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 Oltre Freud: scuole e autori della psicoanalisi
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Inserito il - 06/12/2017 : 10:32:55  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Oltre Freud: scuole e autori della psicoanalisi

Partendo da una concezione magico-religiosa vi furono alcuni tentativi di ascolto attivo e preoccupazione nei confronti delle persone che le cui facoltà mentali risultavano deteriorate, fino ad arrivare al divano di Freud e oltre. In questo articolo accenneremo, dunque, ai diversi autori della psicoanalisi.

Si va da padre Joan Jofré a Valenza, con il suo sanatorio per malati mentali, fino alla comunità araba e il suo trattamento basato sull’ascolto del malato non considerato come un pazzo, bensì come un messaggero della parola di Dio.

Sono stati molti i tentativi di “fare psicologia”, poiché, come diceva Skinner, in realtà la politica non ci salverà, solamente la conoscenza di noi stessi potrà farlo.

La nostra specie si è evoluta quasi per errore, senza fare un grande sforzo per separare tutto quello che, pur non essendo vero, è stato considerato come tale durante il processo.

Oggi, dunque, analizzeremo quello che può essere considerato uno dei primi approcci formali alla psicoanalisi. Spesso criticato e sottovalutato, ma grazie al quale vennero analizzati certi casi clinici gettando i semi dai quale sarebbe cresciuta questa scienza appassionante.

L’inizio della psicoanalisi: Sigmund Freud

Il fascino che hanno suscitato Freud e il suo lavoro ha dei limiti ampi e diffusi. Attualmente molti lo reputano un semplice speculatore, ben lontano dal metodo scientifico. Tuttavia, altri lo considerano un visionario che ha saputo vedere l’essere umano e i suoi problemi da una prospettiva rivoluzionaria.

A Freud dobbiamo il primo approccio serio alla soggettività umana, qualcosa di rivoluzionario. Cosa ci distingue, perché ci comportiamo in un modo o o nell’altro. Causa e alimento della nevrosi.

Spiegazioni come il complesso di Edipo, la paura della castrazione, l’origine di tutti i problemi psicologici come conseguenza di una libido sessuale alterata sono totalmente escluse da uno studio serio e scientifico di una teoria psicologica, e casualmente tutte queste teorie si riferiscono di più allo studio sull’origine del disturbo nell’infanzia piuttosto che all’analisi di un adulto in terapia.

Tuttavia, dobbiamo ringraziare Freud per la sua descrizione dettagliata di questi casi clinici. Così come per l’identificazione di certi fenomeni incoscienti, come la suggestione, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, la resistenza o la traslazione o la contro-traslazione, oggi ben articolati nel quadro della terapia.

Dopo Freud: Adler, Carl Jung, neofreudiani e tradizione analitica dell’Io

Alder fu uno dei primi a discordare da Freud, poiché difendeva un approccio finalistico della condotta piuttosto che causalistico. Quel che è certo è che molte delle nostre condotte hanno come causa il fine per le quali vengono realizzate, ma non è sempre così. Si pensi al bambino al quale viene chiesto di mettere in ordine la sua stanza: il fine è la stanza ordinata, la causa è il fatto che la madre glielo ha chiesto.

Adler, difende la forza dell’Io in opposizione alla debolezza “naturale” dell’Io freudiano. Parla dello stile di vita individuale segnato dalle prime relazioni con la famiglia, i valori familiari e la costellazione familiare. Parla dello sviluppo dell’individuo non come una risposta alla libido, bensì come un affanno di potere per superare la sua inferiorità organica.

D’altra parte, anche Jung si distanzia da Freud per quanto riguarda il concetto di incosciente che per Jung trascende l’individuale. La terapia cercherà una visione più ampia per capire il processo di individualizzazione. Parla di diversi archetipi collettivi e tipi psicologici. I suoi scritti sono interessanti e appassionanti.

“La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inamissibili.”
-Carl Jung-

Molti dei seguaci di Freud identificatisi con parte della sua eredità, hanno minimizzato, in maggiore o minor misura, l’importanza della sessualità nello sviluppo della nevrosi.

Alcuni hanno sminuito anche il ruolo dell’inconscio, hanno enfatizzato l’area culturale e sociale, le relazioni interpersonali o hanno prestato maggiore attenzione alle esperienze e alle circostanze del paziente. Alcuni di questi neofreudiani sono: Erich Fromm, Karen Horney e Harry S. Sullivan.

Nella tradizione analitica dell’Io, un’altra corrente psicologica dell’Io, troviamo sua figlia Anna Freud, Melanie Klein, Erik Erikson o Bolwlby. Questo gruppo riserva una particolare attenzione alle funzioni dell’Io, attribuendo un grande peso alle relazioni interpersonali, considerate come motore per la sua costruzione.

Tra gli autori della psicoanalisi, è opportuno menzionare autrici come Melanie Klein e il suo sviluppo della terapia del gioco o la teoria dell’oggetto transizionale di Winnicott, tanto studiata e convalidata da altre correnti.

Inoltre, Anna Freud eccelle in questa corrente psicoanalitica per i suoi famosi meccanismi di difesa: la repressione, la regressione, la formazione reattiva, l’annullamento retroattivo, l’introiezione, la proiezione, l’isolamento, la rivolta contro se stessi e la trasformazione nel proprio opposto o la sublimazione.

“Le menti creative riescono a sopravvivere anche ai peggiori sistemi educativi”
-Anna Freud-

Erik Erikson ottenne grande fama e prestigio grazie alla descrizione degli stadi dell’Io e la sua teoria è ampiamente accettata per via della sua utilità clinica. Nel sistema stabilito da Erikson esisterebbero otto fasi dell’essere umano e le loro antitesi: fiducia/sfiducia, autonomia/vergogna, iniziativa/colpa, industria/inferiorità, identità/confusione di ruolo, intimità/isolamento, generatività/stagnazione, integrità dell’Io/disperazione.

In conclusione, occorre sottolineare che John Bowlby ebbe una grande influenza con la sua teoria dell’attaccamento. Quest’ultima gode di ampia fama, infatti è un modello di riferimento utile per capire come si relazionano i bambini con le loro figure di riferimento. Spiega anche come, a partire da queste relazioni così importanti, costruiamo il resto dei nostri rapporti a mano a mano che cresciamo.

Altri approcci e autori della psicoanalisi

Sarebbe impossibile descrivere tutta la ricchezza delle scuole psicoanalitiche emerse nel corso degli anni, anche se vale la pena di nominare alcune di esse per via della loro grande influenza:

La terapia psicodinamica breve, la quale limita la durata della terapia, si concentra su un aspetto principale del problema e prevede un atteggiamento più direttivo e attivo del terapeuta. I rappresentanti più celebri sono Sandor Ferenci e Otto Rank.
Alexander e la sua esperienza emozionale correttiva, un successo terapeutico acclamato ai giorni nostri.
Ackerman e il suo studio sulle relazioni familiari nell’ambito dei disturbi nevrotici e psicotici.
Jacob Moreno con la formulazione dello psicodramma.
Lacan con il suo ritorno ai postulati di Freud, incorporando gli apporti di Saussure e Levis-Strauss.
Potremo accettare o meno i pensieri di Freud. Quello che è innegabile è che il suo pensiero rappresentò una rivoluzione per la comprensione delle nostre azioni e delle motivazioni su cui si basano aprendo le porte su un’idea che oggi viene spesso tenuta in considerazione: nel nostro passato remoto si formano ricordi, coscienti e incoscienti, che condizionano il nostro comportamento attuale.

autore sconosciuto


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