzatori durante il volo dei fotoni, per eliminare completamente ogni possibilit¨¤ di effetti locali di un rivelatore sull¡¯altro¡­

Il Teorema di Bell e i risultati sperimentali implicano che parti dell¡¯universo sono connesse in modo intimo (e perci¨° non ovvio per noi) e queste connessioni sono fondamentali (la teoria dei quanti ¨¨ fondamentale). Come possiamo comprenderli? Il problema ¨¨ stato analizzato a fondo (Wheeler & Zurek 1983, d¡¯Espagnat 1983, Herbert 1985, Stapp 1982, Bohm & Hiley 1984, Pagels 1982, e altri) senza soluzione. Quegli autori tendono ad essere d¡¯accordo sulla seguente descrizione delle connessioni non-locali:

Collegano eventi in luoghi separati in assenza di campi o materia conosciuti.

Non diminuiscono con la distanza; un milione di miglia vale quanto un centimetro.

Pare che agiscano a velocit¨¤ pi¨´ alte di quella della luce.

Chiaramente, all¡¯interno della struttura della scienza, questo ¨¨ un fenomeno sconcertante.

Ci¨° che ci mostra il Teorema di Bell ¨¨ che i ¡°fotoni¡± energeticamente appaiati in realt¨¤ sono uniti insieme da una singola forza geometrica, come il tetraedro, che continua ad espandersi ad una grandezza maggiore non appena i fotoni si separano. I fotoni continueranno a mantenere la stessa posizione di fase angolare relativemente l¡¯uno all¡¯altro mentre la geometria che c¡¯¨¨ tra loro si espande.


4.7 - L¡¯ONDA ELETTROMAGNETICA

Il nostro prossimo campo di investigazione ¨¨ la stessa onda elettromagnetica, dal momento che Einstein ha determinato che la materia ¨¨ fatta di energia elettromagnetica. Come molti di noi sono consapevoli, l¡¯onda elettromagnetica possiede due componenti: l¡¯onda elettrostatica e l¡¯onda magnetica, che si muovono insieme. In modo interessante, le due onde sono sempre perpendicolari l¡¯una all¡¯altra. Per visualizzare quello che avviene qui, Johnson ci chiede di prendere due matite di lunghezza uguale e tenerle perpendicolari l¡¯una all¡¯altra, utilizzando anche la lunghezza stessa della matita per [stabilire] la distanza che le deve separare:

Ora possiamo connettere ogni punta della matita superiore con ogni punta della matita inferiore. Quando facciamo questo, formeremo un oggetto a quattro facce composto di triangoli equilateri tra le due matite: otterremo un tetraedro. Potremmo seguire lo stesso procedimento con l¡¯onda elettromagnetica, tenendo l¡¯altezza totale dell¡¯onda elettrostatica o magnetica (che hanno entrambe la stessa altezza o ampiezza) come nostra lunghezza di base, come mostrato nella figura 4.7 per le matite. Qui nella figura 4.8, possiamo vedere come l¡¯onda elettromagnetica in realt¨¤ stia tracciando se stessa su un tetraedro ¡°nascosto¡± (potenziale) quando uniamo insieme le linee utilizzando lo stesso procedimento:

E¡¯ importante menzionare qui che questo mistero ¨¨ stato scoperto in continuazione da svariati pensatori, solo per essere dimenticato una volta ancora dalla scienza. Il lavoro del Ten.Col. Tom Bearden ha rigorosamente mostrato che James Clerk Maxwell sapeva che esisteva quando scrisse le sue equazioni ¡°quaternarie¡± complesse, ma poi Oliver Heaviside distorse il modello semplificandolo a quattro quaternarie semplici e rovin¨° il sotteso potenziale del tetraedro. Questo tetraedro nascosto fu anche visto da Walter Russell, e pi¨´ tardi da Buckminster Fuller. Johnson non era consapevole di nessuna di queste precedenti svolte decisive quando le scopr¨¬ egli stesso.


