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 "Il Dhammapada: Il libro più amato dal Buddhismo
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Inserito il - 25/01/2013 : 11:31:44  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
"Il Dhammapada: Il libro più amato dal Canone Buddhista"

estratto dal Dhammapada:

- IL LIBRO PIÙ AMATO DAL CANONE BUDDISTA

IX Il male

116 Affrettati a fare il bene. Astieniti dal male. Se trascuri di coltivare
il bene, il male infesta la tua mente.

117 Se ti capita di fare del male, non ripeterlo, non lasciare che metta
radici in te, onde non incorrere nella sofferenza.

118 Se ti capita di far del bene, ripetilo, lascia che metta radici in te e
ti riempia di gioia.

119 Anche chi ha fatto del male può gioire finché le conseguenze del male
fatto non sono maturate.

120 Anche chi ha fatto del bene può soffrire finché il bene che ha fatto non
dà i suoi frutti.

121 Non prendere alla leggera il male che fai, pensando che non ti tocchi.
Una brocca si riempie d'acqua che cade goccia a goccia.

122 Non prendere alla leggera il bene che fai, pensando che non ti tocchi.
Una brocca si riempie d'acqua che cade goccia a goccia.

123 Come un ricco mercante che viaggia senza scorta evita un cammino
pericoloso, come chi ama la vita evita un veleno, così evita il male.

124 Ma, una mano senza ferite può maneggiare veleni senza danno. Così il
male
non tocca l'innocente.

125 Il male fatto a un innocente è come polvere gettata controvento.
Esso si ritorce contro chi lo fa.

126 Alcuni rinascono in questo mondo, altri all'inferno, altri ancora in
paradiso. Ma coloro che sono senza macchia entrano nel nirvana.

127 In nessun luogo al mondo, né in cielo, né in fondo al mare, né nelle più
remote gole montane, puoi sottrarti alle conseguenze del male che hai fatto.

128 In nessun luogo al mondo, né in cielo, né in fondo al mare, né nelle più
remote gole montane, puoi sottrarti al dominio della morte.

- X La violenza -

129 Come te, tutti gli esseri tremano di fronte alla violenza, tutti temono
la morte.
Rispecchiandoti negli altri, non uccidere e non ferire.

130 Come te, tutti gli esseri tremano di fronte alla violenza, tutti amano
la vita.
Rispecchiandoti negli altri, non uccidere e non ferire.

131 Chi cerca la propria felicità ferendo altri esseri che come lui cercano
la felicità non sarà mai felice.

132 Non ferire chi come te cerca la felicità, se vuoi essere felice.

133 Non ferire con parole crudeli.La parole irate fanno male e il dolore che
provochi rimbalza verso di te.

134 Immobile e silenzioso come un gong spezzato entra nel nirvana, dove ogni
agitazione scompare.

135 Come un mandriano con il suo bastone spinge le vacche al pascolo, la
vecchiaia e la morte sospingono le creature verso nuove vite.

136 Ma l'inconsapevole non se ne rende conto e brucia nel fuoco delle sue
proprie azioni.

137 Chi ferisce un innocente, o infligge una punizione immeritata incorre in
una di queste dieci calamità.

138 Subisce crudeli sofferenze, una grave malattia, una mutilazione,
l'invalidità o la pazzia.

139 Oppure viene perseguitato dal sovrano, viene accusato di un crimine
spaventoso, subisce un lutto, o la rovina economica.

140 Oppure la sua casa viene distrutta dal fulmine. E quando il suo corpo si
è dissolto continua a bruciare all'inferno.

141 Né la nudità, né i capelli arruffati, né il digiuno, né il dormire sulla
nuda terra, né il cospargersi il corpo di cenere, né il sedere immobile:
nulla di tutto questo può liberare chi non è libero dal dubbio.

142 Ma chi vive in serenità e purezza, astenendosi dal nuocere ad alcun
essere, anche se indossa vesti eleganti è un vero bramino, un vero asceta,
un vero
bhikshu.

143 Un cavallo ben addestrato non ha bisogno della frusta.

144 Come un cavallo ben addestrato toccato dalla frusta, sii ardente e
scattante. Liberati di questa sofferenza con la meditazione, la
consapevolezza, la saggezza, la virtù, la fiducia e l'impegno nella ricerca
della verità.

145 Come il contadino incanala l'acqua, come il fabbro raddrizza le sue
frecce, come il falegname lavora il legno, così il saggio lavora se stesso.

- XI La vecchiaia -

146 Di che cosa puoi rallegrarti mentre il tuo mondo brucia?Sei immerso
nell'oscurità e non cerchi la luce?

147 Guarda questo tuo corpo: un fantoccio dipinto che sta insieme in qualche
modo, malato, pieno di ferite, agitato da fantasie mutevoli e vacue.

148 Questo tuo corpo fragile, malato, putrescente, destinato, come ogni cosa
vivente, a morire e a dissolversi.

149 Guarda queste bianche ossa, che un giorno saranno gettate via come
zucche in autunno.

150 Queste ossa costituiscono una fortezza intonacata di carne e di sangue,
abitata da orgoglio e ipocrisia, vecchiaia e morte.

151 Anche gli splendidi carri dei re perdono con il tempo i loro colori.
Così il corpo invecchia. Ma la legge eterna non invecchia: questo è
l'insegnamento che i saggi trasmettono ai saggi.

152 Chi non impara dalla vita invecchia come un bue: la sua carne cresce, ma
non la sua saggezza.

153 Innumerevoli vite ho attraversato cercando invano il costruttore di
questo edificio di ossa e di carne. Doloroso è continuare a rinascere.

154 Ma ora ti ho trovato, costruttore, e non ricostruirai mai più questa mia
dimora.
La trave di colmo è spezzata, le travi sono rotte. Ogni desiderio è estinto
e la mente riposa nel nirvana.

155 Coloro che hanno dissipato gli anni della loro giovinezza da vecchi
intristiscono come vecchie gru in un lago senza pesci.

156 Giacciono inutili come archi spezzati, rimpiangendo il passato.

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