|
admin
Webmaster
    

Regione: Italy
Prov.: Pisa
Cittā: Capannoli
24936 Messaggi |
Inserito il - 04/06/2009 : 10:35:08
|
Ma, la buona volontā e la tolleranza bastano?...
di ANTHONY DE MELLO
CHIAMATI ALL'AMORE - RIFLESSIONI
EDIZIONI PAOLINE
Titolo originale dell'opera: Call to Love - Meditations 1991, Gujarat Sahitya Prakash, Anand, India
Traduzione dall'inglese di Renzo Fenoglio
"La lucerna del tuo corpo e' l'occhio... Se il tuo occhio e' malato, anche il tuo corpo e' nelle tenebre". Lc 11,34
Noi pensiamo forse che il mondo potrebbe essere salvato se solo si riuscisse a immettervi in misura copiosa la buona volonta' e la tolleranza. Si tratta di un'idea falsa. Il mondo non sara' salvato, ne' dalla buona volonta', ne' dalla tolleranza; ma, dalla chiarezza di pensiero. Di che utilita' puo' risultare, infatti, che tu sia tollerante verso gli altri, se, poi, sei intimamente convinto che la ragione sia dalla tua parte e che chiunque ti da' torto si sbaglia? Questa non e' tolleranza: questa e' semplicemente condiscendenza, acquiescenza.
E questo non porta all'unione dei cuori, ma alla divisione; perche' tu sei quello che sta su, gli altri quelli che stanno giu', e questa posizione puo' generare soltanto un senso di superiorita' in te e un senso di risentimento in chi ti sta intorno, e in questa maniera si alimenta ancor piu' l'intolleranza. L'autentica tolleranza nasce esclusivamente da una nitida coscienza della abissale ignoranza da cui siamo irrimediabilmente tutti inquinati quando e' in gioco la verita'. Perche' la verita' e' essenzialmente mistero.
Lo spirito puo' averne il sentore, ma non e' in grado di afferrarla, tanto meno di esprimerla a parole. Le nostre strutture mentali possono indicarcela, incanalare verso di essa la nostra attenzione, ma non riescono a tradurla in espressioni verbali. Cio' nonostante, tutti parlano con passione del "valore del dialogo"; ma a che cosa si riduce questo dialogo? Nel caso peggiore, il "dialogo" altro non e' che una maschera con la quale si cerca di convincere l'altra persona della probita' della nostra posizione; nel migliore dei casi, il " dialogo " ci salva dal divenire una rana nella nostra pozza d'acqua, una rana che pensa che in quella pozza consista tutto il mondo possibile.
Che cosa succede quando diverse rane da diversi stagni si riuniscono per scambiarsi le proprie esperienze e le proprie convinzioni? Succede che il loro orizzonte si allarga su, fino ad abbracciare l'esistenza di altre rane diverse da loro, ma cio' nonostante esse non arrivano a farsi la minima idea di un oceano di verita' che non puo' essere racchiuso entro le sponde di uno stagno mentale. E cosi' le nostre povere ranocchie continuano nelle loro divisioni... e continuano a parlare di " mio " e di " tuo ", della " tua " esperienza, delle " tue " convinzioni, della " tua " ideologia e della " mia ".
Il mettere in comune le formule non arricchira' mai coloro che lo fanno, perche' le formule, come le sponde dello stagno, non fanno altro che dividere: solo l'oceano illimitato riunisce. Ma per raggiungere questo oceano di verita' che non conosce sponde e' essenziale avere il dono della chiarezza di pensiero. Che cos'e' questa lucidita' di pensiero, e come vi si arriva? La prima cosa che devi sapere e' questa: - non e' indispensabile aver imparato molte cose. Un pensiero chiaro e' cosi' semplice che puo' essere raggiunto anche da un ragazzino di dieci anni. Cio' che si richiede non e' gia' l'imparare, bensi', al contrario, il disimparare; non ci vuole talento, ci vuole coraggio.
Per capire questo concetto pensa a un bambino tra le braccia di una anziana , brutta domestica. Il bambino e' troppo piccolo per avere gia' in testa i pregiudizi degli adulti, percio', quando si rannicchia tra le braccia di quella donna, egli non si basa su etichette elaborate dal suo cervello; non si basa su etichette come " donna bianca ", " donna negra", " brutta ", " graziosa ", " vecchia ", " giovane ", " madre ", " serva ", ma sulla realta'. Quella donna risponde al suo bisogno di amore: e' questa la realta' che muove il bambino, non il nome della donna, la sua figura, la sua religione, la sua razza, o la sua setta. Queste sono cose per lui totalmente irrilevanti. Il bambino non ha ancora opinioni o pregiudizi. E' questo l'ambito nel quale si puo' realizzare la lucidita' del pensiero. E per raggiungerla, bisogna scartare tutto cio' che si e' imparato e riacquistare lo spirito del bambino, che e' ancora immune da passate esperienze e dalle pianificazioni che ci precludono cosi' radicalmente la via a guardare in faccia la realta'.
