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Inserito il - 21/01/2013 : 11:47:04 I tuoi due sentieri: attività e meditazione
- di Yoganandaji
Tratto da: "L'eterna ricerca dell'uomo" - di Paramahansa Yogananda -
- I due sentieri: attività e meditazione -
Per riassumere: ci sono due fondamentali vie d'accesso alla realizzazione di Dio: la via esteriore e quella interiore o trascendentale. La via esteriore è quella della giusta azione, di amare e servire l'umanità con la coscienza accentrata in Dio. La via trascendentale è quella della profonda meditazione esoterica. Sulla via trascendentale vi renderete conto di tutto ciò che non siete, e scoprirete ciò che siete: "Non sono il respiro; non sono il corpo; nè carne od ossa.
Non sono la mente nè il sentimento. Sono Quello che sta dietro il respiro, il corpo, la mente e il sentimento". Ciò che voi realmente siete è quello stato di divina coscienza, raggiunto il quale si sa di essere al di là della coscienza del mondo, di non essere nè il corpo nè la mente, pur essendo consapevoli come non mai di esistere. Voi siete Quello in cui è radicata ogni cosa dell'universo.
Perchè non indagare dietro il buio che vedete ad occhi chiusi? Questo è il luogo da esplorare. "E la luce splende fra le tenebre, e le tenebre non l'hanno accolta" (nota 10: Giovanni, 1,5). Ci sono grandi luci e forze cosmiche là.
- Cieli di beatitudine si apriranno a voi -.
Il samadhi (nota 11: l'estasi spirituale, lo stato di unione con Dio sperimentato come ultimo fine della meditazione) è un'esperienza gioiosa, una splendida luce nella quale si vedono gli innumerevoli mondi fluttuare in un vasto spazio di gioia e beatitudine. Distruggete l'ignoranza spirituale, la quale vi fa pensare che questa vita mortale sia reale. Abbiate voi stessi queste bellisssime esperienze nell'eterno samadhi, in Dio. Aurore di luce, cieli di beatitudine eterna si apriranno dinanzi a voi.
Tutti i grandi Maestri dichiarano che entro questo corpo c'è l'anima immortale, una scintilla di Quello che sostiene tutto il creato. Colui che conosce la propria anima conosce questa verità: "Io sono al di là di ogni cosa finita; ora vedo che lo Spirito, solo nello spazio con la Sua sempre nuova gioia, ha espresso Sè Stesso nel vasto corpo della Natura. Io sono le stelle, sono le onde, sono la Vita di tutti; sono il riso in ogni cuore, il sorriso sui volti dei fiori e in ogni anima. Sono la Saggezza e il Potere che sostengono tutto il creato".
Realizzate questo! Le mie parole potranno continuare a vibrare dentro di voi, ma se continuerete a dormire nell'illusione, non ve ne renderete conto. Se vi risveglierete, sarete consci del fatto che la verità di cui ho parlato continua a pulsare nella vostra anima. Meditate. Imparate questa lezione liberatrice. Non apettate più. Io sono venuto qui non per intrattenervi con festività mondane(nota 12: Nel suo sforzo di promuovere una più vasta comprensione tra le civiltà d'Oriente e d'Occidente, Paramahansa Yogananda organizzava occasionalmente riunioni informali al Centro internazionale della Self Realisation Fellowship. Qui si riferisce a un "banchetto indo americano" che doveva seguire a questo discorso), ma per ridestare in voi la memoria assopita dell'immortalità. Non sapete quali dolori affliggono chi rimane nell'illusione! Io soffro per voi, e farò di tutto per aiutarvi a realizzare che l'illuminazione è dentro di voi.
Liberatevi per sempre.
- L'universalità dello Yoga. -
Tempio della Self Realisation Fellowship di Hollywood, California, 21 maggio 1944.
