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 MUTAZIONE ESTATICA
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Inserito il - 25/07/2018 : 09:55:39  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
MUTAZIONE ESTATICA

di Guido Da Todi

Credo che sia opportuno - tra le altre nostre meditazioni - risolverci ad
affrontare quella che ha le caratteristiche di mostrare il nostro esatto
punto di evoluzione interiore.

Invito voi tutti a fare, assieme, un breve esame di alcuni panorami di
pensiero che sono sicuramente noti ad ognuno. E di studiarne le
caratteristiche, in rapporto alle nostre acquisizioni spirituali.

Sarà, certamente, un viaggio interessante; e, di sicuro, ci lascerà diversi
di come lo eravamo, prima di compierlo.

Esiste <un'isola>, abitata da uomini simili a noi; ma, tutti, di un'
altissima evoluzione evolutiva.

Vengono chiamati: Santi, Guru, Jivan Mukta, Nirvani, Avatar.

Lasciamo, pure, da parte l'impatto indicibile ed inarticolato che la loro
esistenza produce sul ricercatore della Luce. E cerchiamo di esplorare
alcune qualità che essi possiedono e possedevano.

Intanto, tutti parlano di Dio.

Resta da decidere, prima di continuare il nostro viaggio, se - attraverso i
millenni - costoro fossero, nessuno escluso, dei poveri mentecatti, con una
idea fissa, che ne abbia decomposto l'animo ed il conseguente modo di agire.

Ma, purtroppo, rispondere in senso affermativo dovrebbe, pure, risolvere l'
arcobaleno di fatti, fenomeni e amore incomprensibile che avvolse i santi di
cui parliamo.

Questo, credo sia impossibile.

Ogni Anima di cui parliamo incise fortemente sul tessuto planetario e su
tutti gli uomini. Dette gioia e liberazione. Allargò i confini ristretti di
qualsiasi panorama soggettivo. Fece avanzare in modo indiscutibile l'intera
struttura portante della terra.

Non erano sicuramente dei pazzi e degli illusi. Al contrario.

Tra le qualità prioritarie che esprimevano, una - ripetiamo - si mostra
evidente e basilare: la visione di un orizzonte, del quale essi - nessuno
escluso - riproducono la medesima eco. Dio.

Ognuno di loro ci viene descritto e tramandato, dalla storia, attraverso un
gruppo - più o meno grande - di discepoli.

Ecco, in codesta implicita rappresentazione - Guru e discepoli - si
evidenza, con fortissimo urto concettuale, la rappresentazione di una prima
diversa qualità, tra i primi e la restante umanità.

Mentre nessuno dei Guru si <appoggia> su un qualunque aspetto formale e
parziale della Luce, ognuno dei discepoli aderisce, invece, e con forza
inversamente proporzionale, a Lui, nel quale vede una rappresentazione
totale di quella Luce stessa.

Tralascerei, per il momento, amici miei, di esplorare i significati che
esistono nella visione monistica, o dualistica, che può avere, a riguardo
della Luce, ogni Guru, o Santo, o Spirito liberato.

Se non si è ancora pervenuti al sicuro riscontro dell'amore di Dio, da parte
di chi è identificato nel tutto senza secondi, o nella forma che il tutto
medesimo assume verso il devoto è inutile immergersi ancora in speculazioni
ulteriori.

Tuttavia, vi esorto a continuare nell'analisi iniziata, che sottolinea la
differenza di vedute e di sperimentazione esistenziale tra lo Spirito
liberato e l'uomo comune.

Il Guru, si immerge in una realtà unitaria, che non prevede aspetti
successivi e secondari: che la si chiami Dio, oppure Assoluto non importa.
Questa Realtà parla al Guru, e lo guida - in modo indicibile - in ogni sua
azione.

Il discepolo, invece, si abbranca spasmodicamente, amorevolmente,
devotamente ad un'asse del vascello universale, che chiama: Maestro, Guida,
Aspetto dell'Uno; tuttavia, ancora non ha alzato gli occhi verso il
significato che trapela in ogni cosa, e che, di ogni cosa, fa una sola
attualità indivisa.

