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 Reiki - Principi per una vita serena

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
admin Inserito il - 07/12/2012 : 10:05:06
Reiki - Principi per una vita serena

di Mara - della lista vipgioia@yahoogroups.com


Cari amici,

Vorrei condividere con chi non li conosce, questi principi per una vita
serena.
Sono i principi reiki ma tutti possono applicarli anche senza conoscere il
reiki.
Con affetto
Mara

Anche per oggi
Rinuncerò alla rabbia
Rinuncerò alla preoccupazione
Farò il mio lavoro con onestà
Onorerò ogni essere vivente
Ringrazierò per tutti i doni ricevuti

Anche per oggi.
Esprime l'importanza di impegnarsi nelle cose giorno per giorno, senza ansia
o fretta, concentrandosi sulla realtà del momento e vivendola intensamente.
Qui e ora sono le coordinate del presente, ciò che è passato non esiste più
e rallenta il nostro cammino, ciò che deve ancora venire in realtà non
esiste e ci distrae dal portare tutta la nostra energia in quello che stiamo
facendo. Molto spesso il passato porta con sé la rabbia e il rancore e il
futuro la preoccupazione.

Rinunciare alla rabbia e alla preoccupazione.
La rabbia nasce dalle ferite ricevute o dalla sensazione che qualcuno ci sta
facendo del male. Per rinunciare alla rabbia dobbiamo innanzitutto
riconoscerla ed esprimerla, portare fuori con chiarezza e decisione i nostri
sentimenti, imparare a proteggere il nostro spazio, la nostra vita e le
nostre relazioni. Rinunciare alla rabbia non vuol dire dimenticarsene o
rimuoverla, perché così facendo essa prenderebbe la via del corpo per
esprimersi con disagi fisici: mal di stomaco, ulcera, problemi di
digestione, problemi al fegato, irritabilità e chiusura. Il senso di questo
principio è eliminare le cause della rabbia, riconoscendo chi o che cosa mi
ferisce e agire di conseguenza, parlando, esprimendo ciò che pensiamo o
sentiamo. E se proprio non possiamo far niente per cambiare una situazione,
prendiamo in considerazione la possibilità di sottrarci per tempo a un
dolore inutile. I modi per rinunciare alla rabbia sono il perdono, il
lasciar andare e la comprensione: queste sono le qualità che dobbiamo
sviluppare.

La preoccupazione nasce dall'insicurezza, dalla paura di ciò che siamo e di
ciò che ci aspetta, dal pensare ad un evento e anticiparne spiacevoli
conseguenze. La preoccupazione e l'ansia denotano mancanza di fiducia e di
abbandono, è come se dovessimo sempre tenere tutto sotto controllo per
prevedere ogni accadimento. Rinunciare alla preoccupazione vuol dire godersi
la vita attimo per attimo, sapendo che tutto ciò che accade è per il mio
bene, perché cresca dentro di me la forza e la consapevolezza e la
sensazione che tutto va bene, che tutto sta andando come deve andare e che
devo semplicemente lasciarmi andare e gioire della vita.

Vivere onestamente.
Kahlil Gibran scrive che "Il lavoro è l'amore reso visibile". Questo
principio ci ricorda l'importanza di essere a posto con la nostra coscienza,
di essere leali e onesti soprattutto con noi stessi in qualunque cosa
facciamo, ci ricorda che il lavoro più importante è costruire giorno per
giorno la nostra stessa vita. Come potremmo avere un corpo sano e forte se
la nostra mente è piena di inganni, menzogne e sotterfugi. Come pensiamo di
poter essere felici dando sofferenza agli altri. Nel Vangelo è scritto:
"Amerai il prossimo tuo come te stesso". E anche "Non fare agli altri quello
che non vorresti fosse fatto a te". Queste sono chiavi per aprire la nostra
vita alla luce e per sentirci in pace con noi stessi. Il lavoro è una
meravigliosa opportunità per offire il nostro contributo alla vita, per
mostrare la nostra riconoscenza e gratitudine allo Spirito, per essere fieri
e orgogliosi di noi stessi quando otteniamo un risultato. Senza onestà e
integrità, che soddisfazione sarebbe?

Onorare ogni essere vivente.
Per mantenere sano e forte il mio corpo devo amarlo. Per amarlo mi devo
prendere cura di lui come se fosse un bambino, chiedergli spesso come sta,
cosa gli piacerebbe fare, dove vorrebbe andare e così via. Per prendermi
cura di qualcuno devo nutrire un profondo rispetto per lui e avere una
profonda comprensione per le sue esigenze e tutto questo perché desidero
ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto e sta facendo per me. Amore, cura,
gratitudine, messi insieme formano la parola "Onorare". Onorare il padre e
la madre per averci messo al mondo significare onorare noi stessi e la
nostra scelta di vivere. Onorare i maestri e gli anziani significa aprirsi
con umiltà all'apprendimento e alla conoscenza e riconoscere il valore della
saggezza e dell'esperienza. Onorare ogni forma di vita significa celebrare
le lodi del Creatore e ringraziarlo per tanta varietà e magnificenza di
forme e di colori e ringraziare se stessi di farne parte. Il mondo mi
appartiene, ma devo nutrire un profondo senso di responsabilità, non posso
uccidere o distruggere senza che questa azione si ritorca contro di me.

Ringraziare.
Ringraziare vuol dire accogliere ciò che ci circonda e noi stessi in un
unico abbraccio, ringraziare è un dolce momento di fragilità e intimità che
ci unisce all'universo. Ogni giorno noi riceviamo il nostro pane quotidiano,
ogni giorno lo Spirito ci elargisce generosamente i suoi doni sotto forma di
aria, acqua, amore, tramonti, cieli stellati, mari e montagne, cibo ed
energia vitale. A volte ci dimentichiamo di essere vivi, ci dimentichiamo
tutto l'amore che abbiamo ricevuto, ci perdiamo nei meandri della sofferenza
e dimentichiamo tutta la gioia che abbiamo provato nella nostra vita.
Diventiamo duri e distaccati, freddi e disillusi. Ringraziare per i doni
ricevuti ci rende nuovamente umani, lascia entrare dentro di noi il calore
della vita.





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