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 Esperienze sinestesiche costruite dal cervello
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Inserito il - 26/02/2019 : 10:14:42  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Esperienze sinestesiche costruite dal cervello

La sinestesia rappresenta la significazione della comunicazione sensoriale del cervello mediante l'utilizzazione combinata di più sensi
Normalmente i nostri ricettori sensoriali comunicano al cervello sensazioni differenti che corrispondono ad aree cerebrali specifiche le quali non interagiscono tra di loro, se non per un ricorso al confronto con la memoria di esperienze precedenti.
Così quando vediamo una mela percepiamo anche il suo profumo e gusto come sensazioni differenziate, che ritornano alla memoria come sapori.

Infatti il cervello tende a separare e stabilizzare indipendentemente le varie sensazioni agendo in vari modi:

stabilizza progressivamente fino al limite dell'orizzonte, la invarianza della forma un oggetto anche quando ci appare più piccolo per effetto della distanza o proveniente da un differente angolo di visuale;

stabilizza la percezione dei colori anche quando cambia la illuminazione, almeno fino a quando la luce non è troppo tenue così che il colori scompaiono nel grigiore notturno;

stabilizza il movimento relativo degli oggetti almeno finché trova un punto di riferimento fisso.

Nel caso di Handicap visivo, la tipologia di apprendimento che determina la stabilizzazione delle relazioni spazio temporali dedotte dalla ricezione sensoriale, viene meno per evidente necessita di ristrutturazione delle relazioni tra ricezione sensoriale e elaborazione cerebrale; nell’ambito di tale ristrutturazione fisiologica, l'apprendimento può essere opportunamente indirizzato a favorire una ricostruzione adeguata alle condizione di handicap in relazione allo spazio tempo della ricezione in ogni fase della ricostruzione percettiva del mondo, attuando “Sinestesie complementari” di apprendimento tra le differenti vie sensoriali.

“Sinestesia” è una parola che deriva dal Greco antico dove “Sin” significa “assieme” e “Aistesis” significa “percezione”; cioè rappresenta la significazione della comunicazione sensoriale mediante l'utilizzazione combinata di più sensi; il suo contrario è l'Anestesia dove “A” e la lettera che indica la privazione della sensazione. Pertanto, mentre nelle persone normali, salvo in rari casi, la Sinestesia provoca solo in piccola parte il miscelamento dovuto di più sensi, e pertanto non viene sufficientemente percepita percepita ne esercitata dai normo-vedenti. Differentemente la assenza più o meno completa di una via sensoria per ragioni di Handicap, tende ad attivare per sostituzione una altra modalità sensoriale; pertanto la calibrazione dello spazio/tempo della percezione visiva dell'Handicap visivo, viene tendenzialmente sostituita dalle attività di percezione auditiva. Ciò avviene in seguito ad una “colonizzazione” per allungamento delle ramificazioni intercellulari (dendriti), che si estendono principalmente nell'area occipitale visiva, iniziando ad allungarsi a partire dai patterns di neuroni normalmente appartenenti all'area temporale che sono normalmente più appropriati alla codificazione dell'udito.

È noto che vari artisti hanno esercitato, probabilmente inconsciamente, le loro capacita sinestetiche, le quali infatti sono riscontrabili più facilmente in persone che dedicano la loro attività all'esercizio della creatività. Sappiamo infatti che la sinestesia di Kandinskij gli faceva associare la “musica” con combinazioni di forme e colori, così come a De Chirico, una intensa attività di concentrazione, gli procurava forti emicranie associate ad immaginazione percettiva, che riproduceva nella sua espressione artistica; inoltre sappiamo che Van Gogh associò ad elementi di sinestesie tra colori ed emozioni ad una sua progressiva introspezione dovuta a una progressiva cecità, che si manifestò intrisa da elementi di pazzia e che fu causata dalla incomprensione e delle difficoltà di socializzazione della sua inconsueta creatività. Comunque non sempre tali eccessi dovuti ad un mixing sinestetico dei vari sensi provocano alterazioni mentali. Ricordo che come docente di chimica mi sono occupato del rinnovo laboratori di chimica in seguito alle più recenti prescrizioni della salute sugli ambienti di lavoro e di studio. Infatti nei laboratori di chimica è stato ritenuto necessario l'uso di potenti aspiratori di aria.

