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Inserito il - 24/09/2009 : 10:49:58
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I sogni e la verità di Anna Bianchi
di Chandra Candiani
(Interviste realizzata da Chandra Candiani a praticanti riguardo al loro cammino interiori)
- Intervista di Chandra Candiani ad Anna Bianchi -
. D. Il posto dove siamo, la tua casa essenziale, il bosco, la terra su cui abiti, come per un artista la sua opera, parlano di te e di come vedi e vivi la vita. Ce li racconti?
R. Se parlano, perché devo raccontarli? Questo posto me l’ha portato la vita e stando qui e praticando ho imparato a vedere la bellezza, l’armonia che c’.è nella natura, ma che si può trovare dappertutto. Ma se penso alle miserie umane e a quel che succede nel mondo, non so. Resta il fatto che qui io sento una risonanza tra quello che c’.è fuori e il dentro, forse tra quello che vedo e quella che il Dalai Lama chiama la natura ultima. Non c’.è più fuori e dentro, ma compenetrazione o dialogo silenzioso. Sì, il silenzio.
La mia vita qui ha significato semplificare, spogliarsi di tutto il superfluo, anche se poi ne ho ancora, mi sembra sempre di avere troppo. Alle persone che mi parlano dei loro problemi o mi chiedono consigli, mi viene spontaneo dire: .Vieni e vivi, qui.. La natura e la bellezza accolgono e quindi insegnano ad accogliere. Qui ci sono le montagne, il mare e il bosco, la terra, le nebbie, il sole che tramonta, il canto degli uccelli. In questo momento, solo le cicale. Vedi le rondini come volano alte? Vuol dire che oggi non pioverà.
D. Che cos’.è per te il cammino interiore?
R. Per me è sempre stato il guardarmi dentro, chiedermi il perché delle cose, capire i miei comportamenti, quelli degliNTI altri, e le emozioni che sorgono dalle relazioni. Mi sembra di averlo sempre fatto, perché sia nell’.infanzia sia nell’.adolescenza ero così infelice, stavo malissimo. Provavo una totale estraneità al mondo che mi circondava, non lo capivo. L’.immagine della fatica del mio percorso fino ai trentacinque anni è quella di aver sudato sangue. Avevo tanta paura, tanto dolore e quindi diventava naturale chiedermi il perché. Ho incontrato il Dharma che avevo già raggiunto una base di serenità ed è stato come arrivare a casa, come un incontro che avevo sempre saputo, in un certo senso potrei dire una conferma della gioia di vivere ritrovata.
Se ci penso, mi viene quasi da piangere, di gratitudine, per il Dharma e il suo tramite, Corrado (Pensa).
A un certo punto, mi sono accorta che tutto succede, quando sei pronta a recepire. E così, sia questo posto che il Dharma, mi sono arrivati su un piatto d’.argento. Io ho trovato loro o loro hanno trovato me? Non c’.è differenza.
D. Con quale termine definiresti la direzione della tua ricerca?
R. Mi viene in mente la compassione, capire gli altri nel modo giusto, con amore e quindi con compassione. Non parlo di aiutare, perché viene automatico: agli altri dai quello che sei, non di testa, ma di pancia, non oso dire di cuore.
D. Hai 72 anni, com’.è l’.esperienza dell’.invecchiamento?
R. In parte è dura, come sentire il venir meno della forza fisica, che richiede adeguamento e accettazione. In parte affascinante, come capire sempre di più di non essere il proprio corpo, è il corpo che invecchia e che muore, e io non sono questo corpo, che peraltro amo e rispetto.
Ho sempre visto i vecchi come portatori di esperienza e di saggezza. Ho accarezzato e stretto tante mani rugose e volti che esprimono la vita vissuta. Mi piace far parlare gli anziani.
E poi sempre di più ho cominciato a pensare al mistero della morte, ho partecipato a tutti i seminari di Frank Ostaseski.