La diversità delle nature che stiamo contemplando - Guru e discepolo - si
riflette anche su altre prospettive, che ne sono delle conseguenze dinamiche
e speculari.

Il Guru - in grazia a questa <mutazione estatica> - ha realizzato quanto
ognuno cerca, di vita in vita, di conquistare: la libertà cosmica, la gioia
assoluta dell'essere, la pienezza esistenziale, l'identificazione con l'
universo.

La sua realtà è quasi incomprensibile a mente limitata. Il contatto con il
totale, e l'indipendenza dal particolare, esprimono, tra complessi fattori
non ancora scoperti dal mondo, quelle fenomenologie affascinanti, miracolose
e coinvolgenti che tutti conosciamo.

Ma, a cuneo di ogni azione dello Jivan Mukti, vi è l'amore e la pietà
infinita per l'universale.

Il discepolo, invece, rappresenta l'arrampicatore che è giunto alla
rarefatta vetta del monte della Forma. Egli ne è ancora prigioniero, anche
se per poco ancora. Ed è prigioniero, pure, del figlio di Essa: il dolore.

Voi, a che punto vi trovate?

Siete interiormente disponibili a staccarvi da quella roccia finale dei <tre
piani>, che ne sta a sigillo? Una roccia rappresentata dal vostro desiderio
innato di <poggiarvi> ancora e comunque sugli iridescenti ed affascinanti
simboli che <indicano> la Direzione Magnetica delle cose? Il Nord Cosmico
della Vita intera? E la Vita Intera?

Siete disponibili ad accertare la differenza che corre tra le due grandi
corsie umane: i Maestri ed il resto dell'umanità?

E, una volta scoperta la natura dei primi - e che noi abbiamo indicato nell'
articolo - siete pronti a chiedere di percepire, a vostra volta, la
vellutata ed inconfondibile Voce del Silenzio?

È scritto nella <Luce sul Sentiero>, di Mabel Collins:" Lascia ogni appiglio
della forma, o ricercatore. Abbandonati nello Spazio Uno. Forti Mani ti
sorreggeranno, allora; e tu troverai, finalmente, la stabilità ultima e la
libertà finale."

Sono profondamente convinto che ai propri confratelli spirituali si debba
parlare solo per <accenni>. Se in essi esiste la luminosa intuizione di quel
che viene chiamato il <senso di buddhi> non vi sarà, di certo, bisogno d'
altro.

Ma, di una cosa sono, anche, sicuro. La <Sensazione di Dio> è la meta di
ogni ricerca metafisica.

Intanto, volgetevi verso di essa. Poi, avremo tempo e maniera -se lo
vorrete - di spiluccare gli acini della <Vigna del Signore>, per dettagli
"vedici, monistici, o dualistici".

Volgetevi verso l'incantevole richiamo dell'Uno. Ed inizierà quella
magnifica <mutazione> in voi, che vi trasformerà in Suoi figli consapevoli.

Vi prego di credere che solamente avendo in voi <Sensazione di Dio> sarete
utili all'uomo, ed a voi stessi, nella vita di servizio che tutti
percorriamo.

A lungo andare, il ricercatore si allontana dalle grandi <arche di
conoscenza> che oramai pullulano lungo il Sentiero dello spiritualismo. E
viene attratto solo da coloro che, anche in minima parte, possiedono, nella
cavità del loro cuore, la dolce fiamma della Comunione con l'Uno.

L'uomo è non solo capace di riconoscere chi possiede Dio, in sè, ma lo
ricerca costantemente.

Vi prego, fratelli miei, effondetevi nel cosmo; e , di conseguenza, l'amore
dell'Uno si rifletterà in voi.

Siete giunti in cima al monte. Abbiate il coraggio di fissare il vuoto
infinito che appare attorno a voi. Scoprirete, allora, cosa esso cela.

E sarà nato il germoglio di un nuovo Guru!


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