In tale occasione ho conosciuto una persona che per localizzare nei punti più adatti i bocchettoni necessari per asportare i flussi di aria calda, mi diceva di vedere colorarsi la circolazione di aria calda in colore rossiccio, mentre se il flusso di areazione era più fresco della temperatura ambiente, nella sua percezione diveniva bluastro così che riusciva a caratterizzare il punto critico dove conveniva sistemare l'aspirazione. Colloquiando con lui mi disse che anche suo figlio aveva la sua stessa capacita sinestetica, capace di colorare mentalmente il flusso di aria, ma che per paura di essere diverso dai compagni, che non lo credevano, aveva del tutto perduta tale abilita così utile, non avendo potuto esercitarla.

Inoltre la Sinestesia, come scopri il neurologo russo Alexander R. Luria, permette ad alcune persone di essere capaci di elevate rapidità di calcolo numerico, ciò avviene colorando mentalmente numeri e lettere per semplificare la evocazione della memoria. A tal proposito recentemente e stato provato mediante studi di (f.RM) che tale accentuazione della capacità mnemoniche è resa possibile in chi e probabilmente predisposto da innate capacita sinestetiche. Infatti normalmente l'input visivo arriva alla area principale (V17) del lobo occipitale; quest'ultimo è morfologicamente strutturato in vari strati come fosse una “cipolla”, così che il segnale di input visivo viene suddiviso ed analizzato dalle varie sezioni specifiche, e solo il segnale che transita nell'area (V4), può assumere la percezione del colore. Alcune persone capaci di attivita sinestetiche rendono possibile attuare una conversione volontaria dei segnali sensoriali nell'area V4 così che diviene per loro possibile “colorare mentalmente”, suoni, o altre percezioni visive prive di segnalazione del colore, al fine di ottenere nuove possibilità di codificazione della percezione per usufruire di facilitazioni di evocazione mnemonica.

Anche le attività di lettura in “Braille” appartengono ad una “Sinestesia di Scambio Funzionale” che rende maggiormente interattive la sensazione tattile con altre aree della percezione sensoria, generando quelle peculiare plasticità cerebrale, che permette all'handicap visivo e/o auditivo, di utilizzare con modalità di sostituzione multimodale, le aree cerebrali destinate normalmente ad un apprendimento differenziato, in quanto stabilizzato delle differenti capacità di comunicazione sensoriale. Così pure in assenza dell'udito, i sordi debbono imparare ad utilizzare indizi visivi del gesticolare delle mani e dei movimenti labiali, per orientarsi nella riconoscimento di una comunicazione peculiare quale quella del linguaggio dei segni, così da facilitare la attivazione delle corrispettive aree cerebrali che nei soggetti normali sono utilizzate per percepire il linguaggio dei suoni. La conoscenza delle basi neurologiche della Sinestesia intesa come apprendimento poli-sensoriale ha permesso di realizzare nuove tecnologie per l'Handicap, quali ad esempio quelle di trasformare il colore di un dipinto in suono tramite un “bio-sensore”, il quale può essere posto su un dito, per identificare il colore e ricodificarlo come suono udibile. Ciò e stato reso possibile da un software in cui si e trovata una corrispondenza sistematica tra le tre variabili che caratterizzano il colore (“Tonalita’ Luminosità’, Saturazione”), in corrispondenza alle variabili che danno il carattere distintivo dei suoni (“Timbro, Altezza, Intensità”). In tal modo ogni variazione di colore viene associata ad una precisa (per direzione e intensità) corrispondente variazione del suono musicale.

