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Inserito il - 14/01/2013 : 12:59:40 La Scienza Sacra di Sri Sri Yukteswarji 6
parte sesta
*************** "LA SCIENZA SACRA"
(parte sesta) _______________
SUTRA 29
Nella sfera Svarloka ('cielo'), l'uomo è in grado di capire i misteri di Citta, la terza parte o parte magnetica della creazione. Egli diventa Vipra (un 'essere quasi perfetto'). Questo è lo stato mentale che predomina nel Treta Yugu.
Il cuore consacrato. In questo stato di consacrazione l'uomo, ritirando il suo sé da Bhuvarloa, il mondo degli attributi elettrici, raggiunge Svarloka, il mondo degli attributi magnetici, le forze elettriche e i poli; egli allora diventa capace di comprendere Citta, il Cuore, la terza parte o parte magnetica della creazione. Citta, come spiegato nel primo capitolo, è l'Atomo spiritualizzato, Avidya, l'Ignoranza, un frammento delle Tenebre, Maya. L'uomo, comprendendo Citta, riesce a capire nella loro totalità sia le Tenebre (cioè Maya stessa, di cui Citta è parte) sia la creazione intera. Allora egli diventa Vipra, un 'essere quasi perfetto'. Riferito all'uomo questo stato e chiamato Treta e quando in un qualsiasi sistema solare diviene la condizione naturale di tutto il genere umano, si dice che l'intero sistema si trova nel Treta Yuga.
SUTRA 30
In Virtù di un vero pentimento l'uomo perviene al Maharloka (il 'grande mondo'). Non più sottoposto all'influenza dell'Ignoranza, Maya consegue la purezza del cuore. Egli accede alla casta naturale dei Brahmana ('coloro che conoscono Brahma'). Questo è lo stato mentale che predomina nel Satya Yuga.
Il cuore puro. Continuando il cammino verso Dio, l'uomo innalza il suo sé fino al Maharloka, la regione del magnete, l'Atomo; allora, essendosi ritirate tutte le varie forme dell'Ignoranza, il suo cuore giunge a uno stato di purezza privo di tutte le idee esteriori. L'uomo può quindi comprendere la Luce Spirituale, Brahma, la Sostanza Reale nell'universo che è l'ultima ed eterna parte della creazione. In questo stato l'uomo viene chiamato Brahmana, ossia colui che appartiene alla casta spirituale. Questa fase dell'esistenza umana è detta Satya e quando in un qualsiasi sistema solare diviene lo stato naturale di tutto il genere umano, si dice che l'intero sistema si trova nel Satya Yuga.
SUTRA 31-32
L'uomo che non solo riflette, ma rende manifesta la Luce Spirituale, ascende al Janaloka, il regno di Dio. Quindi passa nel Tapoloka, la sfera del Kutastha Caitanya. Abbandonando la vana idea di una propria esistenza separata, entra nel Satyaloka, dove raggiunge lo stato di liberazione finale o Kaivalya, l'unione con lo Spirito.
Quando il cuore è in tal modo purificato, non solo riflette, ma rende manifesta la Luce Spirituale, il Figlio di Dio; e così consacrato, ovvero unto dallo Spirito, diventa Cristo, il Salvatore. Questo è il solo modo grazie al quale l'uomo, battezzato ancora una volta o assorbito nello Spirito, può elevarsi al di sopra della creazione delle Tenebre ed entrare nel Janaloka, il Regno di Dio, cioè la creazione della Luce. L'uomo che ha raggiunto questo stato viene chiamato Jivanmukta Sanyasi, come Gesù di Nazareth.
"In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Giovanni, 3, 5
"Gesù gli disse: Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo mio". Giovanni, 14, 6
In questo stato l'uomo sa di essere soltanto un'idea effimera che riposa su un frammento dell'universale Spirito Santo di Dio, il Padre Eterno; e comprendendo il vero significato dell'adorazione, sacrifica il suo sé allo Spirito Santo, l'altare di Dio. Cioè abbandonando la vana idea di una propria esistenza separata, 'muore' o si dissolve nell'universale Spirito Santo; raggiunge così il Tapoloka, la regione dove dimora lo Spirito Santo. Diventando in tal modo una cosa sola con lo Spirito Santo universale di Dio, l'uomo si unisce al Padre Eterno stesso, e così accede al Satyaloka, comprendendo finalmente che la creazione intera in sostanza è soltanto un mero gioco di idee avente la sua stessa natura, e che nell'universo non esiste niente altro al di fuori del proprio Sé. Questa unione è chiamata Kaivalya, l'Unico Sé.
"Beati sin d'ora i morti che muoiono nel Signore". Apocalisse, 14,13
"Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre". Giovanni, 16, 28
Capitolo 4 La Rivelazione
SUTRA 1-3
L'essere umano diventa un adepto dopo aver purificato i suoi tre corpi. Si può raggiungere questo stato anche per grazia del guru. La purificazione si ottiene per mezzo della Natura, della penitenza e dei mantra. Per mezzo della Natura si purifica la materia densa (il corpo fisico); per mezzo della penitenza si purifica la materia sottile (il corpo sottile) e per mezzo dei mantra si purifica la mente.
