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Inserito il - 20/07/2018 : 09:43:26  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
SIATE VOI STESSI

"SIATE SOLO VOI STESSI. SEMPRE!"

di Guido Da Todi

L'attento osservatore delle abitudini di questa nostra società non può fare
a meno d' accorgersi di come la stessa sia, per buona parte, sollecitata
alla propria manifestazione esistenziale da pulsioni estranee ad una vera
creatività individuale.

Le informazioni di una certa cultura, i luoghi comuni, le correnti di
pensiero precostituite, le tradizioni consolidate, le abitudini, i tabù,
tutto ciò incanala i mass media in parametri di azioni e reazioni soggettive
standardizzate e prive di una vera autonomia di scelte originali e
responsabili.

Si agisce in un certo modo perchè è consuetudine; si fanno certe cose, e non
altre, solo spinti dal timore della reazione del proprio ambiente e del
resto dei nostri conoscenti e parenti; si è frenati dalla limpida
manifestazione delle opinioni personali dal dubbio che esse possano
disturbare qualche dissenziente.

È sicuramente opportuno che un certo buon senso debba comunque guidare
ognuno di noi nell'esprimere se stesso e le proprie azioni, in seno ad una
società, sovente ipersensibile ed ostile alle <linee rette>, ma intenta ad
una danza costante, attorno a complesse e, in ultima analisi, vuote
circonlocuzioni di sola natura formale.

Ciò, tuttavia, non significa cedere completamente le redini di una propria
ragion pura, e le conseguenze responsabili che da questa derivano.

In particolar modo, la presente monografia vuole fare riferimento e portare
la
vostra attenzione su gran parte dei ricercatori spirituali, all'inizio del
così detto Sentiero.

La lettura e lo studio di opere spirituali di grande fondamento e valore; la
frequentazione di amici più maturi ed esperti della Strada Regale; la scelta
strettamente metafisica di un Guru, ed ogni altro trampolino karmico e
dharmico che spingono al Viaggio Mirabile sono di un'importanza pressochè
vitale per ogni neofita.

Egli parte - per così dire - con il piede giusto e nella direzione giusta.

Ma tutto questo - non dimentichiamolo mai - ha la fondamentale funzione di
creare, nel tempo, quei parametri adatti a che il neofita intraprenda il
giusto e corretto percorso <sperimentale> successivo, che dovrà, poi,
continuare a seguire, mentre una sempre maggiore creatività e percezione
metafisica si esprimeranno attraverso il proprio talento individuale.

Potrebbe, a riguardo, risultare sbalorditivo un semplice esperimento di
sottile natura psicologica.

Proviamo a sezionare in un qualunque e medio ricercatore spirituale - ricco
di notevoli informazioni sulla Strada Regale, assorbite da decine di testi -
la parte che in lui rappresenta il guscio di cultura stratificata, di
principi spirituali assimilati dall'esterno - ma non digeriti
profondamente - da quella che è, invece, la calda fiammella di un suo
<valore proprio>; di un suo <contenuto originale>.

Sicuramente lo vedremo barcollare, di colpo, e sentirsi <nudo e privo di
difese>, se solo riuscissimo a dimostrargli che, per la massima, egli
utilizza il suo tempo, il suo dialogo spirituale, la sua atmosfera
meditativa interiore, mentre si puntella quasi unicamente su una piattaforma
interiore soltanto ereditata, e non dinamica e sperimentale.

Purtroppo, questa è la verità.

Gli istruttori (o, se preferite, i fratelli anziani) non godono di grande
popolarità e successo quando iniziano a sollecitare l'evoluzione di coloro
che il Signore affida ad essi, indicandone la zavorra teorica che ne
appesantisce il mondo interiore.

Un mondo di informazioni - lo ripetiamo - estremamente prezioso ed
essenziale; ma, che rischia di divenire, con il tempo, una gabbia di madide
strutture intellettuali ed emozionali, se utilizzato come un punto di
arrivo, e non di partenza.

Il neofita medio vive di entusiasmi tronchi e ventrali. Entusiasmi per delle
dottrine che il suo Sè - divino in ogni caso - riconosce come rivelatrici di
una delle faccette dell'Unico Diamante. Entusiasmi verso individui che egli
reputa portatori della Luce Assoluta, e verso i quali manifesta una
devozione impari e non dignitosa per il Messaggio divino che, invece, freme
nel suo cuore, come in quello di chi ammira così intensamente.

Ma, egli non compie - mediamente - lo sforzo di assimilare la Verità Una;
che egli continua a rimirare nei suoi luccichii esterni, mentre ne stringe
fra le mani il simbolo inerte, e separato da se medesimo.

