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 Piramidi e Leedskalnin
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Inserito il - 10/12/2002 : 11:43:43  Mostra Profilo
Piramidi e Leedskalnin


Le illustrazioni su ogni genere di libro che tratta di storia, archeologia riferite agli Egiziani e alla costruzioni delle piramidi dono piene di disegni di rampe, carrucole, schiavi e operai sottoposti ad un lavoro massacrante in obbedienza ai desideri di un Faraone despota. Poiché nulla deve essere dato per scontato, cerchiamo di fare chiarezza su come fu costruita la meraviglia del mondo.

Secondo calcoli moderni la Grande Piramide consiste di 2.300.000 blocchi e per terminare la costruzione in vent’anni gli operai dovevano lavorare dieci ore il giorno per 365 giorni l’anno e mettere un blocco ogni due minuti. Poiché Erodoto ha scritto che gli operai lavoravano tre mesi l’anno, il numero dei blocchi al minuto sale a quattro. Si dice che furono costruite delle rampe che crescevano in larghezza di base man mano che aumentava l’altezza della costruzione, alla fine per realizzare una rampa con pendenza un decimo occorreva realizzarla lunga 1460 metri con un apporto di materiali tre volte maggiore quello necessario per la Grande Piramide. Dopo la costruzione dove erano stati portati gli stimati otto milioni di metri cubi di materiale usato per la rampa? Madame Akila esperta egittologa, insegnate dell’Università del Cairo affermò sconsolata:

Secondo me nessuna delle teorie tradizionali sulla costruzione della Piramide di Giza è sostenibile, con la teoria dello “spingi e tira” ci si occulta una scienza e una tecnica che sono inimmaginabili. Il fallimento dell’esperimento giapponese del 1978 è un indizio in questo senso.[1]

L’esperimento citato da Madame Akila è curioso e divertente nei risultati. Una équipe guidata da un luminare dell’Università Waseda di Tokyo, il prof. Sakuji Yoshimura, tentò con mezzi moderni di avvallare un dogma dell’egittologia: costruire una piramide e dimostrare che gli antichi avevano voluto seguire quella via. La piramide in costruzione logicamente non poteva essere alta più di centoquaranta metri, ci si accontentò di soli 12 metri. Con questo esperimento che doveva essere documentato dalle telecamere, secondo i luminari della scienza, si dovevano mettere a tacere una volta per sempre tutte le fantasie non scientifiche. I risultati ottenuti sfiorarono il ridicolo, dopo un’altezza di sei metri, nei muri si aprivano crepe e gli operai puntellarono la costruzione. Il trasporto del materiale da una cava vicina dei blocchi di pietra su slitte di legno fallì miseramente, le slitte non reggevano il peso. Si trasportarono perciò i blocchi con gli autocarri., le pietre vennero fresate con i macchinari e non a mano, poi anziché usare le rampe si usarono le gru. Ad un certo punto le autorità egiziane non ne poterono più e vietarono la continuazione di quel ridicolo esperimento.

Un leggenda araba narra che quando il Faraone costruì le Piramidi, pietre immense furono posate su fogli di papiro sui quali erano stati tracciati dei simboli arcani, poi esse furono percorse da un bastone ed allora si mossero galleggiando in aria percorrendo un tragitto pari ad un tiro d’arco. Questa leggenda descrive un’azione magica, capace di annullare momentaneamente la forza di gravità, ma la Magia degli antichi a differenza di quella dei moderni, era Scienza, la Conoscenza delle leggi della natura, una scienza ormai apparentemente perduta.

Tentando di capire come gli Egizi potessero sollevare enormi blocchi di roccia ho chiesto a Cristopher Dun l’ingegnere che aveva studiato il sarcofago della Camera del Re…se avesse qualche suggerimento… Leedskalnin sembrava essere un tipo strano che viveva in un luogo chiamato Coral Castle, il castello di corallo…lui stesso aveva costruito questo posto con giganteschi blocchi di corallo, alcuni pesavano addirittura 30 tonnellate…in 28 anni aveva estratto e utilizzato per la propria costruzione 1.100 tonnellate di materiale… studiò qualche metodo segreto per spostare e sollevare blocchi giganti del peso di 6,5 tonnellate, più o meno il peso dei blocchi della Grande Piramide… Leedskalnin… dichiarava. “Io so come venivano erette le piramidi degli Egizi”. Ma si rifiutò di dirlo anche quando a visitarlo furono dei rappresentanti del governo…l’unico indizio furono alcune sue parole: “Tutta la materia consiste di magneti individuali, è il movimento di questo magneti nella materia attraverso lo spazio che produce fenomeni qualificabili come il magnetismo e l’elettricità”.[2]

I blocchi levigati posti alla base della Piramide di Cheope sono connessi con una tale precisione che non è possibile infilare fra essi un foglio di carta. Come è stato possibile costruire la Grande Piramide muovendo dei blocchi giganteschi e contemporaneamente realizzando come si vedrà in seguito, non solo rapporti costruttivi con numeri irrazionali, ma anche pendenze rigorosamente esatte.

La vera storia delle Grandi Piramidi non è conosciuta dagli egittologi. L’argomento riguardante le costruzioni delle piramidi deve essere scandagliato con l’occhio della sapienza misterica, perché di ciò si tratta. Si inizierà dal racconto di Erodoto per capire cosa egli abbia voluto dire e non dire, per fare questo è necessario spiegare in cosa consisteva la Sapienza Misterica e perché era in esclusivo appannaggio di una ristretta classe di Sapienti e di Sacerdoti, i detentori della conoscenza dei misteri del cielo e della terra.


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[1] P. Krassa – R. Habeck, La luce dei Faraoni, Ipotesi su scienza e magia nell’antico Egitto, p. 14, ECIG.

[2] C. Wilson, Da Atlantide alla Sfinge, p. 297-8, Piemme.


Approfondimento sul sito http://www.altreviste.com
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