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Inserito il - 18/01/2013 : 11:56:29
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La sinestesia? Un imprinting dovuto ai giocattoli
17 gennaio 2013
La percezione di un colore associato alla vista di una lettera dell’alfabeto è un fenomeno raro, che potrebbe essere appreso almeno in parte durante l’infanzia. È la conclusione di uno studio in cui le associazioni tra colori e lettere di alcuni soggetti sono risultate sorprendentemente simili ai colori con cui venivano prodotte lettere di plastica negli anni settanta e ottanta da una nota industria di giocattoli (red)
lescienze.it
C’è un processo infantile di apprendimento dietro alcuni casi di fenomeni sinestetici tra colori e lettere dell’alfabeto: lo afferma un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Psychological Science” a firma di Nathan Witthoft, ricercatore del Dipartimento di Psicologia della Stanford University.
La sinestesia è un raro fenomeno percettivo in cui alla stimolazione attraverso un senso segue un’esperienza sensoriale o cognitiva che non è stata stimolata: tipico è il caso di fenomeni uditivi associati a un colore o forme associate a un sapore.
Nella sinestesia grafemi-colori, le lettere stampate vengono percepite con un colore particolare ma costante, anche quando i caratteri non sono colorati. Diversi studi sembravano escludere che il fenomeno fosse dovuto ad associazioni apprese, per esempio in seguito all’esposizione a lettere colorate durante l’infanzia. Altre ricerche hanno fornito una parziale spiegazione di tipo neurologico, secondo cui nella materia bianca vi sarebbe una connessione più estesa tra le regioni del lobo tempo inferiore che elaborano lettere e colori.
La scoperta di Witthoft però mette tutto in discussione: egli ha infatti individuato 11 soggetti sinesteti le cui corrispondenze grafemi-colori sono quelle utilizzate dalla Fisher Price tra il 1972 e il 1990 per produrre lettere giocattolo di plastica con una piccola calamita.
Il dato è emerso da un test per la sinestesia disponibile su un sito internet, il Synesthesia Battery Web e da altri software appositamente dedicati in cui il soggetto deve identificare la sfumatura cromatica associata a 26 lettere maiuscole e 10 cifre, presentate in ordine casuale e in momenti diversi, al fine di valutare la coerenza delle risposte. In un secondo test, gli stessi soggetti dovevano indicare se un carattere alfanumerico colorato corrispondesse alla loro personale mappa sinestetica dei colori.
L’analisi statistica delle risposte è risultata sorprendentemente simile ai colori dei caratteri giocattolo prodotti da Fisher Price durante il periodo della loro infanzia. Inoltre, 10 degli 11 partecipanti hanno riferito di aver posseduto da bambini lettere in plastica.
Tenuto conto che una corrispondenza casuale tra le mappe sinestetiche è estremamente improbabile, secondo Witthoft si tratta di una chiara prova del contributo dell’apprendimento nelle percezioni sinestestiche dei suoi soggetti. Ciò tuttavia non esclude che vi siano altre forme di sinestesia puramente percettive.
http://pss.sagepub.com/content/early/2013/01/10/0956797612452573
www.synesthete.org" target="_blank">http://www.lescienze.it/news/2013/01/17/news/sinestesia_grafemi_colori_contributo_apprendimento-1464709/www.synesthete.org
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