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 La pratica crea il Maestro
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Inserito il - 16/06/2017 : 10:20:45  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
La pratica crea il Maestro

da Il sentiero dell'amore

(di Don Miguel Ruiz)

In ogni rapporto ci sono due metà. Una siete voi e l'altra e' vostro figlio,
vostra madre, vostro padre, il partner. Ciascuno è responsabile soltanto
della propria metà. Non importa quanto siate vicini, o quanto pensiate di amarvi,
è impossibile essere responsabili per ciò che si trova nella testa di un'altra
persona. Non potrete mai sapere cosa pensa l'altro, in cosa crede, quali
sono le sue congetture. Non sapete nulla di lui.

Questa è la verità, ma cosa facciamo invece? Cerchiamo di essere
responsabili per l'altra metà, ed ecco perché le relazioni sono basate sulla paura, sul
dramma e sulla guerra per il controllo.

Se iniziamo una guerra per il potere, è perché non abbiamo rispetto. La
verità è che non amiamo. Ciò che scambiamo per amore è soltanto egoismo. Come dei
drogati, vogliamo le piccole "dosi" d'amore che ci fanno sentire bene. Se
non c'è rispetto c'è la guerra per il controllo, perché ciascuno si sente
responsabile per l'altro.

Devo controllarti, perché non ti rispetto. Devo farmi responsabile per te,
perché qualunque cosa ti accada mi farà male, e io non voglio soffrire.
Allora, se vedo che non ti prendi le tue responsabilità, ti martellerò per
costringerti a farlo, ma voglio che tu sia "responsabile" dal mio punto di vista, che non
è necessariamente quello giusto.

GUERRA PER IL CONTROLLO, O GIOCO DI SQUADRA?

Ecco ciò che accade sul sentiero della paura. Poiché manca il rispetto,
agisco come se tu non fossi abbastanza intelligente da capire cosa è bene per te.
Suppongo che tu non sia abbastanza forte per affrontare determinate
situazioni, perciò devo assumere il controllo e dire: "Lascia fare a me". Oppure: "Non
farlo".

Cerco di sopprimere la tua metà del rapporto e di assumere il controllo
totale.

Ma se controllo tutto il rapporto, dov'è la tua metà? Così non funziona.

Con l'altra metà possiamo condividere tante cose, possiamo divertirci e
creare insieme un sogno meraviglioso. Ma l'altra metà ha sempre un proprio sogno,
una volontà propria, e non possiamo controllare quel sogno in nessun modo.
Allora è necessaria una scelta; creare una guerra di potere o fare gioco di squadra.
Gli atleti di una squadra giocano insieme, non uno contro l'altro.

Se giocate un doppio a tennis, non andrete mai contro il vostro compagno.
Mai. Anche se il vostro modo di giocare è diverso, avete lo stesso scopo:
divertirvi insieme, giocare insieme. Se il vostro partner vuole controllare il gioco, e
dice: "Non giocare in questo modo, gioca in quest'altro. No, stai facendo
tutto male", non vi divertirete affatto. E dopo un po' non vorrete più giocare con
quel compagno.

In questo modo, avrete sempre conflitti. Se invece considerate i vostri
rapporti, anche quelli romantici, come un gioco di squadra, tutto comincerà
a migliorare. Nei rapporti con gli altri, come nelle partite, non è importante
vincere o perdere. Si gioca per divertirsi.

Sul sentiero dell'amore, diamo più di quanto prendiamo. E ovviamente ci
amiamo così tanto da non permettere agli egoisti di approfittare di noi. Non
cerchiamo la vendetta, ma comunichiamo in modo chiaro.

Possiamo dire: "Non mi piace quando cerchi di approfittare di me, quando non
mi rispetti, quando non sei gentile. Non ho nessun bisogno di ricevere
violenze, verbali, emozionali o fisiche. Non voglio ascoltarti mentre bestemmi tutto
il tempo. Non è che io pensi di essere migliore di te. E' solo che amo la
bellezza, amo ridere, divertirmi. Amo amare. Non sono egoista, è solo che non ho
bisogno di una vittima al mio fianco. Questo non vuol dire che non ti amo, ma
semplicemente che non posso prendermi la responsabilità del tuo sogno".

