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 Criticare gli altri significa criticare noi stessi
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admin
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Inserito il - 23/07/2018 : 10:47:30  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Criticare gli altri significa criticare cio' che non si ama di noi stessi

Ogni persona è una costellazione di virtù meravigliose, di virtù meno evidenti e di numerosi difetti; nessuno può sfuggire a questa verità.

Tutti noi abbiamo dentro un genio e un santo, ma anche un tiranno e uno sciocco. Nessuno attraversa questo mondo senza commettere errori o senza fare qualcosa di cui vergognarsi.

Tuttavia, ci sono persone che si comportano come se ciò non fosse vero. Non si sa perché, ma ci sono individui che si trasformano in giudici implacabili nei confronti degli altri e non si capisce in base a cosa si siano arrogati questo diritto. Costoro sono capaci di creare un elenco dettagliato dei difetti altrui. Arrivano persino a stabilire quali azioni dovreste intraprendere per correggere i vostri errori, oppure a segnalare il cammino che dovreste compiere per rimediare ai vostri difetti. Non solo: mostrano anche intolleranza verso le vostre mancanze o i vostri sbagli.

“Tutta la nostra critica, è l’arte di rimproverare agli altri di non avere le qualità che noi crediamo di avere”
(Jules Renard)

Quando le critiche sono costanti e spietate, la cosa più probabile è che non si tratti di una valutazione sana dei vostri errori, bensì di un meccanismo di difesa detto “proiezione”. In altre parole, le persone che vi criticano in questo modo, vi vedono come uno specchio: criticano di voi ciò che non amano di se stesse.

Ciò che criticano di voi

Così come siamo tutti parzialmente ammirevoli, siamo anche tutti parzialmente criticabili. Se cercherete difetti in San Francesco d’Assisi, di sicuro li troverete. Se indagherete se Albert Einstein abbia mai detto delle sciocchezze, di certo verificherete che lo ha fatto anche lui.

Ed eccolo qua il nocciolo della questione: ognuno SCEGLIE cosa vedere e cosa non vedere negli altri. In generale, questa scelta è legata al modo in cui la persona che valuta percepisce se stessa; ovvero, se nota e apprezza il proprio lato positivo, vedrà del buono anche negli altri, altrimenti no. Tuttavia, ci sono volte in cui il criticone non si accontenta di vedere in ogni dove i difetti altrui, ma sceglie una persona o un gruppo in particolare a cui rendere noti i suoi giudizi pungenti. Perché?

Ciò che non amano di se stessi

La proiezione funziona in questo modo: una persona costruisce un’opinione su se stessa, che spesso non è molto imparziale ed obiettiva. Può darsi che ci siano tratti del suo carattere che le risultino inaccettabili. Ad esempio, potrebbe trattarsi di un individuo che, nella pratica, è profondamente egoista, ma che, a parole, si proclami favorevole alla solidarietà. In questo modo, costruisce falsi argomenti per giustificare i suoi comportamenti egoisti. Fa parte del tipo di persone che dicono: “sono molto preoccupato per la tua solitudine, ma non ho tempo per venire a farti visita”.

Le persone così, vorrebbero vedersi come individui generosi, ma il loro egoismo glielo impedisce. In realtà, non sono consapevoli del fatto che si preoccupano solo per i loro interessi e che non sono in grado di fare piccole concessioni agli altri. Credono davvero che i loro pretesti rappresentino ragioni valide per agire come fanno.

Il problema è che, quando notano una condotta egoista negli altri, alzano la voce per segnalarlo e protestare. Si indignano e gridano ai quattro venti il loro rifiuto nei confronti di questi comportamenti; trovano inconcepibile che qualcuno agisca in questo modo.

Se chiedete loro delucidazioni, vi rispondono che i loro motivi per essere egoisti sono totalmente fondati: “Non è che io voglia essere così, è che le circostanze mi obbligano”. I motivi degli altri, invece, sono sempre e soltanto scuse.

Cosa succede in realtà?

In realtà, quel che succede è che gli errori degli altri gli ricordano, inconsciamente, i propri. Non tollerano negli altri ciò che non tollerano in loro stessi; in altre parole, proiettano sugli altri le proprie mancanze, per non infliggersi la ferita di vederle in se stessi.

Di per sé, la critica implica quasi sempre una proiezione. È tipico che si critichino gli altri in quanto portatori di tratti che vi appartengono, ma che non vi piacciono. Non lo fate di proposito, semplicemente non ne siete consapevoli. È bene, quindi, che facciate attenzione alle cose che non sopportate negli altri. Se osserverete accuratamente, vi renderete conto che questa intolleranza riguarda più voi che gli altri.

Allo stesso modo, quando venite criticati, non dovete “bervi” tutto ciò che vi dicono: vi consigliamo di pensare al perché questa persona ha scelto di vedere proprio quell’aspetto negativo in voi. È molto probabile che arriviate alla conclusione che la sua critica, in realtà, si riferisca a un tasto dolente del suo essere, e non al vostro comportamento.

Fonte: pensieridoro.com


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