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Inserito il - 05/12/2002 : 10:01:43  Mostra Profilo
A volte ritornano...

di Tom Bosco



Questa sì che è bella!

Il presidente Bush ha nominato Henry Kissinger a capo di un’indagine indipendente sul fallimento del governo statunitense nell’impedire gli attacchi dell’11 settembre, esortando l’ex segretario di stato a “seguire tutti gli elementi, ovunque essi conducano”.

Sì, insomma, un po’ come mettere una volpe a guardia del pollaio! Sembra quasi il sequel della famigerata commissione Warren (quella che indagò sull’assassinio del presidente Kennedy): non per niente l’inquilino della Casa Bianca ha poi esplicitamente affermato che la commissione non dovrebbe indagare su alcun fatto relativo all’11 settembre. E allora, cosa ci si aspetta da quel vecchio volpone di Henry? Semplice: “aiutare l’amministrazione ad imparare le tattiche e le motivazioni del nemico”. In altre parole, produrre nuove terrificanti storie su cosa stanno progettando di combinare, la prossima volta, quei cattivoni che odiano la libertà.

La commissione Kissinger è stata chiamata in causa ben 15 mesi dopo gli eventi, e dopo che l’amministrazione Bush ha continuato a rifiutare per tutto questo tempo l’istituzione di un’indagine indipendente sui fatti, indagine che, a quanto è dato di capire, in effetti non ci sarà neanche in questo caso. Bush e Cheney hanno cercato di bloccare qualunque informazione sugli attacchi, per non parlare di qualunque elemento che potesse indicare una loro conoscenza in anticipo; ma chi avrebbe mai immaginato che si sarebbero coperti di ridicolo nominando uno dei più rinomati criminali di guerra, burattinai del terrorismo e bugiardi professionisti che esistano al mondo, a capo di una nuova commissione Warren?

Non dimentichiamo infatti che in veste di consigliere per la sicurezza nazionale e di segretario di stato nell’amministrazione Nixon, Kissinger contribuì al colpo di stato messo in atto dalla CIA per rovesciare, l’11 settembre (!) 1973, il governo democraticamente eletto in Cile. Famoso un suo commento al riguardo, durante un ricevimento alla Casa Bianca nel 1970: “Non vedo perché mai dovremmo stare a guardare un paese che diventa comunista a causa dell’irresponsabilità del suo popolo.” Vabbè, tutti sanno cosa successe negli anni a seguire grazie a Pinochet...
In qualità di consigliere per la sicurezza nazionale di Nixon, durante la guerra in Vietnam contribuì alla pianificazione del bombardamento “segreto” della Cambogia. A causa di questa azione non provocata contro uno stato neutrale, morirono centinaia di migliaia di civili. Naturalmente, il bombardamento destabilizzò il governo cambogiano filo-statunitense, gettando le fondamenta per la successiva presa di potere da parte dei Khmer Rossi. Malgrado tutto ciò, il vecchio Henry nel 1973 ricevette il premio Nobel per aver raggiunto un accordo per terminare l’invasione americana del Vietnam. Il bello è che il governo Nixon inizialmente rifiutò un accordo a Parigi col Vietnam del Nord, scegliendo invece di radere al suolo Hanoi con una massiccia campagna di bombardamenti durante il natale del 1972; alcuni mesi dopo, Nixon e Kissinger accettarono lo stesso accordo, con qualche piccola modifica. Capito adesso come si vince un premio Nobel?

Da notare che fu l’unico funzionario di alto livello a mantenere lo stesso incarico nell’amministrazione seguente, quella del presidente Ford, il quale subentrò a Nixon dopo lo scandalo Watergate. Andiamo per curiosità a vedere com’era composta questa amministrazione:
Il vicepresidente era Nelson Rockefeller, fratello di David; il capo di gabinetto era Dick Cheney; il segretario alla difesa era Donald Rumsfeld, mentre il direttore della CIA era George Herbert Walker Bush.

Papà Bush, Cheney, Rumsfeld, Kissinger... non provate una sorta di deja vù?
Il 1973 fu senz’altro un anno magico per il vecchio Henry, che trovò anche il tempo di fondare la Commissione Trilaterale, tanto cara ai fanatici della cospirazione, insieme a Zbigniew Brzezinski e David Rockefeller, fratello di Nelson.

Nel 1975, Kissinger si recò insieme a Ford in Indonesia per incontrarsi col dittatore (armato e sostenuto dagli USA) Suharto, il quale nei suoi 35 anni di “regno” pare abbia fatto fuori milioni dei suoi connazionali. Fatto sta che il giorno dopo la partenza di Kissinger e di Ford, le forze armate indonesiane invasero il territorio indipendente di Timor Est. Documenti rilasciati recentemente stabiliscono che Suharto abbia ricevuto il semaforo verde per l’invasione dal presidente e dal segretario di stato, che guarda caso era proprio il vecchio Henry: poco importa che nei vent’anni seguenti all’occupazione, un terzo degli abitanti del territorio sia stato sterminato.

