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 La teoria del frame in psicologia relazionale
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Inserito il - 14/11/2019 : 09:43:38  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La teoria del frame in psicologia relazionale

Secondo la teoria del frame, esistono alcune proprietà del linguaggio che favoriscono la sofferenza. Una di queste sarebbe la capacità di credere ciecamente alla realtà incorniciata dai nostri pensieri, emozioni e sensazioni e agire secondo i dettami della nostra mente.

La teoria del frame riguarda il linguaggio e la cognizione e costituisce la base sperimentale della teoria dell’accettazione e dell’impegno (ACT). Secondo questo approccio, il comportamento e il linguaggio sono strettamente correlati.

Questa teoria propone una spiegazione funzionale di alcune scoperte derivate dalla ricerca cognitiva sul linguaggio e pone le basi per studiare i fenomeni in un’ottica monistica. La teoria del frame aspira a studiare i cosiddetti processi cognitivi in modo operazionale e sperimentale.

Teoria del frame: concetti e proprietà

Per capire cosa sia una cornice relazionale (relational frame) è necessario sapere che gli esseri umani non imparano solo attraverso esperienze dirette. Le persone imparano anche in modo indiretto, mettendo in relazione gli stimoli, al di là delle loro proprietà fisiche. Questo valore linguistico aggiunto degli stimoli è ciò che condiziona la loro capacità di governare relazioni e funzioni.

Proprietà di una Cornice Relazionale

Per vincolare e trasformare la cognizione e il linguaggio, esistono tre proprietà fondamentali:

Vincolo reciproco. Una relazione fra due stimoli suppone una risposta di uno in funzione dell’altro e viceversa. Se in un contesto dato, A è direttamente correlato a B, allora esiste una relazione derivata fra B e A.
Vincolo combinatorio. Una delle caratteristiche che definiscono la cornice relazionale si riferisce all’abilità di combinare gli eventi fra loro. Se A è correlata in un determinato modo a B e A è correlata a C, allora B e C sono correlate fra loro.
Trasformazione di funzioni. Dato uno stimolo, con una determinata funzione, se un altro stimolo stabilisce una relazione con il primo nello stesso contesto, la funzione di entrambi si modifica a causa della loro relazione. Per esempio, se qualcuno ci dice che esiste un prodotto migliore e più economico di quello che usiamo, la probabilità di comprarlo aumenta. La sua funzione è stata trasformata a causa della relazione che si è stabilita.

Strategie contestuali nella teoria del frame

I vincoli reciproci, le combinazioni vincolanti multiple e le trasformazioni di funzioni sono tutti componenti di uno schema di risposta relazionale più ampio che la teoria del frame definisce appunto “cornice relazionale”. Questo concetto viene usato per spiegare come impariamo a realizzare associazioni derivate da relazioni fra stimoli diversi.

Le cornici relazionali possono combinarsi per generare regole verbali che governano i comportamenti. Ciò ci permette di organizzare, predire e controllare le conseguenze in relazione al contesto. In questo modo, si possono anticipare situazioni future senza averle vissute previamente.

Ogni contesto di apprendimento presenta stimoli multipli, con il potenziale di acquisire il valore di fattori che governano lo sviluppo delle cornici relazionali. La teoria del frame distingue due sotto-tipi di fattori contestuali:

Quelli che regolano il tipo di relazione specificata (Crel). I tipi più comuni sono coordinazione, opposizione, distinzione, confronto, spaziali, temporali, causali, gerarchici e deittici.
Visto che ogni stimolo, o evento, può avere funzioni psicologiche multiple, una seconda classe di fattori contestuali (Cfunc) specificano quali funzioni degli stimoli saranno trasformate (Törneke, 2010).

La teoria del frame e la sofferenza umana

In questa cornice teorica, potremmo dire che esistono alcune proprietà del linguaggio che rendono la sofferenza psicologica molto comune. Una di queste sarebbe proprio la capacità di credere ciecamente alla realtà incorniciata dai nostri pensieri, emozioni e sensazioni e agire secondo i dettami della nostra mente.