4.7 - LA ¡°EIGHTFOLD WAY¡± DI GELL-MANN

L¡¯enigma successivo ci viene quando studiamo le ¡°particelle¡± subatomiche chiamate ¡°quark¡±. Quando una struttura atomica viene improvvisamente frantumata, emersero brevi piste che volarono via dal normale schema di ¡°particella¡± a spirale in una camera a bolla, e furono nominati ¡°quark¡±. Questi ¡°quark dovrebbero scomparire molto rapidamente dopo essere stati rilasciati la prima volta. La geometria dei loro movimenti fu analizzata attentamente, dal momento che l¡¯unica cosa che si pu¨° realmente rilevare in un¡¯analisi a traccia di vapore sono differenti forme geometriche di movimento. Furono scoperti molte defferenti forme di ¡°quark¡±, ognuna con propriet¨¤ geometriche differenti, ingannevolmente chiamate come ¡°color¡±, ¡°charm¡± [¡°fascino¡±] e ¡°strangeness¡± [¡°stranezza¡±]. Murray Gell-Mann fu il primo a scoprire un modello unificato che mostrasse come tutte queste propriet¨¤ geometriche differenti fossero correlate, e lo chiam¨° ¡°Eightfold Way¡± [letteralmente ¡°sistema a otto pieghe¡±, N.d.T.] . La struttura geometrica unificata che vediamo ¨¨, sorprendentemente, un tetraedro:

Cosa stiamo vedendo, esattamente, qui? Ogni punto ¨¨ ovviamente un ¡°quark¡± differente. Johnson ci dice che i ¡°quark¡± vengono rilasciati quando il flusso di energia eterica del tetraedro all¡¯interno dell¡¯atomo viene improvvisamente frantumato. Per un breve istante, i frammenti di energia frantumata che vengono rilasciati continueranno a fluire con le stesse propriet¨¤ geometriche/rotatorie che avevano quando erano fuse nell¡¯atomo, ma in seguito si dissolveranno molto velocemente nell¡¯etere. Non si vedono necessariamente tutti i diversi tipi di ¡°quark¡± quando si frantuma un atomo, dal momento che l¡¯angolo col quale l¡¯atomo viene frantumato determina quanta parte della sua Unit¨¤ geometrica interna verr¨¤ rilasciata. Ecco perch¨¦ i quark devono essere diligentemente studiati in modo separato.In modo ancor pi¨´ interessante, nel modello di Gell-Mann esistono anche altre frequenze geometriche ¡°ripiegate¡± come il cubottaedro; questo tetraedro ¨¨ solo una delle tre differenti gerarchie che egli ha scoperto.

Ancora, la corrente scientifica principale vede la Eightfold Way di Gell-Mann come nient¡¯altro che una organizzazione geometrica conveniente, ma senza altro significato che quello. Nel seguente estratto, dott. Milo Wolff allude al fatto che la geometria potrebbe essere la soluzione per comprendere la struttura delle ¡°risonanze dello spazio nucleare¡± nel reame quantico, dalla pagina 198 del suo libro:

Un altro interessante problema con un risultato di valore ¨¨ vedere se si pu¨° trovare un modo per accordare le risonanze dello spazio nucleare con la spiegazione della teoria del gruppo dello zoo della particella nucleare. Uno dei nomi di quella teoria ¨¨ la Eightfold Way scoperta da Gell-Mann e Ne¡¯eman nel 1960. Essa usa astutamente i raggruppamenti geometrici delle varie particelle per determinare i loro parametri: rotazione, parit¨¤, numeri isotopi e numeri di stranezza. La teoria del gruppo non ha ancora rivelato una struttura fisica come del tipo della risonanza di spazio. Se c¡¯¨¨ una relazione ¨¨ logico aspettarsi che le soluzioni della equazione d¡¯onda SR abbia propriet¨¤ ortogonali che concordino con la Eight-fold Way. E¡¯ un aspetto interessante da tentare

Sorprendentemente, mentre stavamo terminando questa porzione di libro, fummo contattati dal dott. R.B. Duncan, il quale ha pubblicato un lavoro on-line molto dettagliato e meticoloso che spiega che la struttura dell¡¯atomo ¨¨ basata sulla teoria della geometria di gruppo che Wolff stava menzionando qui sopra. Duncan aveva lavorato su questo problema per trent¡¯anni della sua vita prima di pubblicare una soluzione!


4.8 - CHIARITI GLI ENIGMI DELLA ¡°ROTAZIONE¡± E DELLA TORSIONE

La prossima prova che dobbiamo prendere in considerazione ¨¨ la rotazione. I fisici hanno riconosciuto per molti anni fino ad oggi che le particelle d¡¯energia quando viaggiano ¡°ruotano¡±. Per esempio, sembra che ¡°gli elettroni¡± cuntinuino a fare giri rapidi di 180¡ã o ¡°mezze rotazioni¡± quando si muovono nell¡¯atomo. Si sono visti spesso i ¡°Quark¡± fare ¡°un terzo¡± o ¡°due terzi¡± di rotazione quando viaggiano, cosa che ha permesso a Gell-Mann di organizzare i loro movimenti nel tetraedro e in altre geometrie. Nessuno nella scienza ufficiale ha proposto una spiegazione veramente adeguata del perch¨¦ questo avvenga.

