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 Ipertensione, che fare?
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Inserito il - 10/01/2013 : 12:37:20  Mostra Profilo  Rispondi Quotando
Ipertensione, che fare?

Come tenere sotto controllo l'ipertensione arteriosa con l'alimentazione e l'utilizzo delle medicine naturali

di Vincenzo Valesi - 10/01/2013

>> http://goo.gl/VXGlX

Il dottor Vincenzo Valesi, autore del libro I Rimedi Naturali del Medico di Famiglia risponde al quesito di un nostro lettore sulla cura dell'ipertensione arteriosa.

Gentile dottore ho 66 anni e da 44 anni vivo con un rene sono stato nefrectomizzato nella parte dx a causa di un calcolo calcificato sull’uretere con idronefrosi e idro-uretere. Non ho mai avuto conseguenze e il reno sinistro funziona bene anzi le dico che ho praticato molto sport come calcio e tuttora bicicletta.
Fatta questa premessa, oltrettutto doverosa, soffro da 20 anni di ipertensione arteriosa, soprattutto la minima, con punte che si aggirano dai 93 e sfiorano qualche volta anche 104. Ultimamente anche la massima è aumentata portando i valori da 150-160. Sono sempre in cura dal medico di base che ogni 3-4 anni devo cambiare medicinali per il motivo che non hanno più effetto.

Due mesi fa sono stato dal cardiologo e dopo aver espletato tutti gli esami del caso mi ha ordinato di assumere i seguenti medicinali: Coverlam 5/5 mg e Rasilez 150 mg una al mattino e l’altra alla sera.
Nel frattempo sto seguendo da più di 2 mesi una cura di Linus Pauling “Come vivere più a lungo e sentirsi meglio” a base di vitamina C con un miscuglio di 12 parti di acido ascorbico e 10 di carbonato di magnesio da prendere 4 volte al giorno e attualmente si aggira 50 grammi di vitamina C. Da diversi mesi misuro la pressione 3 volte al giorno a distanza di intervallo tra l’una e l’altra di circa un minuto. Ho riscontrato un lieve miglioramento dei valori che si aggirano sui 89-93 la minima mentre la massima si aggira sui 140-150: per me sono ancora troppo alti!
Mi preme di far notare che ho riscontrato da 20 giorni che c’è un abisso di scarto di punti tra la prima misurazione la seconda e la terza volta: a che cosa è dovuto questi sbalzi? Ecco un esempio di oggi 8/07/2011 ore 7,45: 161-95-80; 149-96-84; 150-97-84. Ore 11,45: 110-79-113; 110-78-112; 103-81-114. Premetto che al mattino sono andato a correre in bicicletta per 70 km. Da circa 10 giorni non prendo i medicinali convenzionali perché mi sono accorto che non funzionano per nulla.

Inoltre non mangio carne ho eliminati i latticini e formaggi, bevo il latte di riso, ho diminuito il sale, faccio soltanto uso del sale Himalayano che ha tantissime proprietà. I miei pasti mezzogiorno e sera consistono di abbondanti verdure crude le più svariate a seconda della stagione e cotolette vegetali, circa 2 volte alla settimana mangio un piatto di pasta. Come carattere sono sempre stato abbastanza nervoso e in continua tensione in tutto e dapperttutto, qualche volta tendo arrabbiarmi facilmente per le contrarietà con pensieri anche distruttivi. In conclusione io penso che la mia ipertensione arteriosa sia di origine nervosa. Quindi le voglio chiedere se c’è qualche altro rimedio per calmare la mia indole nervosa che mi porta facilmente oltre i limiti consentiti, e far si che la pressione rimanga nei valori della norma 80-85/125-130?
Ringraziandola anticipatamente per la sua gentile risposta le porgo con l’occasione i miei miglio e cordiali saluti.

Non è opportuna la sospensione di una terapia antiipertensiva necessaria a curare una forma di ipertensione arteriosa complessa, tanto da richiedere due farmaci e l’associazione di 3 principi attivi (uno che blocca l’angiotensina plasmatica,uno che agisce riducendo il calcio necessario per la contrazione delle fibrocellule muscolari lisce della parete arteriosa, e uno bloccando la renina).