Questo non è egoismo, è amore di sé. L'egoismo, il bisogno di controllo e la
paura possono spezzare quasi tutti i rapporti. La generosità, la libertà e
l'amore creano il rapporto più bello: un continuo idillio.

PADRONEGGIARE UNA RELAZIONE

Padroneggiare una relazione dipende da voi. Il primo passo è diventare
coscienti del fatto che ognuno ha il suo sogno personale. Quando sapete questo, potete
prendervi la responsabilità della vostra metà del rapporto. E' più facile
controllare la vostra metà che cercare di controllare tutta la relazione. Se
avete rispetto, sapete che il vostro partner, amico, figlio, madre, è
completamente responsabile per la sua metà. Se lo rispettate ci sarà sempre
pace tra voi, e non guerra.

Il passo successivo è quello di sapere cosa è amore e cosa è paura, per
diventare coscienti del modo in cui comunicate agli altri il vostro sogno.
La qualità della comunicazione dipende dalle scelte che fate in ogni momento.
Si tratta di decidere se volete rivolgere il vostro corpo emozionale verso
l'amore, o verso la paura. Se scoprite di essere sul sentiero della paura, questa
consapevolezza è già abbastanza per darvi la possibilità di spostare la
vostra attenzione verso il sentiero dell'amore. Basta vedere dove vi trovate,
cambiare la direzione dell'attenzione, e intorno a voi tutto cambierà.

Infine, se diventate consapevoli che nessun altro può rendervi felici,
perché la felicità è il risultato dell'amore che viene da dentro di voi, sarete
maestri della più grande arte dei Toltechi: la Padronanza dell'amore.

Possiamo parlare dell'amore, scriverci sopra migliaia di libri, ma in realtà
l'amore sarà sempre diverso per ciascuno di noi, perché si tratta di
un'esperienza. L'amore non è un concetto, è azione. L'amore in azione può
produrre soltanto felicità. La paura in azione non produce altro che
sofferenza.

L'unico modo di padroneggiare l'amore è quello di praticarlo. Non c'è
bisogno di giustificare il vostro amore, o di spiegarlo. Basta soltanto praticarlo. La
pratica crea il Maestro.


L'AUTORE

Don Miguel Ruiz

Idealmente erede del Don Juan di Carlos Castaneda, è oggi uno dei maggiori
depositari della saggezza Tolteca. Nato in una zona rurale del Messico da
una famiglia di guaritori (la madre era una "curandera" e il nonno un "nagual",
o sciamano) in gioventù si lascia conquistare dalla vita moderna e, invece di
continuare la tradizione di famiglia come nagual, studia medicina e inizia a
lavorare come chirurgo.

Il "risveglio" arriva grazie ad un'esperienza di pre-morte (Near Death
Experience), durante la quale si rende conto di esistere separatamente dal
corpo. Sorge allora spontanea in lui la domanda: "Se non sono questo corpo,
che cosa sono?" Per scoprirlo si dedica, aiutato dalla madre, allo studio e alla
pratica dell'antica saggezza tolteca, completando il suo apprendistato con
un potente sciamano del deserto messicano, mentre il nonno sciamano, che aveva
ormai lasciato il corpo, continua ad impartirgli insegnamenti attraverso i
sogni.

Oggi il compito principale di Don Miguel consiste nel preparare le persone
all'avvento del "Sesto Sole" del Calendario Maya, ovvero, secondo le antiche
profezie, uno straordinario periodo di cambiamento personale e planetario.
Nella tradizione dei Toltechi, la vita è un sogno sul quale possiamo avere totale
controllo, e un nagual (sciamano) insegna all'individuo a padroneggiare il
proprio sogno personale, guidandolo verso la libertà personale.

Combinando le sue nuove intuizioni con questa antica saggezza, Don Miguel
insegna che il cammino verso la libertà personale è in realtà il primo passo
di un progressivo avvicinamento alla vera meta finale: quella di cambiare, dopo
il proprio sogno personale, quello collettivo del Pianeta. A tale scopo, ha
pubblicato finora tre libri, tutti best-seller negli Stati Uniti: "The Four
Agreements" e "The Mastery of Love" - pubblicati in Italia dalle Edizioni Il
Punto d'Incontro rispettivamente come "I quattro accordi" e "La padronanza
dell'amore", nonché il più recente "The Four Agreements Companion Book",
ancora inedito nel nostro Paese.


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