Il modello di Johnson mostra che la rotazione di 180¡ã delle nuvole di elettroni ¨¨ causata dal movimento dell¡¯ottaedro, come si vede nella figura 4.10. E¡¯ importante comprendere che il movimento di 180¡ã proviene in realt¨¤ da due giri di 90¡ã per ogni ottaedro. L¡¯ottaerdro deve ¡°slittare all¡¯indietro¡±, cio¨¨ 180¡ã, per rimanere nella stessa posizione nella matrice della geometria che lo circonda. Il tetraedro deve fare giri o 120¡ã (1/3 di rotazione) o 240¡ã (2/3 di rotazione) al fine di conservare la stessa posizione.Questo sar¨¤ spiegato in modo pi¨´ semplice nella sezione 4.9 qui sotto. (Altri teorici dell¡¯etere come Wolff, Crane, Ginzburg e Krasnoholovets hanno la loro personale spiegazione basata sul flusso fluido per il fenomeno del mezzo-giro).

Anche l¡¯enigma del movimento a spirale delle onde torsionali si spiega con il medesimo processo. Non importa dove ci si trova ¨¨ nell¡¯Universo, anche nello ¡°spazio vuoto¡±, l¡¯etere star¨¤ sempre pulsando in queste forme geometriche, formando una matrice. Perci¨°, ogni impulso di momento che viaggia attraverso quell¡¯etere dovr¨¤ tracciare un percorso attraverso le facce di questi ¡°cristalli fluidi¡± geometrici nell¡¯etere. Cos¨¬, il movimento a spirale delle onde torsionali ¨¨ causato dalla semplice geometria attraverso cui deve passare durante il suo spostamento.


4.9 - LA COSTANTE DELLA STRUTTURA FINE

Sebbene abbiamo lavorato duramente per rendere questa sezione semplice, la costante della struttura fine ¨¨ un problema pi¨´ difficile da visualizzare; cos¨¬ se questa sezione diventasse troppo difficile da leggere, potete anche saltare al sommario nella sezione 4.10 senza perdere niente del filo conduttore di questo libro. Abbiamo incluso questa sezione per coloro che volessero solamente vedere quanto lontano arriva il modello della ¡°matrice¡±. La costante della struttura fine ¨¨ un altro aspetto della fisica quantica di cui poche persone della corrente ufficiale hanno mai neanche sentito parlare, probabilmente dal momento che si tratta di un imbarazzo totalmente inspiegabile per la scienza ufficiale che aderisce ai modelli basati sulle particelle.

Immaginate ora che una nuvola elettronica sia come una palla di gomma flessibile, e ogni volta che un ¡°fotone¡± di energia viene assorbito o rilasciato, (noto come accoppiamento) la nuvola si stira e si flette come se avesse rimbalzato. La nuvola elettronica sar¨¤ sempre ¡°colpita¡± con una relazione fissa, esatta e proporzionale alla grandezza del fotone. Questo significa che se si hanno fotoni pi¨´ grandi si otterranno ¡°urti¡± pi¨´ grandi nella nuvola elettronica, e fotoni pi¨´ piccoli creano ¡°urti¡± pi¨´ piccoli nella nuvola elettronica. Questa relazione rimane costante, indipendentemente dalla grandezza. La costante della struttura fine ¨¨ un altro numero adimensionale come la costante di Planck, il che significa che si otterr¨¤ la stessa proporzione indipendentemente da quanto la si misura.

