[AmadeuX BiblioForum]
Clicca qui per andare al sito di Audioterapia, Musica ed elementi subliminali benefici
19/01/2026 - 13:01:25
    [AmadeuX BiblioForum]                                     Ip: 216.73.216.29 - Sid: 713919472 - Visite oggi: 21739 - Visite totali: 73.592.657

Home | Forum | Calendario | Registrati | Nuovi | Recenti | Segnalibro | Sondaggi | Utenti | Downloads | Ricerche | Aiuto

Nome Utente:
Password:
Salva Password
Password Dimenticata?

 Tutti i Forum
 Forums e Archivi PUBBLICI
 ALTREVISTE BiblioForum
 ARMI ITALIANE: SULLE ROTTE DEI MARI DEL SUD
 Nuova Discussione  Discussione Bloccata
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
I seguenti utenti stanno leggendo questo Forum Qui c'è:
Autore Discussione Precedente Discussione n. 238 Discussione Successiva  

admin
Webmaster

8hertz

Regione: Italy
Prov.: Pisa
Città: Capannoli


24918 Messaggi

Inserito il - 11/11/2002 : 11:35:46  Mostra Profilo
ARMI ITALIANE: SULLE ROTTE DEI MARI DEL SUD
Giorgio Beretta

Nel 2001, il 75% delle vendite di armi italiane è andato verso paesi non appartenenti alla Nato e il 56% verso il Sud del mondo. Sono alcuni dei preoccupanti dati che emergono dalla Relazione recentemente presentata in Parlamento.

Cresce l'export autorizzato dal governo italiano di armi. In piccola percentuale, l'1% in più dell'anno precedente, ma cresce. E nel 2001 raggiunge un totale di 863 milioni di euro (1.671 miliardi di lire). Un dato che rappresenta il trend di questi ultimi anni. Nel triennio 1990-92, infatti, l'export medio era a quota 1.588 miliardi, contro gli oltre 3.000 miliardi degli anni '80. Nei tre anni successivi, però, era già salito a 1.991 miliardi. Qualcosa in meno - 1.910 miliardi - tra il 1996 e il 1998, per poi tornare a 1.975 miliardi di lire (oltre 1 miliardo di euro) nel triennio 1999-2001.
Sono questi i dati ufficiali documentati dalla Relazione al Parlamento sulla vendita di armi italiane che il presidente del Consiglio, in ottemperanza alla legge 185 del 1990, è tenuto ogni anno a presentare.

Dalla Relazione apprendiamo che nell'anno 2001 il primo cliente dell'industria bellica italiana è stata la Svezia, che ha acquistato dall'Agusta (Finmeccanica) 20 elicotteri A109 per uso militare per un valore di 128 milioni di euro. L'unico dato "rassicurante" è forse questo. Nel 2001, infatti, le esportazioni italiane hanno confermato non solo di essere in crescita, sia pur di poco, ma di essere ormai stabilmente vendute a paesi del Sud del mondo che assorbono il 56% delle nostre esportazioni (e nel 2000 avevano toccato il picco del 70%!).

Nel 2001 sono state esportate armi dall'Italia in Medio Oriente per 160 milioni di euro, il 18,5% del totale. L'Arabia Saudita è stato il secondo acquirente in assoluto dopo la Svezia con 119 milioni di euro di materiale. Rilevanti anche le esportazioni in Turchia (45,2 milioni), Egitto (20,5 milioni) e in Kuwait (12,3 milioni). Tra i clienti compaiono Israele con due autorizzazioni per 1,8 milioni e l'Algeria che compra per 1,2 milioni di euro.

Ancora più preoccupanti delle nuove autorizzazioni sono le consegne di sistemi già autorizzati negli anni precedenti: per 32,7 milioni di euro negli Emirati Arabi Uniti, in cui sono comprese le mine marine Manta e Murena della Sei di Brescia, e per 13,6 milioni in Siria, dove prosegue il riammodernamento dei carri armati T72 con i nuovi sistemi di controllo del tiro delle Officine Galileo (Finmeccanica).

Se l'Est europeo appare in calo come cliente, ben più consistente l'export in Asia e nessuna cautela - nonostante quello che afferma la stessa Relazione - verso le aree calde. Le forniture maggiori sono per la Malaysia (76,2 milioni) e per la Corea del Sud (13,7 milioni), ma non mancano l'India (10,1 milioni e 52,5 milioni di consegne) e il Pakistan (9,4 milioni e 19,2 milioni di consegne), nonostante il governo Islamabad fosse nella lista Usa degli "stati canaglia" per i suoi rapporti il regime dei talebani in Afghanistan.

All'America latina è destinato un quinto delle armi italiane vendute nel 2001. Il Brasile è il terzo cliente in assoluto con 90 milioni di euro di acquisti, il Cile compra per 74 milioni di euro, il Venezuela per quasi 8 milioni.
Insomma, nonostante la legge 185/'90 vieti espressamente la vendita di armi a paesi con conflitti in corso, che violano i diritti umani e a regimi dittatoriali, l'Italia continua a esportare armi a paesi poveri e in via di sviluppo, fortemente indebitati e in guerra. Nel frattempo la lobby delle armi si sta dando da fare in Parlamento per eliminare anche questi controlli.

Giorgio Beretta (©Missione Oggi 20 maggio 2002)
  Discussione Precedente Discussione n. 238 Discussione Successiva  
 Nuova Discussione  Discussione Bloccata
 Versione Stampabile Bookmark this Topic Aggiungi Segnalibro
Vai a:



Macrolibrarsi


English French German Italian Spanish


[AmadeuX BiblioForum] © 2001-2026 AmadeuX MultiMedia network. All Rights Reserved. Torna all'inizio della Pagina