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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
admin Inserito il - 02/02/2026 : 09:33:36
Sei sicuro che questa sia la tua mano? Il trucco del cervello per riconoscerci

Scoperto il segreto della "Body Ownership": sono le onde alfa a dirci quali parti del corpo ci appartengono. Una svolta per protesi hi-tech e cura della schizofrenia.

30 gennaio 2026 - Elisabetta Intini

Per costruire la percezione di appartenenza del nostro corpo (body ownership) il cervello deve continuamente integrare i segnali visivi, motori e tattili, così da discriminare ciò che è nostro da ciò che è esterno. Come ci riesce? Una ricerca pubblicata su Nature Communication rivela che un tipo di onde cerebrali - le oscillazioni alfa - determinano quanto precisamente il cervello percepisca il nostro corpo come... nostro.

Oltre a raccontare come si costruisce il senso del sé, lo studio potrebbe contribuire a una migliore comprensione dei disturbi psichiatrici in cui il senso del sé è alterato, come la schizofrenia. E anche «contribuire allo sviluppo di migliori arti prostetici ed esperienze di realtà virtuale più realistiche», spiega Henrik Ehrsson, Professore del Dipartimento di Neuroscienze del Karolinska Institutet (Svezia) che ha supervisionato l'analisi.

La tempistica è tutto

Le onde cerebrali sono oscillazioni ritmiche e ripetitive di attività elettrica del cervello. Quelle nella banda alfa, caratterizzate da una frequenza che va dagli 8 ai 13,9 hertz, sono da tempo considerate importanti per l'elaborazione visiva. Gli scienziati hanno scoperto che la frequenza delle oscillazioni alfa nella corteccia parietale, una regione del cervello che analizza le informazioni sensoriali provenienti dal corpo, era legata alla precisione con cui il cervello riconosceva una parte del corpo come propria.

I 106 partecipanti sono stati coinvolti in un grande classico degli studi sulla body ownership: l'illusione della mano di gomma. In questo esperimento, quando i ricercatori strofinano in modo simile e sincronizzato la mano reale del soggetto, nascosta da uno schermo, e una mano di gomma poggiata al suo posto, molti hanno la sensazione che la mano posticcia sia diventata la propria. Quando però le stimolazioni sono asincrone, l'illusione non si verifica. Il fattore "tempo" ha quindi un ruolo fondamentale nella costruzione del senso del sé nello spazio.

Questione di frequenza

Gli scienziati hanno analizzato l'attività elettrica del cervello dei partecipanti mediante elettroencefalografia (EEG). Coloro che mostravano una frequenza più elevata di oscillazioni alfa erano anche più sensibili alle più lievi differenze di occorrenza temporale tra quello che vedevano e quel che percepivano al tatto. Era come se il loro cervello fosse capace di lavorare a una risoluzione temporale più avanzata e avesse per questo un senso di body ownership più preciso e definito.

Al contrario, una minore frequenza di oscillazioni alfa faceva sì che sensazioni visive e tattili non sincronizzate venissero più spesso considerate come sincronizzate.

Questa ridotta precisione temporale portava ad accostare stimoli non collegati tra loro e rendeva più difficile distinguere le sensazioni relative al proprio corpo da quelle esterne.

Collegamenti mancati

Usando una tecnica di stimolazione cerebrale non invasiva per modulare le onde cerebrali - la tACS (Transcranial Alternating Current Stimulation) - i ricercatori sono poi riusciti ad accelerare o a rallentare leggermente la frequenza delle oscillazioni alfa nella corteccia parietale dei partecipanti. Queste alterazioni hanno cambiato la precisione in cui esperienze afferenti a diversi sensi venivano associate nel tempo, con ricadute sull'affidabilità del senso di body ownership dei soggetti. La conclusione, dunque, è che la frequenza delle onde alfa sembra influenzare quanto accuratamente il cervello valuta le tempistiche dei segnali sensoriali.

https://www.nature.com/articles/s41467-025-67657-w

da focus.it





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