Questa costante ¨¨ stata continuamente studiata con analisi spettroscopiche, e il grande fisico Richard P. Feynman ha spiegato il mistero nel suo libro La Strana Teoria della Luce e della Materia [The Strange Theory of Light and Matter] (Dobbiamo qui ricordare ancora che la parola ¡°accoppiamento¡± significa semplicemente l¡¯unione o la separazione di un fotone e un elettrone:)

C¡¯¨¨ una questione pi¨´ profonda e bella associata con la costante di accoppiamento osservata e: l¡¯ampiezza di un elettrone reale per emettere o assorbire un reale fotone. E¡¯ un semplice numero che ¨¨ stato determinato sperimentalmente in approssimativamente 0,08542455. I miei amici fisici non riconosceranno questo numero, perch¨¦ a loro piace ricordarlo come l¡¯inverso del suo quadrato: circa 137,03597 con un¡¯approssimazione di circa due nell¡¯ultima cifra decimale. Questo numero ¨¨ stato sempre un mistero sin da quando ¨¨ stato scoperto pi¨´ di cinquanta anni fa, e tutti i buoni fisici teorici mettono questo numero in cima alla loro bacheca e se ne occupano.

Immediatamente vorreste sapere da dove proviene questo numero di accoppiamento: ¨¨ in relazione a pi o forse la base dei logaritmi naturali? Nessuno lo sa, ¨¨ uno dei pi¨´ grandi maledetti misteri della fisica: un numero magico che ci arriva senza comprensione per l¡¯uomo. Si potrebbe dire che la ¡°mano di Dio¡± ha scritto quel numero, e ¡°noi non sappiamo come Egli abbia mosso la Sua matita¡±. Sappiamo che tipo di balletto sperimentale fare per misurare questo numero molto accuratamente, ma non sappiamo che tipo di balletto fare su un computer per farlo saltar fuori: senza inserircelo segretamente. [grassetti aggiunti]

Nel modello di Johnson il problema della costante della struttura fine ha una soluzione molto semplice ed accademica. Come abbiamo detto, il fotone viaggia come due tetraedri che sono appaiati, e la forza elettrostatica interna all¡¯atomo ¨¨ mantenuta dall¡¯ottaedro. Comparando semplicemente i volumi del tetraedro e dell¡¯ottaedro quando si scontrano otteniamo la costante della struttura fine. Tutto quello che facciamo ¨¨ dividere il volume del tetraedro che ¨¨ circondato (circoscritto) da una sfera nel volume dell¡¯ottaedro che ¨¨ circondato da una sfera, e otteniamo la costante della struttura fine come differenza tra essi. Al fine di mostrare come si fa, sono necessarie alcune spiegazioni addizionali.

I diagrammi di fase d¡¯onda che abbiamo visto prima in questo capitolo (figure 4.3 e 4.4) ci hanno mostrato la relazione angolare tra l¡¯ottaedro e il tetraedro. Dal momento che il tetraedro ¨¨ interamente triangolare non importa quanto sia ruotato, i tre vertici su ognuna delle sue facce divider¨¤ il cerchio in tre parti uguali di 120¡ã ognuna. Pertanto, ¨¨ necessario ruotare il tetraedro solamente di 120¡ã per riportarlo in equilibrio con la matrice geometrica che lo circonda, cos¨¬ che sia sempre nella stessa posizione in cui era prima. Questo ¨¨ facile da vedere se immaginate un¡¯automobile con ruote triangolari, e volendo muoverla in avanti quel tanto che basta che le ruote sembrino ancora uguali. Ognuna delle ruote triangolari avrebbe ruotato di 120¡ã per farl

Ora nel caso dell¡¯ottaedro, esso deve sempre girato ¡°sottosopra¡± o di 180¡ã per riacquistare il suo equilibrio. Se lo si vuol rivedere nell¡¯analogia dell¡¯automobile, allora le ruote dovrebbero avere la classica forma a ¡°diamante¡± che si vede su un ponte di carte. Al fine di ottenere che il diamante sembri esattamente come all¡¯inizio si deve girarlo sottosopra, di 180¡ã. Il prossimo passo tratto da Johnson spiega la costante della struttura fine basata su questa informazione:

[Quando] si vede il campo elettrostatico come l¡¯ottaedro e il campo magnetodinamico come il tetraedro, allora la relazione geometrica [tra loro] ¨¨ di 180 a 120. Se li si vede come sfere definite da volumi di raggio, allora dividendoli l¡¯uno con l¡¯altro si otterr¨¤ la costante della struttura fine.

¡°Volume di raggio¡± significa semplicemente che si calcola il volume di un oggetto dal suo raggio, che ¨¨ la met¨¤ della larghezza dell¡¯oggetto. (Per coloro che volessero verificare il procedimento matematico, si prenda semplicemente il seno di 180¡ã e lo si divida per il seno di 120¡ã, poi si inserisca questo numero nell¡¯equazione di Coulomb per ottenere la piccola perdita di energia che avviene quando una pulsazione si muove attraverso l¡¯etere). Quando si esegue questo semplice processo di dividere due ¡°volumi di raggio¡± l¡¯uno con l¡¯altro, il risultato ¨¨ la costante della struttura fine.