Quando cominci a convivere col pensiero della fine, ti si affina la gioia di vivere, l’.apprezzamento. L’.approfondimento e l’.intensità sono una conseguenza dell’.invecchiamento visto in una certa maniera.
L’.altro effetto che mi piace è il distacco. Il distacco è un processo senza fine, il distacco dalle cose materiali, dalle proprie opinioni ideologiche e quello che mi è più difficile, il distacco dagli affetti primari. Mi fa sempre specie che nel linguaggio comune vengano chiamati .legami affettivi., legami.
Vorrei arrivare alla dimensione dell’.amore, ma senza legami. Amare non è creare legami, è libertà. In questo mi ha molto aiutato mia figlia.
D. Cos’.è per te l.amicizia spirituale?
R. L’.amico spirituale sono tutte le persone con cui c’.è risonanza del sentire, la gioia dell’.ascolto, il calore dell’.amicizia e il condividere lo stesso cammino. Quando si verifica la perdita dei confini tra te e l’.altro, tu diventi l.’altro e l’.altro diventa te.
D. Cos’.è per te la solitudine?
R. Io la solitudine l’.ho sempre chiamata, avendo la parola Un’.accezione negativa nella nostra cultura, solitarietà. È stare con me stessa, è ascoltarmi, volermi bene, perdonarmi. È ritrovare il silenzio della mente e ascoltare il silenzio che mi circonda, avvicinarmi a quello che Ajahn Sumedho chiama il silenzio cosmico.. Sembra buffo, ma il silenzio ha un suono. (Suona il telefono, chiedono se è l’.osteria di Mananan: risate)
D. Chi è per te un maestro?
R. Il maestro per me è chiunque stimola e sollecita in me una presa di coscienza, la consapevolezza delle cose. È come una luce che arriva e illumina i punti oscuri. Sono grata alla vita che ha portato sulla mia strada Corrado (Pensa) e Frank (Ostaseski), miei maestri per eccellenza, ma penso che tantissime persone mi hanno insegnato qualcosa. Magari basta una domanda e già nella domanda c’.è quella luce. E pensare che da bambina e da ragazza ero terrorizzata dai maestri di scuola e dai professori, mi mettevano molta soggezione, ma forse non portavano luce, mi confondevano solo le idee (che non avevo).
D. Cosa provi nei confronti del mondo?
R. Del mondo? Cos’.è il mondo? La prima cosa che mi viene in mente è la splendida frase che il Dalai Lama pronuncia sempre: questa preziosa vita umana.. Per cui, comunque sia il mondo, con i suoi orrori, col suo immenso dolore, resta sempre preziosa la vita. Mi sembra un miracolo che il mondo come terra, come pianeta, sia ancora così bello, nonostante l’.intervento dell.uomo. Credo che l’.umanità abbia una sua storia e mi piace molto questo attimo della storia che sto vivendo in cui si è verificato l’.incontro tra Oriente e Occidente.
D. Che relazione hai con i mondi non-umani?
R. Col mondo vegetale ottima: un grande scambio. Se passo lungo tempo contemplando un albero, a un certo punto, mi sento albero.
Col mondo animale, ho una buona relazione con tutti gli animali selvatici, perché io sono un animale selvatico. Con quelli domestici, boh. a volte, mi sembrano un pò. parassitari e comunque un animale in casa o nelle gabbie è snaturato, mi fa pena.
Riguardo al mondo dei deva, sento la loro presenza in tutto quello che mi circonda. Per tutti questi tre mondi provo molto rispetto e gratitudine.
D. Cosa vedi o senti davanti alla parola: liberazione.?
R. Vedo la fine del dolore, la luminosità della vita permeata dal divino.
D. Qual è il più buffo dei tuoi sogni segreti?
R. Uscire di casa per andare a comprare i fiammiferi e tornare dopo venticinque anni durante i quali. cammina cammina cammina. un pellegrinaggio infinito.
Da qualche parte, sento di dover mettere dentro le nuvole, mi è venuta questa urgenza, ma. io direi che adesso facciamo la merenda e poi rileggiamo.
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