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Inserito il - 13/07/2010 : 12:19:37
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Ayurveda. I suoi principi e concetti base 1
(di autore sconosciuto)
(prima parte)
°°°
Cos'è l'Ayurveda?
Oltre 5000 anni fa si sviluppò un sistema curativo meraviglioso e completo chiamato "Ayurveda". Tale termine, che deriva dalla parola “Ayu” che significa Vita e “Veda” che significa Conoscenza, ha un contenuto che va oltre a quello di sistema curativo. Infatti racchiude in sè l'Arte e la Scienza del vivere. Questa scienza olistica è unica in quanto, oltre a curare gli squilibri del corpo, si occupa anche degli squilibri relativi alla mente e allo spirito. Seguire in maniera corretta i Principi Ayurvedici può aiutare a mantenere giovane la propria salute.
L'Ayurveda affonda le proprie origini nel "Charak Samhita" un trattato che risale a 3.500 anni fa, che, a sua volta, si basava sul "Agnivash Samhita", l'opera più antica di quei tempi che risaliva a migliaia di anni addietro. Di base, l'Ayurveda si propone di diffondere una qualità di vita migliore, agendo non soltanto sul corpo ma anche sulla mente e l'anima. Il Charak Samhita si suddivide in otto branche che comprendono tra l'altro il Ringiovanimento, la Cura delle malattie, la Chirurgia maggiore e minore, la Tossicologia, gli Afrodisiaci, etc. Uno dei rami dell'Ayurveda che si occupa della guarigione delle malattie, chiamato "Kaya-Chikitsa" è strutturato in maniera organica secondo terapie, patologie, anatomia, fisiologia, farmacologia, etc. E' a conoscenza di pochi il fatto che molte recenti scoperte mediche erano già state oggetto di studio nell'Ayurveda più di 5.000 anni fa: per esempio, lo studio di geni e cromosomi era già stato affrontato e spiegato a fondo da questa antica medicina indiana.
Secondo l'Ayurveda, l'Universo, il Macrocosmo, il Microcosmo e l'Essere Umano sono parti del Panchmahabhoot, i 5 elementi fondamentali: Terra, Acqua, Fuoco, Aria ed Etere. L'equilibrio di questi 5 elementi assicurano la vita in questo Universo e in ogni essere vivente; così un eccesso di calore (Fuoco) nel pianeta Mercurio, che è il più vicino al sole, o la mancanza di calore (Fuoco) nel pianeta Plutone, che è il più lontano, impedisce qualsiasi forma di vita come, d'altronde, accade sulla Luna per la mancanza di Aria.
I cinque elementi base.
1. Terra (Prithvi) Nell'universo, l'elemento Terra fornisce solidità e compattezza, struttura il pianeta e dà sostegno e nutrimento agli esseri viventi. Similarmente, nel corpo umano l'elemento Terra si materializza nella struttura ossea e muscolare che dà forma e sostegno al corpo stesso. Se l'elemento Terra è in eccesso, si manifesta pesantezza, grossezza e lentezza nei movimenti. Il consumo esagerato di carne, minerali e dolci conduce ad una eccessiva formazione dell'elemento Terra nel corpo umano.
2. Acqua (Apa o Jala) L'umidità, la fluidità, il nutrimento, la vischiosità e la pesantezza sono caratteristiche peculiari dell' elemento Acqua. Un eccesso o una scarsità di acqua sul pianeta Terra impedisce lo sviluppo delle diverse forme di vita: per esempio, troppa acqua nel terreno lo rende fradicio, ostacolando la vegetazione, mentre una scarsità di acqua non nutre le piante, rendendole secche e spoglie. Nel corpo l'elemento Acqua si manifesta sottoforma di plasma, protoplasma, citoplasma, fluidi linfatici, etc. Un suo eccesso provoca grossezza ed edema, mentre una sua carenza è all' origine di stati di disidratazione generale o locale. Uno smodato consumo di latte, succhi di frutta zuccherati, olio, acqua e burro, provoca un aumento dell'elemento Acqua nel corpo.
3. Fuoco (Tej) Il calore e l'intensità sono le caratteristiche primarie del Fuoco la cui funzione consiste nel favorire la digestione ed il corretto funzionamento del metabolismo. Nell'Universo l'energia solare stimola il metabolismo e la trasformazione di energia in nutrimento nelle piante. Nel corpo umano, l'elemento Fuoco regola la secrezione degli enzimi, dei succhi gastrici, il sangue, il ciclo metabolico, etc. Un eccesso dell'elemento Fuoco nell'universo brucia la vegetazione mentre una scarsità ne inibisce la crescita. Un eccesso di calore nel corpo provoca sensazioni di bruciore, mentre una sua carenza altera le funzioni metaboliche e digestive, ostacolando la crescita del corpo. L'elemento Fuoco è presente soprattutto nei cibi piccanti e speziati.
