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Inserito il - 22/01/2013 : 13:01:48 Sai ascoltare?
- di Anonimo
Hai mai valutato la tua capacità di ascolto, in relazione al tempo dedicato, alla modalità ed ai benefici ricevuti?
Saper "ben ascoltare" può portare ad aprire la mente a nuove idee, a nuove soluzioni, ad arricchimento della persona. E' un'abilità che può essere molto utile anche per la crescita professionale.
Questa capacità contribuisce notevolmente ad essere dei bravi genitori, dei buoni figli, degli insostituibili compagni; è indispensabile ai medici, ai manager; indiscutibilmente agli addetti alle vendite.
Da studi statistici è stato rilevato che, nei processi di comunicazione, la maggior parte del tempo viene dedicata all'ascolto.
Poiché il tempo è un bene prezioso e va utilizzato al meglio, analizza schematicamente le tue modalità di ascolto e tenta di quantificarle:
- ascolto finto Ascoltiamo "a tratti", lasciandoci catturare da distrazioni, dalla nostra immaginazione e, comunque, fidandoci del nostro intuito, che, precocemente, ci cattura le cose importanti da quelle meno importanti. Ascolto, quindi, passivo, senza reazioni, vissuto solo come opportunità per poter parlare.;
- ascolto logico Ci sentiamo già soddisfatti quando ci scopriamo ad ascoltare, applicando un efficace controllo del significato logico di quello che ci viene detto. L'attenzione sarà concentrata sul contenuto di ciò che viene espresso ed anche l'interlocutore potrebbe avere l'errata convinzione di essere stato capito;
- ascolto attivo empatico Ci mettiamo in condizione di "ascolto efficace", provando a metterci "nei panni dell' altro", cercando di entrare nel punto di vista del nostro interlocutore e, comunque, condividendo, per quello che ci è umanamente possibile, le sensazioni che ci manifesta. Attenzione: da questa modalità è escluso il giudizio, ma anche il consiglio e la tensione del "dover darsi da fare" per risolvere il problema.
Quanto si è disposti a credere che quest'ultima modalità possa allargare le conoscenze, facilitare i rapporti, evitare errori, risparmiare tempo, aumentare la fiducia nella relazione? Può valer la pena di fare dei tentativi?
Lo sforzo necessario sarà di spostare il l'interesse dal "perché" l'altro dice, interpreta, o vive una situazione, al "come" la dice: avendo, e quindi mostrando, interesse e comprensione ("sei importante, ho stima di te e riconosco, rispetto e condivido il tuo sentimento"). Potrebbe succedere che chi parla, sentendosi ascoltato, tenterà di migliorare la comunicazione, sia nella quantità, che nella qualità, a tutto vantaggio della ricchezza delle informazioni, del senso di sicurezza, della fiducia e dell'onestà.
Applicare una più efficiente modalità di ascolto avrà diversi vantaggi nei vari ambiti:
- riduce le incomprensioni, induce l'interlocutore ad esprimersi a pieno, senza timore; spesso, stimola in lui la ricerca delle migliori possibilità espressive, anche nei contenuti!
Rapportarsi al meglio con gli altri aumenta l'autostima e la fiducia in se stessi: si immagazzinano più informazioni, si eseguono meglio le istruzioni ed anche si ha maggior controllo su quelle date.
Meno errori vuol dire impiegare il tempo al meglio, in un clima di fiducia e di rispetto.
Saper ascoltare se stessi, inoltre, ci metterà al riparo da scelte di cui potremmo pentirci e ci aiuterà a soddisfare i nostri bisogni ben individuati.
Gli obiettivi raggiungibili, ascoltando a livello attivo empatico, potrebbero consistere, quindi, in un arricchimento personale, in un sostegno al nostro interlocutore, perché trovi da solo le risposte ai suoi problemi; o, entrambi, contemporaneamente; in tutti i casi:
- conviene aspettare il proprio turno, ascoltando, e poi parlare
Attenzione: le nostre abitudini di ascolto, in qualche modo, sono state influenzate anche dai modelli appresi da bambini e da come si è sviluppata la nostra integrazione nelle prime occasioni di socializzazione.
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