Scruta dentro te stesso ed esamina le tue reazioni di fronte alle persone e alle situazioni, e ti spaventerai nel constatare le prevenzioni che stanno alle spalle delle tue reazioni. Non e' quasi mai la concreta realta' di questa persona, o di questa cosa cio' a cui tu reagisci. Tu rispondi a principi, a ideologie, a tutto un sistema di opinioni politiche, economiche, religiose e psicologiche; tu rispondi a idee preconcette e a pregiudizi, siano essi positivi o negativi. Affrontali uno per volta - persona, cosa, o situazione - e cerca di scoprire i pregiudizi che creano barriera tra la realta' che ti sta di fronte e le tue percezioni programmate e le tue proiezioni.
Questo esercizio ti arrechera' una rivelazione cosi'... divina che neanche le Scritture saprebbero fornirtela. Pregiudizi e idee preconcette non sono gli unici nemici del chiaro pensare. Ce n'e' un altro paio, e sono il desiderio e la paura. Per acquisire un pensiero che non sia contaminato da emozioni, quali il desiderio, la paura e l'interesse egoistico, si richiede un ascetismo cosi' severo che puo' spaventare. In genere, noi pensiamo, erroneamente, che il nostro modo di pensare sia frutto del nostro cervello; esso invece e' frutt= o del cuore, il quale e' sempre il primo a imporre le conclusioni, ingiungendo poi alla mente di fornire il ragionamento che le difenda.
E hai, qui, un'altra fonte di divina rivelazione. Esamina alcune delle conclusioni cui sei pervenuto, e vedi quanto esse sono contaminate dall'interesse. Cio' e' vero per ogni conclusione, a meno che tu la sostenga solo provvisoriamente. Pensa per esempio alla tenacia con la quale sostieni le tue conclusioni, riguardo alla gente: questi tuoi giudizi sono completamente liberi dalle emozioni? Se credi di si', probabilmente e' perche' non ti sei ancora esaminato abbastanza in profondita'. Siamo di fronte a quella che e' la maggiore causa di discordie e di divisioni tra le nazioni e gli individui.
I tuoi interessi non coincidono con i miei, cosi' come i tuoi pensieri e le tue conclusioni non collimano con i miei. Quanto pochi individui conosci, il cui modo di pensare sia almeno qualche volta contrario ai loro interessi!? Quante volte ricordi di esserti tu stesso impegnato in un simile genere di pensieri? Quante volte sei riuscito ad alzare una barriera invalicabile tra un pensiero che prende piede nella tua mente e le paure e i desideri che agitano il tuo cuore? Ogni volta che cercherai di riuscirci, capirai che cio' di cui ha bisogno la lucidita' di pensiero; non e' l'intelligenza - sarebbe troppo facile - ma un coraggio che sconfigga le paure e i desideri, perche', nel momento in cui tu desideri o temi qualcosa, il tuo cuore, consciamente o meno, si frappone come un ostacolo sulla strada del tuo pensiero. Sono considerazioni da giganti dello spirito, gente arrivata a capire che per trovare la verita' c'e' bisogno non di formulazioni teoriche, ma di un cuore capace di spogliarsi della propria pianificazione e dei propri interessi, ogni volta che il pensiero si elabora; un cuore che non abbia nulla da proteggere e nulla da desiderare; un cuore, percio', che lascia libero lo spirito di fare la sua strada, sciolto dalle catene, senza paure e libero, alla ricerca della verita'; un cuore sempre pronto ad accettare una nuova evidenza e a cambiare le proprie visuali.
Un cuore cosi' diventa, allora, una " lucerna " che scaccia le tenebre da tutto il corpo dell'umanita'. Se ogni essere umano fosse dotato di un cuore cosi', nessuno piu' etichetterebbe se stesso come " comunista" o " capitalista ", " cristiano " o " musulmano " o " buddista". La lucida chiarita' della loro visione rivelerebbe loro che tutti i pensieri, tutti i preconcetti, tutte le credenze sono lucerne cariche di tenebre, nient'altro che segni della loro ignoranza. E in questa conoscenza, le mura che dividono i loro rispettivi stagni crollerebbero, aprendo varchi all'oceano che unisce tutti i popoli nella verita'.
|
|