4. Aria (Vayu) In natura l'elemento Aria è leggero, secco, freddo, instabile e impercettibile. Nell'universo è responsabile del movimento della materia. Nel corpo umano funzioni come il movimento degli arti e dei muscoli, il fluire dello sperma, l'urinazione, la defecazione, la trasmissione degli impulsi nervosi, la respirazione, etc., sono controllate dall'elemento Aria. Una elevata presenza di Aria rende il corpo molto leggero, magro e conduce a malattie connesse alla mobilità come per esempio, artrite, asma, stitichezza, sclerosi multipla, morbo di Parkinson, etc. La stabilità mentale e fisica risulta inoltre disturbata. L'elemento Aria predomina nelle lenticchie, fagioli, ceci, etc.
5. Etere (Akasha) Questo elemento si caratterizza per la sua leggerezza, morbidezza, impercettibilità, volatilità. Lo spazio è il vuoto nell'universo che favorisce la mobilità. Infatti se una stanza è piena di oggetti solidi, il movimento sarà impossibile o limitato. Anologamente il corpo umano è composto da numerose strutture vuote, come il tratto digestivo, i vasi sanguigni, i pori delle membrane cellulari, gli spazi all'interno delle orecchie, che permettono un costante movimento di solidi e liquidi. L'assenza dell'etere in uno di questi organi vuoti, provocherebbe dei blocchi con conseguente limitazione dei movimenti.
II Principio Tridosha.
Essenzialmente, un dosha può essere considerato una energia vitale, una forza invisibile, ma tangibile, costantemente al lavoro che agisce come un catalizzatore per le varie funzioni del corpo umano quali la respirazione, la digestione, l'escrezione, la formazione di nuove strutture, etc. Qualsiasi squilibrio dei dosha provoca la malattia.
Fondamentalmente i dosha sono tre:
1.Vata - formata dagli elementi Etere e Aria 2.Pitta- formata dall'elemento Fuoco 3.Kapha- formata dagli elementi Acqua e Terra Ogni dosha racchiude in sè le caratteristiche degli elementi che lo compongono.
1. VATA
A seguito del processo digestivo, si ha una formazione di chilo nutriente come prodotto finale e di Vata come sottoprodotto.
Quando la digestione è regolare, l'energia necessaria per intraprendere qualunque tipo di attività fisica deriva dalla produzione del chilo nutriente e da Vata che per sua natura facilita il movimento. Effetti dovuti ad un eccesso di Vata:
Se in conseguenza di una alimentazione errata e di una cattiva digestione si produce meno chilo nutriente e più Vata, si sviluppa minore energia e più movimento. Le difese immunitarie si allentano e si possono manifestare malattie come il Morbo di Parkinson, la Sclerosi Multipla, l'Artrite, l'Asma, un movimento intestinale non regolare, perdita di peso, mente instabile, gonfiori addominali, mancanza di concentrazione, depressione, sordità, atrofia degli organi nonché disturbi psichici e mentali in casi estremi. Il linguaggio risulta veloce e scomposto. Effetti dovuti ad una quantità inadeguata di Vata:
Se a causa di una cattiva digestione e del cibo ingerito si produce più chilo nutritivo e meno Vata, si sviluppa più energia e meno movimento. Gradualmente l'energia sviluppata si accumula e non viene utilizzata. La riduzione delle attività fisiche produce pesantezza e apatia che possono provocare disturbi come cattiva circolazione del sangue, lenta digestione, etc. Se, a causa di una cattiva digestione e del cibo ingerito, si produce meno chilo nutriente e meno Vata, si sviluppa meno energia e movimento. In tal caso l'attività fisica si riduce e si manifestano alcuni disturbi quali dimagrimento e apatia.
Effetti dovuti ad uno squilibrio di Vata.
Vata è localizzata principalmente nel basso ventre. Talvolta il suo movimento naturale viene deviato dalla presenza di blocchi presenti nella sua sede principale, con conseguenti disturbi come tremori, depressione, formicolio, dolori diffusi, disidratazione, coliche, intorpidimento, rigidità fisica e mentale, etc.