Non dimentichiamo poi che questa sull’11 settembre non è affatto la prima “Commissione Kissinger”: all’inizio degli anni ‘80, egli fu incaricato di presiedere a un’indagine sulla politica statunitense in America Centrale, il cui risultato fu quello di nascondere la verità sugli squadroni della morte addestrati ed armati dalle forze armate statunitensi in Salvador e in Honduras, e sull’esercito dei “Contras” organizzato dalla CIA per invadere il Nicaragua.
Nel 2001, mentre si trovava all’Hotel Ritz di Parigi, Kissinger ricevette la visita della polizia che gli notificò un mandato di comparizione in tribunale, emanato dal giudice Roger LeLoire, per testimoniare riguardo a cittadini francesi scomparsi nel Cile di Pinochet. Invece di presentarsi al Palazzo di Giustizia, il vecchio Henry preferì lasciare in fretta e furia la città. Da allora è stato chiamato in causa come testimone da magistrati cileni e argentini che stanno indagando su una rete terroristica mondiale conosciuta col nome di “Operazione Condor” (mi ricorda quel bel film con Robert Redford...), responsabile di assassini, rapimenti e attentati in numerosi paesi. Come se non bastasse, il 10 settembre 2001 gli è stata intentata una causa civile per assassinio dai superstiti del generale cileno Rene Schneider, i quali affermano che sia stato Kissinger a ordinare l’eliminazione di questo funzionario di un paese democratico perché si rifiutò di appoggiare i piani per un colpo di stato militare. Tutti i documenti acquisiti nel processo sono documenti declassificati del governo statunitense.

Ora, specialmente dopo la pubblicazione del libro The Trial of Henry Kissinger di Christopher Hitchens, che documenta dettagliatamente tutti i crimini commessi da quest’uomo, possibile che Bush non abbia trovato nessun altro per lavare i suoi panni sporchi? Verrebbe da pensare che si tratti dell’unica persona della quale la Casa Bianca può completamente fidarsi: se devi insabbiare qualcosa, meglio scegliere qualcuno che già di suo ha tonnellate di porcherie da nascondere...
Prepariamoci a vederne e a sentirne delle belle nelle prossime settimane!


Cambiamo argomento: ultimamente si fa un gran parlare di un eventuale attacco all’Irak, e alcuni analisti militari affermano che la Cina potrebbe aspettare che gli Stati Uniti gettino in campo le loro riserve nel tentativo di espugnare le grandi città, come Baghdad, per lanciare un’invasione nei confronti di Taiwan, la “provincia ribelle”. In effetti, se queste sono le intenzioni dei cinesi, una manovra di questo tipo avrebbe senso, perché le forze armate americane disponibili per un intervento di appoggio a Taiwan probabilmente in un momento del genere sarebbero piuttosto scarse... e visto che parliamo di Taiwan, il governo di questo paese sta per appoggiare ufficialmente una ricerca volta a studiare un sito al largo delle sue coste, dove sono state scoperte delle mura in pietra probabilmente risalenti a più di 10.000 anni fa. Ritrovamenti del genere ultimamente stanno diventando sempre più frequenti in tutto il mondo: ho l’impressione che un sacco di antiquati paradigmi siano sul punto di crollare, dando spazio ad una nuova visione della storia, della scienza, della medicina, e finanche di noi stessi come genere umano.
Per finire, una notizia curiosa che potrebbe benissimo risultare una bufala, ma le foto erano così particolari che ho deciso, per quel che vale, di proporvela lo stesso: fateci quel che volete.

Sembra che in una fattoria di Campo Grande, una località a 1.300 chilometri da Rio de Janeiro, in Brasile, ben 28 persone siano state testimoni del rapimento di un uomo che riposava nel suo letto, da parte di un grande disco luminoso, del diametro di circa 50 metri, il quale si sarebbe posizionato in volo stazionario ad un’altezza di 100 metri e avrebbe proiettato un fascio di luce bluastra verso il basso; a quanto si evince dalle foto (non disponibili in questo messaggio di testo), lo avrebbe letteralmente smaterializzato...

Secondo le testimonianze, nella stanza aleggiava un intenso odore di ozono. L’uomo sarebbe tornato dopo 48 ore, e questo sarebbe addirittura il terzo rapimento che subisce.
Se chiedete a me, io più che di ozono sento l’odore di un mammifero ruminante della famiglia dei bovidi, ma non si può mai sapere, perché fatti del genere sono realmente accaduti...


Alla prossima!
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