E¡¯ interessante notare che, mentre Johnson ha mostrato che la costante della struttura fine pu¨° essere vista come relazione tra ottaedro e tetraedro quando l¡¯energia si muove da uno all¡¯altro, Jerry Iuliano ha scoperto che la si pu¨° anche vedere nell¡¯energia ¡°residua¡± che si produce quando si fa collassare una sfera in un cubo, o si espande un cubo in una sfera! Questi cambiamenti di collasso o espansione tra due oggetti sono noti come ¡°pacchettizzazione¡±, e i calcoli di Iuliano non erano difficili da eseguire; era cos¨¬ semplice che nessuno aveva mai pensato di provarci prima. Nei calcoli di Iuliano, il volume dei due oggetti non cambia; sia il cubo sia la sfera hanno un volume che lui ha fissato in 8¦Ðx¦Ð2 .[cio¨¨ 23¦Ð3] Quando li si pacchettizza l¡¯uno con l¡¯altro, la unica differenza tra cubo e sfera ¨¨ nel totale dell¡¯area di superficie. La superficie in avanzo tra i due equivale esattamente alla costante della struttura fine.

Il lettore dovrebbe immediatamente chiedere: ¡°Come pu¨°, la costante della struttura fine, essere un rapporto tra ottaedro e tetraedro ed essere contemporaneamente anche un rapporto tra il cubo e la sfera?¡±. Questo ¨¨ un altro aspetto della magia della ¡°simmetria¡± in azione, dove si vede che forme geometriche differenti possono avere propriet¨¤ simili, dal momento che sono tutti inglobati l¡¯uno nell¡¯altro con rapporti perfettamente armonici. Sia la prospettiva di Johnson sia quella di Iuliano ci mostrano che abbiamo a che fare con energie eteriche geometricamente strutturate all¡¯opera nell¡¯atomo.

E¡¯ anche importante ricordare che ci¨° che la scoperta di Iuliano ci mostra ¨¨ la classica geometria della ¡°quadratura del cerchio¡±. Questo ¨¨ stato a lungo un elemento centrale nelle tradizioni esoteriche di ¡°geometria sacra¡±, dato che si riteneva che mostrasse l¡¯equilibrio tra il mondo fisico, rappresentato dal quadrato o dal cubo, e il mondo spirituale, rappresentato dal cerchio o dalla sfera. Ora possiamo comprendere che questo era ancora un altro esempio di ¡°conoscenza occulta¡± che era codificata in una metafora, cos¨¬ che la gente del nostro tempo potesse infine riguadagnare la vera comprensione della scienza segreta nascosta in essa. Essi sapevano che una volta che avessimo scoperto la costante della struttura fine, probabilmente non avremmo compreso quello che stavamo osservando, cos¨¬ ci ¨¨ stata tramandata questa antica conoscenza per mostrarci la chiave di lettura.


4.10 - UN MODELLO UNIFICATO

Ora, con i dati che abbiamo visto dalla fisica di Johnson e dalla sua comprensione della scienza dei microcluster, quasi-cristalli e condensati di Bose-Einstein, abbiamo veramente un modello quantico unificato.

La nostra presentazione della fisica di Johnson ¨¨ stata disegnata per essere il pi¨´ semplificato e stringato possibile, cos¨¬ per chiunque volesse mettere scientificamente alla prova il modello ¨¨ necessario leggere di pi¨´ a riguardo, al fine di afferrare veramente le sfumature pi¨´ recondite. Comunque, per coloro che hanno una mente aperta, i dati che abbiamo presentato qui sono pi¨´ che sufficienti a dimostrare il punto. La chiave ¨¨ che la geometria sacra ¨¨ sempre esistita nel regno quantico; ¨¨ solo rimasta nascosta in mezzo alle varie anomalie della fisica quantica che ¨¨ rimasta inspiegata fino ad oggi, dal momento che la corrente ufficiale continua a restare incatenata ai modelli ¡°a particelle¡± ormai fuori moda.