Si diventa adepti dopo aver purificato il corpo nel suo insieme. La purificazione del corpo materiale può essere compiuta per mezzo delle cose che la Natura ha creato contemporaneamente al corpo stesso; quella del corpo elettrico, esercitando la pazienza in ogni circostanza, e quella del corpo magnetico (Citta, l'Atomo spiritualizzato, il Cuore) regolando il respiro per mezzo del mantra, il purificatore della mente. I metodi per purificare i tre corpi si possono apprendere ai piedi degli esseri divini che sono testimoni della Luce e portano la testimonianza della Coscienza Cristica.
SUTRA 4-5
Grazie al sacro effetto del mantra, si può udire il Pranava o suono di Om. Il sacro suono viene udito in vari modi a seconda del grado di sviluppo che il devoto ha raggiunto nella purificazione del proprio cuore.
Continuando a regolare il respiro secondo gli insegnamenti del Maestro Spirituale (il Sat-Guru), il Verbo sacro (Pranava o Sabda) si rende spontaneamente manifesto e diviene udibile. Quando questo mantra (il Verbo, Pranava) si manifesta, la respirazione diventa regolare e arresta il decadimento del corpo fisico. Il Pranava si manifesta in forme diverse nei diversi stadi di sviluppo della purificazione del cuore (Citta).
SUTRA 6
Chi coltiva l'amore insito naturalmente nel cuore, ottiene la guida di un guru e inizia a percorrere il sentiero della disciplina spirituale (Sadhana). Diventa allora un Pravartaka, un iniziato.
Si è già parlato del Sat-Guru e dei modi che permettono di rimanere in sua compagnia. L'essere umano che è dotato del dono celeste del puro amore, si sente naturalmente incline a evitare Asat, e a rimanere in compagnia di ciò che è stato definito come Sat. Restando amorevolmente vicino al Sat egli può essere così fortunato da compiacere qualcuno che gli stia accanto come suo Sat-Guru o Maestro Spirituale. Continuando a rimanere nella sua divina compagnia, nel cuore del discepolo nasce la predisposizione, Pravrtti, a liberarsi dalla schiavitù della creazione delle Tenebre, Maya; egli diventa allora un Pravartaka, cioè un iniziato nelle pratiche di Yama e Nyama, le astensioni e le osservanze ascetiche necessarie a conseguire la salvezza.
SUTRA 7
Praticando Yama e Nyama, le otto indegnità svaniscono dal cuore dell'uomo e si manifesta la virtù. L'essere umano diventa così un Sadhaka, cioè un vero discepolo in grado di conseguire la salvezza.
Ricorderete che nel coltivare Yama e Nyama, le otto indegnità svaniscono dal cuore umano e si manifesta la grandezza d'animo. In questo stadio l'uomo diventa idoneo a mettere in pratica la posizione ascetica e gli altri metodi indicati dal suo Sat-Guru per raggiungere la salvezza. Continuando a seguire i metodi che il Sat-Guru gli ha indicato, egli diventa un Sadhaka, o un discepolo.
SUTRA 8
Egli progredisce nella devozione, ode il sacro suono dell'Om e diventa un Siddha, un essere divino.
Tenendo presente quanto già spiegato nel terzo capitolo, si vedrà come il discepolo, passando attraverso i diversi stadi, diventi capace di concepire nel suo cuore i diversi oggetti della creazione; come egli gradualmente progredisca attraverso i vari stadi della meditazione e come - concentrando la sua attenzione sul sensorio - giunga infine a percepire quel particolare suono, Pranava o Sabda, il Verbo sacro. In quel momento, poiché il suo cuore diventa divino e l'Ego (l'Ahamkara, il figlio dell'uomo) si immerge o è battezzato nella corrente di quel suono, il discepolo diviene un Siddha, un adepto, un essere divino.
SUTRA 9
Allora egli percepisce le manifestazioni dello Spirito e passa attraverso i sette Patala Loka (o centri spinali), contemplando i sette rsi.
Nello stato del battesimo (Bhakti Yoga o Surat Sabda Yoga, immedesimazione dell'ego nel Suono sacro), l'essere umano si ravvede e ritrae il suo sé dal mondo esteriore della materia densa Bhuloka, entrando in quello interiore della materia sottile, Bhuvarloka. Qui egli percepisce la manifestazione dello Spirito, la vera Luce, sotto forma di sette stelle nei sette centri o punti rifulgenti di luce astrale, che sono stati paragonati a sette candelabri d'oro. Queste stelle, essendo la manifestazione della vera Luce, lo Spirito, sono chiamate angeli o rsi, e appaiono l'una dopo l'altra nella mano 'diritta' del figlio dell'uomo; vale a dire la diritta via che conduce alla Divinità. I sette candelabri d'oro sono i sette centri luminosi del corpo ove si manifesta lo Spirito, e sono conosciuti come: cervello, sahasrara; bulbo rachideo, ajna cakra, e i cinque centri spinali: cervicale, visuddha; dorsale, anahata; lombare, manipura; sacrale, svadhisthana; coccigeo, muladhara. Attraverso questi sette centri o chiese, l'Ego o figlio dell'uomo, si dirige verso la Divinità.