È così che una persona che pensa di sé che “non vale niente” ed è “da buttare” probabilmente è fortemente limitata a causa del suo atteggiamento. In questo modo, vediamo come molte persone rinunciano a obiettivi raggiungibili solo perché pensano che siano al di fuori delle loro possibilità.

Tipi di regolazioni verbali nella teoria del frame (RFT)
La RFT ha approfondito quest’aspetto, spiegando i principali tipi di regolazione verbale (Lucuano e Wilson, 2002):

Pliance. Le conseguenze derivano dal fatto di averle compiute e si applicano direttamente alla persona che ha generato la regola. Sono comportamenti che, in maggior parte, sono determinati da ciò che il contesto culturale definisce come adeguato. Per esempio, una madre che dice “Se non mangi, sei in punizione.”

Tracking. Sono comportamenti regolati verbalmente che orientano l’essere umano all’ottenimento di rinforzi concreti nel proprio contesto; si associano direttamente alle conseguenze che derivano dal comportamento. Ad esempio, “Se mangi, non avrai più fame e ti sentirai meglio”. In questo caso, le conseguenze dipendono dalle caratteristiche del cibo e sono indipendenti dalla persona che ha enunciato la regola.

Augmenting. Si tratta di una trasformazione di funzioni che determina il fatto che uno stimolo verbale, un oggetto o un evento acquisisca un valore rafforzato o avverso. È importante sottolineare che agiscono sempre in combinazione con le regole di pliance e di tracking.

L’augmenting è una regolazione verbale che cambia le proprietà di rinforzo di uno stimolo che funziona come conseguenza, ovvero aumenta o diminuisce la probabilità che questo stimolo – come conseguenza – influisca sul comportamento.

Per esempio, passando accanto a una gelateria qualcuno dice: “Che voglia di gelato!” Quando sentiamo o leggiamo questa frase, riusciamo a sentire addirittura il sapore e la freschezza del gelato, e ciò provoca un aumento della probabilità di comprarne uno.

Schemi di comportamento determinati dalle regolazioni verbali

Le regolazioni verbali permettono di governare i nostri comportamenti in funzione del contesto, ma possono avere anche alcuni effetti avversi:

Un’applicazione eccessiva delle regolazioni Pliance rende l’individuo insensibile alle conseguenze presenti nel suo ambiente. Vediamo un esempio: “Bisogna soffrire molto per essere una brava madre”. La rigidità di quest’affermazione limita il repertorio assertivo necessario per difendere i diritti basilari.
Le regolazioni tracking determinano condotte orientate a ottenere benefici a breve termine, ma limitano lo sviluppo di comportamenti importanti per lo sviluppo personale: “Devo assumere farmaci per tranquillizzarmi”.
Le Augmentals operano in coordinazione con l’applicazione rigida o controproducente delle regolazioni anteriori. Possono specificare funzioni avverse per gli eventi privati, “Non si può vivere nella preoccupazione”, o funzioni appetitive per condizioni emozionali costanti e inarrivabili “Vivere felici è più sano”.

Contributo e vantaggi della teoria del frame

La teoria del frame ha portato allo sviluppo di un sistema di analisi che offre numerosi vantaggi:

È un approccio parsimonioso, basato su un numero relativamente esiguo di principi e concetti di base per spiegare i fenomeni del linguaggio e della cognizione.
Permette di realizzare uno studio del linguaggio umano analizzando i processi che lo compongono, e la cui definizione viene specificata in modo preciso.
Offre un contesto teorico ampio, che propone spiegazioni plausibili e nuovi approcci empirici per studiare un’ampia gamma di comportamenti umani complessi.
I principi sono accessibili per l’osservazione diretta, soprattutto in condizioni di laboratorio. Questa teoria ha superato con successo tutte le prove empiriche alle quali è stata sottoposta e le applicazioni cliniche hanno dimostrato la sua efficacia. Infine, molte potenziali applicazioni sono ancora in fase di sviluppo.

da listamente


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