In questo nuovo modello non dobbiamo pi¨´ restringere gli atomi ad una determinata dimensione; essi sono in grado di espandersi e mantenere le stesse propriet¨¤. Una volta che abbiamo compreso appieno quello che accade nel regno quantico, possiamo progettare materiali che siano estremamente duri ed estremamente leggeri, dal momento che ora siamo consapevoli dell¡¯esatto arrangiamento geometrico che fa in modo che leghino nel modo pi¨´ efficace. Ci ricordiamo che si diceva che i pezzi dei frammenti dell¡¯Incidente di Roswell erano incredibilmente leggeri, eppure erano cos¨¬ forti che non potevano essere tagliati, bruciati o danneggiati in alcun modo. Questo ¨¨ il tipo di materiale che saremo in grado di costruire quando avremo compreso appieno la nuova fisica quantica.

Ricordiamo che i quasi-cristalli sono ottimi serbatoi di calore, ed anche che spesso non conducono elettricit¨¤, nonostante i metalli coinvolti siano dei buoni conduttori. Similmente i microcluster non permettono ai campi magnetici di penetrare dentro i cluster stessi. Quello che la fisica di Johnson ci dice ¨¨ che una struttura tanto geometricamente perfetta ha un perfetto legame in tutta la sua struttura, e cos¨¬ nessuna energia termica o elettromagnetica pu¨° passarci attraverso. La geometria all¡¯interno ¨¨ cos¨¬ compatta e precisa che non c¡¯¨¨ letteralmente nessun ¡°buco¡± per far muovere la corrente attraverso le molecole.

Ora che abbiamo un modello eterico di fisica quantica relativamente completo, siamo pronti ad andare avanti e mostrare come tali forze geometriche continuino ad avere la loro influenza su ordini di grandezza superiori, specificatamente nelle formazioni note come la Griglia Globale. Molto di questo materiale ¨¨ una rivisitazione dei volumi precedenti, ma nondimeno ¨¨ importante che li si riprenda ancora una volta. Una volta che abbiamo stabilito questo legame cruciale tra la geometria del regno quantico e la macro-geometria, che prova effettivamente l¡¯esistenza e l¡¯importanza di queste nuove teorie, andremo avanti a delineare un intero nuovo modello del Cosmo basato su tutti i principi di cui abbiamo discusso fino a questo punto. Il Sesto Capitolo si concentrer¨¤ principalmente nella spiegazione di questo nuovo modello cosmologico, mentre il Settimo Capitolo presenter¨¤ informazioni pi¨´ specifiche e osservabili che mostrano il nuovo modello in funzione.


RIFERIMENTI:

1. Besley, N.A., Johnston, R.L., Stace, A.J. and Uppenbrink, J. Theoretical Study of the Structures and Stabilities of Iron Clusters. School of Chemistry and Molecular Sciences, University of Sussex, Falmer, Brighton, BN1 9QJ, United Kingdom. URL: http://www.tc.bham.ac.uk/~roy/Papers/fecpap.ps

2. Carter, Barry. ORMUS and Consciousness. YGGDRASIL: The Journal of Paraphysics. 1999. URL: http://members.aol.com/yggdras/paraphysics/BCarter.htm

3. Carter, James. Theory of Absolute Motion. URL: http://www.circlon.com

4. Feynman, Richard P. The Strange Theory of Light and Matter.

5. Fuller, Buckminster. Planet Planning. 1969.

6. Gell-Mann, Murray. The Eight-fold Way. 1960.

7. Hartmann, Caroline. Max Planck¡¯s Unanswered Challenge. 21st Century Science and Technology Magazine, Vol. 14, No. 2, Summer 2001. URL: http://www.21stcenturysciencetech.com

8. Johnson, Rod and Wilcock, David. Conversations on Sequential Physics. 2001. URL: http://www.ascension2000.com/sequential.htm

9. Mehrtens, Michael. Definition of Microclusters. URL: http://www.subtleenergies.com/ormus/research/research.htm

10. Sugano, Satoru and Koizumi, Hiroyasu. Microcluster Physics: Second Edition. Springer-Verlag, Berlin Heidelberg New York, 1998. ISSN: 0933-033X; ISBN 3-540-63974-8

11. Wolff, Milo. Exploring the Physics of the Unknown Universe. Technotran Press, Manhattan Beach, CA, 1990. ISBN 0-9627787-0-2. URL: http://members.tripod.com/mwolff

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Originale in inglese: http://www.divinecosmos.com/index.php?option=com_content&task=view&id=98&Itemid=36

Tradotto da Mauro Carfi e Andrea Calabrese per Stazione Celeste stazioneceleste.it


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