"E quando mi voltai vidi sette candelabri d'oro; e in mezzo ai candelabri c'era uno simile a figlio d'uomo"... Apocalisse, 1, 12-13
"E nella mano destra teneva sette stelle". Apocalisse, 1, 16
"Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d'oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese e i sette candelabri sono le sette chiese". Apocalisse, 1, 20
"Così parla colui che tiene le sette stelle nella sua mano destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro". Apocalisse, 2, 1
Nello stato del battesimo (Bhakti Yoga o Surat Sabda Yoga) l'Ego, Surat, il figlio dell'uomo, attraversando gradualmente i sette centri menzionati, ne acquisisce tutta la conoscenza; al termine del viaggio in tutte queste regioni, egli comprende la vera natura dell'universo. Ritraendo il suo sé da Bhuvarloka, la creazione materiale sottile, entra in Svarloka, l'origine di tutte le materie, sottili e dense. Qui percepisce la luminosa forma astrale dai sette colori dell'arcobaleno che circonda il suo Cuore, l'Atomo, il trono dello Spirito Creatore, con le cinque forze elettriche, e i due poli, la Mente e l'Intelligenza. In questa sfera composta dalle forze elettriche, dalla mente e dall'intelligenza - l'origine di tutti gli oggetti dei sensi e degli organi che permettono di goderne - l'uomo raggiunge l'appagamento perfetto perché possiede tutti gli oggetti dei suoi desideri e ne acquista una completa conoscenza. Per questi motivi la forma astrale, con le sue cinque forze elettriche e i suoi due poli (le sette parti di cui si è parlato) è stata descritta come uno scrigno di conoscenza sigillato, un libro con sette sigilli.
"Un arcobaleno avvolgeva il trono". Apocalisse, 4, 3
"E vidi nella destra di colui che sedeva sul trono un libro scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli". Apocalisse, 5 ,1
SUTRA 10
Allora, in virtù della conoscenza e del potere dello yoga, l'essere umano ottiene la supremazia sui sette Svarga (cieli). Egli consegue la salvezza dissolvendo le quattro idee originarie ('i quattro manu' o pensieri primigeni da cui e scaturita la creazione).
Oltrepassando Svarloka, il figlio dell'uomo raggiunge Maharloka, la sfera del magnete (l'Atomo) composto delle quattro idee della manifestazione (il Verbo), il Tempo, lo Spazio e la particella (l'Atomo). Come è stato spiegato nel primo capitolo, Maharloka rappresenta Avidya, l'Ignoranza, che ingenera l'idea di un'esistenza separata del Sé e dà origine all'Ego, il figlio dell'uomo. L'essere umano (manava) essendo quindi la progenie dell'Ignoranza, e l'Ignoranza essendo rappresentata dalle quattro idee suddette, queste ultime sono chiamate i quattro manu, ossia le origini dell'uomo.
SUTRA 11
E trionfando sui poteri delle Tenebre e dell'ignoranza l'essere umano diventa uno con Dio.
Maharloka, la sfera del Magnete (Atomo), è la porta (Brahmarandhra o Dasamadvara) fra la creazione materiale e la creazione spirituale. Quando l'Ego, il figlio dell'uomo, arriva a questa porta, comprende la Luce Spirituale e viene battezzato. Oltrepassando questa porta egli va al di là della creazione ideazionale delle Tenebre, Maya, ed entrando nel mondo spirituale percepisce la vera Luce e diventa Figlio di Dio. Così l'uomo, in qualità di Figlio di Dio, si libera della schiavitù delle Tenebre, Maya, ed entra in possesso di tutti gli otto poteri frutto dell'ascesi, aisvarya.
Anima, il potere di ridurre il proprio corpo, o qualsiasi altra cosa, alle minime dimensioni desiderate, simili persino a quelle dell'atomo, anu. Mahima, il potere di ingrandire o rendere il proprio corpo, o qualsiasi altra cosa, mahat, ossia tanto grande quanto si desidera. Laghima, il potere di rendere il proprio corpo, o qualsiasi altra cosa, laghu, ossia tanto leggero quanto si desidera. Garima, il potere di rendere il proprio corpo, o qualsiasi altra cosa, guru, ossia tanto pesante quanto si desidera. Prapti, il potere di apti, cioè, ottenere tutto ciò che si desidera. Vasitva, il potere di vasa, cioè, tenere qualsiasi cosa sotto controllo. Prakamya, il potere di soddisfare qualunque desiderio, kama, per mezzo di un'irresistibile forza di volontà. Isitva, il potere di diventare Isa, Signore, di tutte le cose.
"In verità, in verità, vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre". Giovanni, 14, 12
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