Conclusioni

La sinestesia non e un fenomeno paranormale perché sussiste potenzialmente in tutti gli individui, infatti uno stimolo sensoriale provoca la percezione associata alla memorizzazione di altre sensazioni. Per esempio quando diciamo che un colore è ‘caldo’ o ‘freddo’, associando una percezione tattile a una visiva. La sinestesia è un fenomeno percettivo intermodale che pone in interazione diretta, (ovvero indiretta tramite i processi mnemonici) i vari sensi così che l'esito di una particolare stimolazione sensoriale influenza altri canali sensoriali ovvero attiva il sistema percettivo nella sua globalità. Tra i vari fenomeni intermodali la Sinestesia determinata dall'handicap di una via sensoria, rappresenta un caso particolare di sostituzione di un canale di informazione dei sensi con uno o più altri: essa pertanto consiste nel fatto che una stimolazione generata da una modalità sensoriale provoca risposte in canali sensoriali diversi da quello proprio dello stimolo di partenza.

Infine possiamo dire che la Sinestesia, intesa nella sua forma innata è un evento raro. In particolare e stato rilevato che la incidenza di sinestesie innate, è più consistente tra le donne che non tra gli uomini e comunque essa e più diffusa tra le attività che necessitano di esercitare temperamenti artistici e creativi. Nell'arte, la sinestesia diviene un fattore ideale di interazione tra sensi e cognizioni che favorisce la integrazione tra la percezione emotiva delle immagini, dove la estensione metaforica, della artività sinestetiche, viene fondata sulle possibilità di mixing sinestetico “cognitivo // empatico” le quali giocano un ruolo costruttivo mentale innovativo, capace di favorire una confluenza di integrazione comunicativa tra saperi ed emozioni.

Esperienze sinestesiche possono emergere anche da stati alterati della coscienza provocati dall'assunzione di droghe ed in particolare dell'LSD. È del tutto evidente che una tale forzatura delle normali funzionalità cerebrali, risulti spesso associata a condizioni irreversibili di regressione psicopatologica. Infatti nel caso della assunzione di LSD, profumi, colori e suoni si comportano come echi, generando allucinazioni ed immagini fugaci che hanno il sapore del sogno in condizioni di essere desti, generando in tal modo una miscela incontrollabile, in quanto incosciente, di esperienze reali ed immaginarie miste tra realtà e sogno la quale gradualmente tende a far impazzire l'individuo che insiste nella ricerca di tali esperienze fatiscenti e momentanee che deturpano irreversibilmente le consuete attività cerebrali.

Più in generate il concetto di “sinestesia”, oggigiorno viene applicato metaforicamente a vari settori della innovazione culturale, e cioè di quanto concerne l'accostamento espressivo di termini appartenenti a sfere sensoriali diverse. Tale acquisizione cognitiva sta diventando, per estrapolazione del concetto di SINESTESIA, il mixing conduttore della “video-arte” e di varie altre simulazioni virtuali, basate su efficaci commistioni di musica, suoni, colori, immagini. Inoltre sono in via di sviluppo iniziative di “marketing poli-sensoriale” le quali utilizzano la comunicazione poli-modale computerizzata in molteplici settori della realtà virtuale, anche al fine di valorizzare i prodotti nel mercato avvalendosi di linguaggi e simulazioni di tipo sinestetico. In conclusione possiamo evidenziare come gli studi sulle modalità di ricezione ed espressione cerebrale dell'input sensoriale, iniziati a partire dalle ricerche delle “Sinestesie di sostituzione sensoriale” generate da alcune tipologie di Handicap, permettono oggi di potenziare la espressione creativa in vari settori della vita lavorativa, proprio a partire da una fertile re-interpretazione dei risultati scientifici prodotti dalla ricerca sull'handicap sensoriale, che al giorno d'oggi vengono utilizzati al fine di sviluppare approcci teorici e progettuali sul miglioramento delle funzioni cerebrali cosi da poter “Apprendere il Mondo” in una innovativa dimensione olistica, fortemente trans-disciplinare, capace attuare una previsione e di conseguenza una pianificazione spazio-temporale di azioni e comportamenti creativi nella Società contemporanea della Economia della Conoscenza.

Autore: Paolo Manzelli


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