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 Fibromialgia: cos'e' e come si puo' curare
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Inserito il - 11/06/2020 : 10:22:22  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Fibromialgia: cos'e' e come si puo' curare con la medicina integrata

Medicina Integrata

>> https://bit.ly/3b3IMu1

Un modello sistemico basato sulla medicina ildegardiana propone un nuovo approccio alla fibromialgia che possiamo definire la patologia della complessità

Sabrina Melino - 10/06/2020

Il seguente articolo è tratto da Scienza e Conoscenza 72

La fibromialgia è una forma clinica caratterizzata da dolore cronico diffuso e da altri sintomi non correlati al dolore, tra cui rigidità muscolare, affaticamento, sonno scarso, disturbi cognitivi e depressione, che possono presentare variazioni significative, non solo tra i diversi pazienti, ma anche nello stesso paziente durante il decorso della malattia. Questi sintomi sono relativamente comuni e non specifici; possono essere riscontrati in altre forme patologiche che possono sovrapporsi alla fibromialgia, senza che vi siano spesso confini chiari, rimanendo, per la loro stessa natura, oggettivamente difficili da definire e quantificare.

La fibromialgia tra genetica ed epigenetica

Attualmente, la diagnosi di fibromialgia si basa esclusivamente su una valutazione clinica completa, secondo i criteri ACR 2016 (American College of Rheumatology), tuttavia i biomarcatori biologici convalidati associati alla fibromialgia non sono ancora stati identificati.

Studi di associazione a livello del genoma hanno rintracciato i geni potenzialmente coinvolti nella patogenesi della fibromialgia e si è evidenziato che i fattori genetici sono responsabili fino al 50% della suscettibilità alla malattia. È stata inoltre proposta un’interazione gene-ambientale come meccanismo scatenante, attraverso alterazioni epigenetiche: in particolare, la fibromialgia sembra essere caratterizzata da un modello di DNA ipometilato nei geni implicati nella risposta allo stress, nella riparazione del DNA, nella risposta del sistema autonomo e nelle anomalie neuronali subcorticali1.

Alcune costituzioni genetetiche (del DNA) specifiche (genotipi) possono trovare espressione in fenotipi inclini allo sviluppo della fibromialgia: detto in altri termini vi sono persone che geneticamente sono più predisposte, essendo meno resilienti, a rispondere agli stimoli ambientali in modo tale da favorire lo sviluppo della fibromialgia. La complessità nella eziopatogenesi e nella diagnosi della fibromialgia l’hanno resa per molto tempo una malattia contestata: le persone che ne erano colpite erano stigmatizzate e classificate come affette da disturbi psicologici e/o psicosociali, più che fisici.

Tale atteggiamento ha ulteriormente complicato la vita dei malati fibromialgici, determinando un impatto economico e sociale rilevante.

Approccio PNEI: la resilienza

La multifattorialità alla base dello sviluppo della fibromialgia e la rilevanza della componente epigenetica all’origine della stessa, ovvero l’alterata risposta dell’individuo agli stimoli ambientali, richiamano necessariamente l’inquadramento della sindrome fibromialgica all’interno dell’approccio PNEI (psico-neuroendocrino-immune) inerente al concetto di considerare le malattie da un punto di vista integrato, con le varie componenti (psiche, sistema nervoso, sistema endocrino e sistema immunitario) che controllano l’organo/apparato malato e a loro volta sono influenzate da un meccanismo di feedback.

Abbiamo detto che le persone poco resilienti sono più facilmente soggette a contrarre malattie autoimmuni o sindromi caratterizzate da rigidità e dolore cronico. Potremmo meglio dire che alcuni individui, predisposti costituzionalmente e geneticamente, possono sviluppare fenotipi meno resilienti.

Cosa può fare la MEDICINA ILDEGARDIANA per la FIBROMIALGIA?
Scoprilo su SC 72!

Scienza e Conoscenza - n.72 — Rivista >> https://bit.ly/3b3IMu1
Nuove scienze, Medicina Integrata
Autori Vari
www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebook-scienza-e-conoscenza-n-72.php?pn=1567


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