Lo yoga è un sistema di metodi scientifici volti a riunire l'anima allo Spirito. Noi siamo discesi da Dio, e dobbiamo risalire a Lui. Ci siamo, in apparenza, separati dal Padre nostro e dobbiamo consciamente riunirci a Lui. Lo yoga ci insegna ad elevarci oltre l'illusione della separazione e a realizzare la nostra unità con Dio. Milton , il poeta, scrisse dell'anima umana e di come potrebbe riguadagnare il paradiso. Questo è lo scopo e il traguardo dello Yoga: riguadagnare il paradiso perduto della coscienza dell'anima che fa conoscere all'uomo che egli è, ed è sempre stato, tutt'uno con lo Spirito.
Le varie religioni del mondo si basano più o meno sulle credenze dell'uomo. Ma la vera base della religione dovrebbe essere una scienza che tutti i devoti possano applicare per raggiungere il nostro Unico Padre: Dio. Questa scienza è lo Yoga. La pratica di una scienza della religione si impone. I differenti "ismi" religiosi hanno tenuto l'umanità divisa, benchè Gesù abbia fatto notare: "Se una casa è divisa in sè stessa, la casa non può stare in piedi" (nota 1: Marco,3,25). L'unità tra le varie religioni può essere raggiunta solo quando gli individui che praticano quelle religioni diventano effettivamente coscienti del Dio interiore. Allora avremo una vera fratellanza dell'uomo sotto la paternità di Dio.
Tutte le grandi religioni del mondo predicano la necessità di trovare Dio e della fratellanza tra gli uomini; e tutte hanno un codice morale, come i Dieci Comandamenti. Che cos'è, allora, che crea le incomprensioni tra loro? E' il bigottismo delle menti umane. Non troveremo Dio concentrandoci sui dogmi, ma mediante la vera conoscenza dell'anima. Quando gli uomini percepiranno le verità universali che formano la base delle varie religioni, non ci saranno più ostacoli creati dai dogmi. Per me non esiste ebreo nè cristiano, nè indù; tutti sono miei fratelli. Io adoro Dio in tutti i templi, perchè ciascuno è stato eretto in onore del Padre mio.
Dobbiamo cominciare a costruire un'unità mondiale con l'idea iniziata dalla Self Realisation Fellowship: una "Chiesa di tutte le religioni"; non eclettismo, ma rispetto per tutte le religioni, che costituiscono i vari sentieri verso Dio. Tali templi, dedicati all'unico Dio che tutte le religioni adorano, dovrebbero essere costruiti ovunque. Io predico che ciò avverrà. Oriente e Occidente dovranno distruggere per sempre le divisioni meschine nelle case di Dio. Raggiungendo la realizzazione del Sè con lo Yoga, gli uomini sapranno di essere tutti figli dell'unico Padre.
- I ciechi non possono guidare ciechi -
Questa unità di spirito è dimostrata dai grandi uomini, quelli che hanno realizzato Dio. I ciechi non possono guidare i ciechi; solo un Maestro (nota 2: Uno che è padrone di sè stesso: della mente, delle emozioni, dei sensi, delle passioni. Le sue azioni, non offuscate da motivi egoistici, sono in armonia con la volontà di Dio, ed egli conosce sè stesso come una cosa sola con Dio, non nella immaginazione, ma nell'esperienza reale della Divina Onnipresenza), cioè uno che conosca Dio, può legittimamente istruire altre persone su di Lui. Per riguadagnare la divinità si deve avere un tale Maestro o un Guru (nota 3: Maestro spirituale. La Guru Gita descrive descrive appropriatamente il Guru come colui che dissipa le tenebre; il termine deriva da gu, tenebre e ru, ciò che dissipa. Per diritto divino il titolo di Guru è conferito soltanto a quelle anime altissime che sono qualificate, per la loro stessa realizzazione del Sè e unità con Dio, a condurre altre anime dal buio dell'ignoranza alla luce della Verità). Colui che fedelmente segue un vero Guru diviene simile a lui, perchè il Guru contribuisce ad elevare il discepolo al proprio livello di realizzazione. Quando trovai il mio Guru, lo Swami Sri Yukteswar(nota 4: Nell'Autobiografia di uno Yoghi, Paramahansa Yogananda descrive il proprio rapporto col suo divino Guru, che definì uno Jnanavatar, "incarnazione della saggezza"), presi la risoluzione di seguire il suo esempio: di porre, cioè, Dio solo sull'altare del mio cuore e di condividerLo con altri.
I maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l'onnisciente occhio spirituale. Quando ci si concentra fortemente, anche chi non sia uno yoghi aggrotta la fronte nel punto fra le due sopracciglia: il centro della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell'intuizione dell'anima. Questa è la vera sfera di cristallo in cui guarda lo yoghi per apprendere i segreti dell'universo. Coloro che andranno abbastanza profondo nella loro concentrazione penetreranno quel terzo occhio e vedranno Dio. I ricercatori della verità dovrebbero perciò sviluppare la facoltà di proiettare la loro percezione attraverso l'occhio spirituale.
La pratica dello yoga aiuta l'aspirante ad aprire l'occhio singolo della coscienza intuitiva (nota 5: Durante la meditazione profonda, l'occhio singolo o spirituale diviene visibile come una splendente stella circondata da una sfera di luce azzurra che, a sua volta, è circondata da un alone brillante di luce dorata. Quest'occhio onnisciente è variamente nominato nelle Scritture come terzo occhio, stella d'Oriente, occhio interiore, colomba che discende dal cielo, occhio di Shiva, occhio dell'intuito. "Se perciò il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà illuminato" (Matteo, 6,22). "Singolo" è la parola riportata dai testi originali; l'incomprensione di questo termine ha fatto sì che esso venisse modificato nelle Bibbie cattoliche).
L'intuizione, o conoscenza diretta, non dipende da alcun dato fornito dai sensi. Per questo la facoltà intuitiva è spesso chiamata il sesto senso. Tutti hanno questo sesto senso, ma la maggior parte delle persone non lo sviluppa. Tuttavia, quasi tutti hanno avuto qualche esperienza intuitiva, forse l'intuizione che una determinata cosa sarebbe dovuta accadere, sebbene non ci fosse alcun segno percepibile dai sensi ad indicarlo.
E' importante sviluppare l'intuizione, la conoscenza diretta dell'anima, perchè colui che è conscio di Dio è sicuro di sè. Egli sa, e sa di sapere. Dobbiamo essere certi della presenza di Dio come siamo certi di conoscere il gusto dell'arancia. Fu solo dopo che il mio Guru mi ebbe insegnato a comunicare con Dio e dopo che ebbi cominciato a sentire ogni giorno la sua presenza, che mi assunsi l'incarico spirituale di parlare agli altri di Lui.
L'occidente ha costruito vasti templi di adorazione, ma ce ne sono pochi in cui si insegni ai fedeli come si può trovare Dio. In Oriente si è invece posto l'accento sulla formazione di uomini dalla divina realizzazione; ma questi, in molti casi, sono inaccessibili ai ricercatori spirituali, poichè rimangono isolati in dimore remote e solitarie. Centri spirituali in cui la gente possa comunicare con Dio, e insegnanti che possano mostrare alla gente come farlo, sono entrambi necessari. Come potrebbe una persona acquistare la conoscenza di Dio da un istruttore che non conosca Dio egli stesso? Il mio Guru impresse in me la necessità di conoscere il Padre Celeste prima di fare il tentativo di parlare con agli altri di Lui. Quanto gli sono grato per avermi dato il suo insegnamento! Egli stesso, invero, comunicava con Dio.
Il Signore deve essere percepito innanzitutto nel proprio tempio corporeo. Ogni ricercatore dovrebbe disciplinare quotidianamente i propri pensieri e deporre sull'altare della propria anima i fiori, sbocciati spontaneamente, della propria devozione. Colui che trova Dio dentro di sè sarà capace di sentire la Sua Presenza in ogni chiesa o tempio in cui entrerà.
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