Fino a quando, tuttavia, lo stesso neofita non diverrà la diretta Verità, e
potrà, quindi, fare a meno di descriverla - e ricamarne solo le
rappresentazioni teoriche di cui è maestro; fino a quando non avrà la forza
di riscattarsi del bagaglio informativo che possiede e che costituisce gran
parte della sua personalità, librandosi nello Spazio Puro dell'Essere Uno,
in una radiazione senza alcuna stratificazione ulteriore; sino a quando non
avrà la forza di sganciarsi, con un deciso sforzo mentale, dalla Forma,
riconoscendo se stesso come Sostanza egli non riuscirà a percepire il
sottile fremito che pervade e fa rabbrividire la realtà universale.

Eseguiamo, quindi, questo salutare esperimento su noi stessi.
<Impacchiamo> - fosse pure per un istante - la nostra complessa e poliedrica
attività mentale, che<descrive> la natura della Verità; contempliamo,
infine, distesi ai nostri piedi, quei rotoli del <mar Morto>, che sono le
informazioni esoteriche e le abilità procedurali con le quali insistiamo a
voler esprimere la natura dell'Uno; gettiamo lontano da noi ogni
rappresentazione esteriore dell'essenza esistenziale.

Ci accorgeremo - in effetti, e con stupore - che quelle culture e quegli
insegnamenti cesseranno di rappresentare quel che sono, ma si riveleranno
come la rappresentazione diretta della nostra mente; e vedremo, infine, l'
anello soffocante che la mente rischia di divenire, non più cingerci e
soffocarci, ma, giacere inerte, lontano da noi, ai nostri piedi!

Constateremo, ancora, che la mente è solo una funzione illusoria del nostro
io profondo, la quale cessa di esistere quando viene riconosciuta quale un
semplice aspetto del tutto.

Nella nuova atmosfera in cui ci ritroveremo, saremo infine <noi stessi>;
saremo la nostra natura più vergine, originale e creatrice.

Privi di nozioni, di mente che le misceli e le agiti costantemente, in un
suono costante e caleidoscopico, scopriremo la natura del Nulla-Tutto; del
Verbo inarticolato e del Motore Immoto universali.

Da questo <universo parallelo> ogni genio della specie ha attinto le idee
archetipiche, che si sono, poi, tradotte nelle civiltà storiche di pensiero
e di azione. Ogni poeta ha rapito i suoi canti melodici di iniziato alla
bellezza; ogni rivoluzionario ha trovato le giuste e vere risorse a che l'
umanità della sua era conquistasse un maggiore respiro di libertà.

Ed è proprio nella nudità assoluta di ogni ricchezza intellettiva, emotiva e
materiale che si rintraccia la dimensione vera dell'unione con ogni cosa.

Spariscono i contrasti e gli appesantimenti, che si frapponevano tra le
funzioni del nostro pensiero e l'onda irrisolta ed illimitata del non
essere, del non ragionare, del non suddividere.

Qui, proprio qui inizia il Canto Innato e privo di confini di Dio. La
Presenza si svela, unita e stabilizzata nel cuore di colui che ha rinunciato
alle chimere di quel pulviscolo dorato, che viene sollevato, senza posa,
dalla coda guizzante della sua <ragione>, con i contenuti che essa conserva,
con gelosia.

Spesso, io penso con malinconia e dolore al mondo freddo che circonda molti
ed immensi talenti spirituali di mia conoscenza. Essi possiedono il grande
dono di sapere dire <cosa non è l'assoluto>. Ma, non sanno tradurre il
linguaggio e le percezioni che provengono dall'<universo parallelo>. Essi -
grandi monisti - non conoscono la carezza costante del Signore, che allevia
l'animo, addolcisce ogni dolore, parla con autorevole realismo alle anime di
migliaia e migliaia di Figli della Nuova Era.

Perché il Signore ha parlato ad Arjuna, con Voce fremente; e continua a
spezzare ogni resistenza in coloro che lo cercano, appunto, nella dimensione
in cui ci siamo, sinora, affacciati.

Perchè il Signore, Dio, attende sicuramente ognuno di voi, mentre parla
incessante al vostro animo, da quel momento preciso in cui avete posto piede
sul sentiero. Ed Egli è tutto ciò che esiste; ma è pure quell'incantevole
Sguardo che ha incendiato il cuore di Santa Teresa del Bambin Gesù, che ha
reso ebbro d'una pazzia eterna d'amore il piccolo fraticello di Assisi; che
vi riempie, ora, di quella eco nostalgica per Casa Vostra, mentre ne
ascoltiamo assieme il Suono della Voce Infinita.

Siate solo voi stessi. Sempre! Abbiate il coraggio di
testimoniare direttamente ad ogni fratello e sorella la tenera, sollecita,
reale presenza dell'Uno, in ogni cosa. Dite a tutti che la sacca sdrucita
della forma è agitata da un possente vento interno, che soffia fuori da
ognuna delle sue mille e mille lacerazioni: il vento della Presenza!

Non abbiate vergogna, o timore di farlo. Sciogliete la neve che ricopre l'
animo dei grandi teorici del Pensiero Metafisico. Parlate loro di quel
granulo infiammato che esiste in ogni particella dell'universo, e che ha
fatto dire a Gesù, Il Cristo:" Con il Mio Amore attrarrò tutti a Me!


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