Qualora ne esistessero le condizioni, e qualora fosse possibile, un eventuale alleggerimento della terapia farmacologica classica dovrebbe essere fatto sempre sotto controllo medico, riducendo progressivamente le dosi del farmaco, per evitare pericolosi fenomeni di rimbalzo con bruschi picchi di rialzo pressorio.
Trovo molto positivo il rispetto di un regime dietetico che riduca al minimo l’apporto alimentare di cloruro di sodio (sale); non dimentichiamo fra l’altro che anche i dolci e il pane spesso lo contengono; oltre ai formaggi, giustamente allontanati, e alle carni. Carne e formaggi inoltre favoriscono un’eccessiva permanenza nella fase acida della matrice extracellulare. Alla fine della giornata, quello che conta è il carico totale di sodio, qualunque ne sia la fonte. È raccomandabile anche la pratica di una regolare attività fisica di tipo aerobico, senza però spingerla agli eccessi di un sovraccarico stressante.

Il comportamento della pressione può essere influenzato anche da fattori psico-emozionali, quali ansia, paura, spaventi, rabbia: tutte condizioni che portano a un aumento persistente dei livelli di ADRENALINA, NORADRENALINA (immessa nel sangue dalla midollare surrenale), e CORTISOLO, increto dalla corticale del surrene come risposta difensiva a svariate situazioni di stress. Se vogliamo ricollegarci poi alla visione costituzionalista, questo comportamento è più frequentemente peculiare del temperamento IROSO di Ippocrate che corrisponde alla costituzione fosforico-tubercolinica degli autori francesi; mentre atteggiamenti di distruttività (auto ed etero) orientano più verso l’appartenenza al temperamento melanconico equivalente alla costituzione fluoro-luesinica.

Inoltre la pressione, anche in condizioni fisiologiche, non è sempre uguale nel corso della giornata, ma presenta delle oscillazioni circadiane: c’è un picco al momento del risveglio, dovuto all’attivazione del sistema ortosimpatico adrenergico e ai più alti livelli di cortisolo; tende ad abbassarsi nel corso del mattino e del primo pomeriggio, per manifestare poi un secondo picco in serata.

La pressione deve essere misurata in maniera tecnicamente corretta e cioè: bracciale aderente all’arto superiore poco sopra alla piega del gomito, né troppo lasso né troppo stretto, tenendo il braccio allo stesso livello del cuore, in condizioni di relax, non subito dopo un pasto o uno sforzo fisico; anche la sensazione di costrizione determinata del bracciale,o la paura /ansia nei confronti del misuratore (sindrome del camice bianco), può determinare il riscontro di elevati valori a una prima misurazione; in questi casi, ancorchè spaventarsi (che la farebbe salire ancora di più), è opportuno ricontrollare la pressione anche più di una volta dopo pochi minuti, e rivolgersi al medico se i valori rimangono elevati.

Come integrazione alla terapia farmacologica, trovo in questo caso interessante l’azione di CALCIUM PHOSPHORICUM o di CALCIUM FLUORICUM a seconda del tipo di costituzione prevalente, di cui ho parlato precedentemente. Come OLIGOLEMENTO il MAGNESIO, che è una specie di calcio antagonista naturale; o anche l’associazione MANGANESE (iperreattività)-COBALTO, particolarmente interessante nella diatesi distonica di Menetrier. Come farmaco unitario omeopatico il temperamento iroso spesso si giova della NUX VOMICA, che comunque è un grande farmaco di drenaggio anche della sfera psichica, sulla quale è opportuno agire con tecniche di rilassamento corporeo, massaggi, training autogeno, meditazione, yoga, esercizi di respirazione, musicoterapia, pet terapy.


Vincenzo Valesi
I Rimedi Naturali del Medico di Famiglia >> http://goo.gl/VXGlX
Macro Edizioni
Editore: Macro Edizioni
Data pubblicazione: Ottobre 2011
Formato: Libro - Pag 463 - 17x24
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-rimedi-naturali-del-medico-di-famiglia-libro.php?pn=1567

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