Vata può incidere sia sulla salute del fisico che su quella mentale. A livello fisico Vata può indurre leggerezza, flessibilità, freddezza; può permettere di controllare funzioni motorie come la respirazione, la circolazione, i movimenti delle mani, gambe, palpebre e intestino, l'ingerire e inghiottire e può penetrare nei canali più profondi e microscopici. A livello mentale, Vata incoraggia l'immaginazione e l'entusiasmo.
Principalmente ci sono 5 tipi di Vata:
- Prana Vata, localizzata nella testa e nel cavo orale. - Udana Vata, situata nella parte alta del corpo e nella gola. - Samana Vata, che si trova tra lo stomaco e l'intestino. - Vyana Vata, che è presente in tutto l'organismo. - Apana Vata, localizzata nel retto.
I cibi che possono provocare un eccesso di Vata sono: ceci, fagioli, fagioli neri, fave, noci, tutti i tipi di frutta secca, cavoli in generale, cibi congelati, cibi astringenti come il melograno, etc.
Le cause di una alterazione di Vata riconducibili allo stile di vita sono: sforzi prolungati, viaggi troppo frequenti, alimentazione irregolare, risiedere in luoghi con climi freddi, dormire a orari irregolari, eccedere nella vita sessuale, ansia, preoccupazioni, paure, shock mentali, stress, etc.
2. PITTA
E' uno dei dosha che governa la digestione, l'assorbimento e la trasformazione, il metabolismo, il calore corporeo, l'appetito, la sete, la vista e la brillantezza degli occhi, l'intelletto, il gusto, il coraggio, la forma, le proporzioni e la struttura fisica del corpo.
Pitta, costituito dall'elemento fuoco, è caldo, acuto, liquido, moderatamente oleoso, acido ed ha un odore acre. Si sviluppa nella seconda fase della digestione. Le particelle di cibo che si trovano nello stomaco vengono decomposte e trasformate in cibo semi-digerito che passa nel piccolo intestino dove subisce l'azione di Agni (che si manifesta sotto forma di enzimi del fegato, del pancreas, etc.) La digestione procede ulteriormente e, come sottoprodotto, si sviluppa Pitta che inizia a circolare nel corpo. Pitta regola i vari processi digesivi e metabolici controllando la produzione di enzimi e ormoni. Pitta si suddivide in 5 tipi:
- Pachaka Pitta, localizzata nel duodeno. - Ranjaka Pitta, situata nel fegato e nella milza. - Sadhaka Pitta, che si trova nel cuore. - Alochaka Pitta, localizzata nella pupilla dell'occhio. - Brajaka Pitta, presente nella pelle. Effetti dovuti da un eccesso di Pitta nel corpo.
Un aumento di Pitta conferisce una tinta ramata alla pelle, agli occhi, alle unghie, all'urina, al sudore e alle feci. Inoltre provoca un bruciore diffuso nel corpo, agli occhi e alla pelle, nell'orinare e nel defecare. Vi è tendenza alla formazione di foruncoli ed esantemi, e si prova un appetito e una sete eccessivi. Inoltre aumenta l'acidità gastrica e si manifesta una sensazione di bruciore epigastrico.
Psicologicamente è alla base di un temperamento irascibile, rabbia, odio, gelosia, tendenza ad essere polemici. In casi estremi le difese immunitarie si riducono, si ha perdita dei sensi, debolezza, vertigini, emicrania, ulcerazione del tratto gastro-intestinale.
Effetti dovuti a una quantità inadeguata di Pitta.
In questo caso si manifesta un rallentamento della digestione e del metabolismo: pertanto si sviluppa meno energia e si riduce la rigenerazione di nuovi tessuti. Ciò provoca l'abbassamento della temperatura corporea, flatulenza, formazione di gas nell'addome, muco dovuto a indigestione, anoressia, pelle opaca e rigidità del corpo: tutti problemi dovuti a una scarsa produzione di enzimi e ormoni.
Cause dovute allo stile di vita e alla alimentazione.
Cause alimentari: consumo eccessivo di cibo salato, acido e aspro come quello condito con dosi eccessive di sale, aceto, peperoncino, pepe nero, zenzero, spezie piccanti, e gli agrumi in genere. Tra le cause alimentari rientra, inoltre, il consumo di sostanze alcoliche.
Cause dovute ad abitudini e routine quotidiana: risiedere in luoghi con un clima caldo, provare frequentemente sensazioni di rabbia.
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